A proseguimento della fase di propensione al rischio di ieri, i mercati hanno continuato a guadagnare dopo che, a sorpresa, al vertice UE sono state annunciate misure concrete d’immediata applicazione. Nella prima giornata di riunioni, Francia, Spagna e Italia hanno fatto muro contro la Germania, affermando che non avrebbero dato il via libera a nessuna misura a lungo termine se prima non si fossero discusse le questioni più imminenti. I leader hanno deciso di cancellare la “seniority” per il debito spagnolo e italiano, mossa che dovrebbe alleggerire la pressione sui bond, perché i creditori privati avrebbero maggiori garanzie sul rimborso. Quasi tutti i rendimenti dei titoli spagnoli sono scesi, con il decennale al 6,556%, 24 punti base in meno rispetto all’apertura. Anche i bond italiani sono migliorati, con il rendimento del decennale in calo di 14 punti base, al 5,861%, mentre i titoli di stato USA sono in calo. I partecipanti al vertice hanno anche concordato che le banche possono essere ricapitalizzate automaticamente da fondi di salvataggio come l’ESM o l’EFSF, che a breve cesserà di esistere, invece di essere indirizzati attraverso gli stati membri. L’EUR è balzato dell’1,49%, l’aumento più elevato da ottobre 2011, e ha toccato un massimo di 1,2628 alle 03:00 GMT, prima di stabilizzarsi su livelli leggermente inferiori intorno a 1,2590 in vista dell’apertura delle piazze europee. L’USD è sceso contro la maggior parte delle altre valute principali; l’indice sul dollaro ha ceduto lo 0,91%, scambiandosi a 81,97 alle 06:32 GMT. Le valute legate al rischio hanno fatto registrare gli aumenti maggiori, con l’AUD a +1,37% e il dollaro NZD a +1,19%. In Giappone, la produzione industriale si è contratta del 3,1%, più delle attese, flessione più marcata da ottobre 2011. L’elemento saliente di questa contrazione è il declino dell’11,1% nella produzione di automobili, su cui pesa fortemente il calo delle esportazioni verso l’Unione Europea. Lo yen (JPY) è la valuta che ha guadagnato meno contro l’USD, appena lo 0,05%. Alla notizia la coppia è stata salita dello 0,52% rispetto al minimo intraday. Per quanto riguarda le borse, l’indice Nikkei 225 (Osaka: ^N225 - notizie) ha archiviato la terza giornata consecutiva di recuperi, perché gli investitori ritengono che la cifra sulla produzione giustifichi i tanto attesi stimoli aggiuntivi. Anche l’Hang Seng (HKSE: ^HSI - notizie) e l’indice Shanghai Composite hanno chiuso in territorio positivo, rispettivamente a +2,33% e 1,03%, in scia alle notizie dal vertice UE. Anche le materie prime sono salite, con l’oro a +0,99%, a 1.568 USD, e il greggio di prima generazione balzato del 2,66% a 79,76 USD. L’argento si è ripreso dal calo del 3,66% di ieri e, alle 6:56 GMT, si stava portando intorno a quota 26,85. Per il secondo giorno consecutivo i dati economici tedeschi hanno deluso le attese; il dato sulla disoccupazione è stato, infatti, peggiore delle previsioni. Le vendite al dettaglio sono diminuite dell’1,1% a/a, mentre la previsione era di un aumento dell’1,9%. In Francia, invece, il dato sulle spese dei consumatori è stato positivo, in aumento dello 0,6% m/m contro il previsto 0,1% (precedente: 0,4%). Durante la seduta USA sarà diffuso l’indice PMI di Chicago, previsto in calo a 52,5 punti dai precedenti 52,7. Il Canada pubblicherà la variazione mensile del PIL, che potrebbe superare leggermente l’incremento dello 0,1% registrato in aprile.
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