I cittadini tedeschi ogni anno gettano mediamente 105 chili di cibo ancora commestibile nella spazzatura. E’ quanto emerge da uno studio diffuso a fine 2011 dalla Fao. E’ proprio per questo che nel paese si sta diffondendo in maniera sempre più massiccia un fenomeno molto particolare. Sono, infatti, sempre più numerose le persone che rovistano nell’immondizia dei supermercati per cercare alimenti di ogni genere.
Un caso esemplare di questa tendenza è rappresentato da Alexander, ventiquattrenne studente di legge di Amburgo che, nonostante non sia indigente, si nutre quasi esclusivamente del cibo trovato nei cassonetti di supermercati e negozi. “Il mio obiettivo primario è mangiare gratis – spiega il giovane – ma sono mosso anche dalla profonda convinzione che certi sprechi siano assolutamente immorali”.
Ad Amburgo è particolarmente attiva la Tafal Hamburger, un’organizzazione umanitaria che dona viveri alle fasce più deboli della popolazione cittadina. Claus Herda, direttore dell’associazione, ha spiegato che sono numerose la cause alla base dei numerosi sprechi che caratterizzano la Germania. Oltre al dilagare del consumismo, vi è una errata convinzione che anima le scelte dei consumatori tedeschi. Molti cittadini, infatti, credono che la data riportata sui prodotti evidenzi una data inderogabile di scadenza, ma in realtà segnala soltanto un’indicazione di massima. Ed è proprio per assecondare questo atteggiamento che i proprietari dei negozi gettano nella spazzatura beni alimentari che altrimenti resterebbero invenduti. Di conseguenza i bidoni della Germania sono quotidianamente zeppi di mele, banane, latte, caffè, yogurt, zucchero e formaggio.
La scelta di raccogliere cibo dai rifiuti è diventata così diffusa che è stato addirittura coniato il nuovo vocabolo “containern”, traducibile con “contenitori da cui prelevare alimenti”. Sono inoltre nati siti internet in cui vengono indicate le zone migliori dove recarsi per mangiare gratuitamente gli scarti. In risposta a questa pratica, supermercati e negozi hanno iniziato a sigillare i bidoni della spazzatura oppure hanno assunto del personale per tenere lontani i “saccheggiatori”. L’obiettivo è quello di ridurre all’osso gli sprechi, puntando spesso sull’inventiva. Indicativo l’esempio di una catena di Dusseldorf, città della Germania occidentale, che adesso utilizza il pane vecchio come carburante per alimentare i forni. E’ intervenuto persino il ministro per la tutela dei consumatori, che ha annunciato una revisione del meccanismo della data di scadenza sui prodotti.
La Germania non è, tuttavia, l’unico paese del mondo industrializzato a distinguersi per l’enorme quantità di sprechi. In base alle stime realizzate dalla Fao, un terzo del cibo presente sul pianeta viene gettato via. Nelle nazioni occidentali il cibo che si trasforma in spazzatura (222 milioni di tonnellate) raggiunge quasi la produzione alimentare netta (230 milioni di tonnellate) dell’Africa sub-sahariana.


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