Un altro downgrade. Standard & Poor’s boccia la Spagna. L’agenzia americana ha abbassato il rating spagnolo di due scalini, da BBB+ a BBB-, un solo scalino sopra la valutazione “junk”, ossia spazzatura. Ma non solo, ha anche mantenuto l’outlook negativo su Madrid.
L’agenzia ha giustificato la sua scelta citando le sempre maggiori difficoltà del governo spagnolo nel superare la grave crisi economica e ha avvertito che i problemi di Madrid hanno provocato l’aumento della disoccupazione, oltre ai tagli previsti che esaspereranno le frizioni tra governo centrale e le regioni. “L’attuale deterioramento delle condizioni economiche e finanziarie potrebbe aumentare i rischi fiscali nel breve-medio termine, prima che le riforme fiscali a sostegno della crescita siano radicate”, si legge nella nota diffusa da Standard & Poor’s, sottolineando che “l’aumento della pressione fiscale a cui è sottoposto il Paese limita le opzioni politiche del governo spagnolo e, di conseguenza, in base alla nostra metodologia di rating abbiamo abbassato la valutazione di due livelli”. L’abbassamento del giudizio, tra l’altro, arriva dopo che l’esecutivo di Mariano Rajoy ha annunciato cinque pacchetti di misure di austerity in meno di un anno.
Intanto Madrid vuole lottare per cambiare le previsioni di Standard & Poor’s: “Credo che questa agenzia faccia delle proiezioni sulle prospettive economiche della Spagna ma quel che vogliamo è smentirle”, commenta il sottosegretario agli Affari europei, Inigo Mendez de Vigo. “Vedremo come reagiranno i mercati, è vero che ci troviamo in una situazione complicata ma penso che sia migliore rispetto ad alcuni mesi fa, prima del Consiglio europeo di giugno. La valutazione S&P è ora identica a quella di Moody’s che, negli ultimi giorni, sta ipotizzando di declassare il debito spagnolo addirittura al livello “junk”. S&P ha, inoltre, avvertito di essere pronta a prendere altri provvedimenti se l’Eurozona non riuscirà a rendere sostenibile il costo del finanziamento spagnolo.
E a proposito di finanziamento del debito, i tassi d’interesse lordi dei Bonos decennali schizzano al 5,93%, avvicinandosi pericolosamente alla soglia di allarme, quella del 6%. Un aumento significativo anche per lo spread rispetto ai rendimenti dei Bund tedeschi, che si allarga a 442 punti base. La Borsa di Madrid segna un meno 0,93% e, di riflesso, le tensioni si ripercuotono anche sui titoli di Stato italiani: i rendimenti dei Btp decennali risalgono al 5,15% e il loro spread sui Bund aumenta a 368 punti base, rispetto ai 362 della chiusura della sessione precedente.
Insomma il governo centrale spagnolo dovrà fare i conti con una situazione che continua ad aggravarsi. Una cascata di problemi che partono dall’enorme tasso di disoccupazione che, unito ai tagli alla spesa pubblica, sta creando una preoccupante ondata di malcontento popolare, sulla scia dell’esempio greco, che di certo non aiuta l’esecutivo Rajoy a trovare una soluzione. La crisi, inutile quasi ripeterlo, genera quella stretta al credito che mortifica ancora di più, se possibile, l’economia. Ed è soprattutto per la delicata situazione del sistema bancario che Standard & Poor’s ha assegnato l’outlook negativo a Madrid.
Perché, come detto, le maggiori preoccupazioni dell’agenzia di rating riguardano proprio le misure che l’Ue sarà in grado di adottare per tenere sotto controllo i costi dei finanziamenti dei debiti pubblici dei Paesi. Un aspetto grave già di per sé, ma che in Spagna rischia di diventare il motivo per allargare le proteste delle regioni con Madrid, a causa dei continui tagli alle comunità locali. Senza dimenticare le spinte indipendentiste come quelle catalane che stanno contribuendo a far diventare la Spagna una polveriera pronta ad esplodere.









