Finale di settimana all'insegna dei ribassi per le principali piazze azionarie mondiali. La mancanza di dati macroeconomici rilevanti per venerdì ha spostato l'attenzione sui risultati aziendali che non hanno fornito indicazioni positive e hanno favorito le vendite.
Il Nikkei termina un'altra seduta in ribasso portandosi ai minimi degli ultimi quattro mesi. Nella settimana ha ceduto il 2,8% e quella che si è conclusa venerdì rappresenta la quarta settimana consecutiva di discesa.
Ad appesantire l'indice giapponese ha contribuito la debolezza del comparto tecnologico e uno Yen che continua a rafforzarsi sul dollaro. Al suono della campanella il Nikkei (notizie) è risultato in calo dello 0,54% mentre il più ampio paniere del Nikkei riesce a strappare un risicato rialzo terminando a 838,71 punti (+0,12%).
Chiusura in calo per le piazze europee, dopo un avvio in rialzo. L'andamento e' stato debole per tutta la giornata, fino a chiudere la seduta con cali compresi tra lo 0,15% dell'indice Smi (0198.HK - notizie) di Zurigo (a 6.277,46 punti) e l'1,37% di Milano (a 22.511 punti). In calo, in particolare, i petroliferi e i bancari. Il Cac di Parigi lascia sul terreno lo 0,82% a 3.729,36 punti, il Ftse 100 di Londra cede invece lo 0,31% a 5.251,41 punti mentre il Dax (Xetra: notizie) di Francoforte perde lo 0,68% a 5.663,15 punti.
Segno meno anche per gli indici di Wall Street che nonostante un finale in recupero non riescono a chiudere sopra la parità. Il clima generato dai dati macro deludenti che si sono susseguiti nella settimana è continuato anche venerdì e alla fine ha fatto prevalere i venditori. A fine seduta il Dow Jones (notizie) ha ceduto lo 0,14%, lo S&P 500 (notizie) lo 0,32% e il Nasdaq (NASDAQ: notizie) lo 0,5%. La debolezza mostrata nelle ultime sedute per il momento non è tale da far pensare ad un inversione di tendenza ma è da considerare più come conseguenza delle prese di beneficio che sono state alimentate anche da un quadro economico incerto.
Sul mercato valutario abbiamo assistito ad una giornata favorevole al dollaro che ha recuperato terreno sulla moneta unica. L'Euro ha aggiornato i minimi di periodo poco sotto 1,48 ma con un finale in ripresa è riuscito a chiudere attorno a 1,4850 limitando i danni. E' interessante notare che la chiusura è posizionata sopra la trendline rialzista individuabile sul grafico daily e quindi rappresenta una conferma del trend positivo in atto. A ulteriore conferma arrivano le prime ore di negoziazione della settimana con l'euro in deciso rialzo che scambia ampiamente sopra 1,49.
A pesare sull'euro hanno sicuramente contribuito le dichiarazioni di Trichet che, durante un discorso pubblico a Francoforte ha fornito alcune indicazioni su modalità e tempistiche dell'exit strategy. La Bce sembra infatti avere avviato la graduale riduzione delle misure di stimolo all'economia resesi necessarie per fronteggiare la crisi: dal primo marzo 2010 le cartolarizzazioni garantite da Asset backed Securities che verranno emesse potranno essere accettate dalla banca centrale solo se saranno provviste del rating di almeno due agenzie. Inoltre dal Marzo dell'anno successivo la regola verrà estesa a tutte le cartolarizzazioni e non solo alle nuove emissioni.
Trichet ha poi ribadito che i tassi di interesse rimarranno molto bassi per ancora molto tempo e ha esortato le banche a utilizzare gli aiuti ricevuti per erogare credito alle imprese e alle famiglie.
Chiusura si settimana pessima per la sterlina che archiviando la terza seduta consecutiva di ribassi vede indebolire il buon trend che la stava caratterizzando nonostante le indicazioni macro arrivate nei giorni passati non fossero per nulla incoraggianti. Si comporta invece bene lo Yen che termina la settimana in guadagno e si porta progressivamente a livelli molto importanti nei confronti del biglietto verde.
Per la giornata odierna l'unico dato macroeconomico rilevante è rappresentato dalle vendite di abitazioni esistenti in arrivo dagli Usa alle 16:00. Il dato è atteso in crescita rispetto alla precedente rilevazione.
Sempre nel pomeriggio (ore 14:00) sono attese le parole del presidente della Bce Jean Claude Trichet che potrebbe fornire ulteriori particolari circa l'avvio dell'exit strategy di cui con le parole di venerdì sono state poste le prime timide basi