Vestirsi e acquistare low cost

Dal baratto ai negozi dell'usato passando per i party

Sarà sicuramente capitato anche voi: aprire l’armadio e vedere che negli anni avete accumulato tanta di quella roba che non vi ricordavate neanche più di avere e che non usate più. Mentre, di contro, continuate a pensare che vi manchi sempre qualcosa. La soluzione per non spendere più del dovuto c'è e si chiama baratto o, in alternativa, mercatini dell’usato.

Il baratto: dalle community online agli swap party

Partiamo con il baratto che altro non è lo scambio che tutti facevamo da piccoli con amici, compagni di scuole ecc… Riprendendo le buone vecchie abitudini, basta armarsi di tempo e pazienza e selezionare la roba che vorreste barattare. Non barate: non c’è cosa più antipatica di scambiare cose vecchie che voi non usereste più appunto perché logore, malfunzionanti, e non perché in effetti con il passare del tempo abbiate cambiato gusti e prospettive.

Da dove iniziare? Intanto dalle vostre conoscenze. Grazie a Ilaria, giornalista e curiosa quindi per indole, ho saputo della bella iniziativa di Roma, del sesto Municipio. Si chiama “In sesto col baratto” e grazie a Facebook, si può barattare con assoluta facilità: basta individuare l'oggetto, fare una foto e postare l'annuncio sul social network.  “Avevo quel paio di sandali tacco 12 indossati un'unica volta e così l'ho scritto su Facebook, chiedendo in cambio una borsa invernale, dell'abbigliamento o qualcuno che mi riparasse la valvola della pentola a pressione”.

E già perché barattare non vuole dire per forza scambiare le stesse cose. Di offerte gliene sono arrivate parecchie, tra cui chi “mi offriva servizi per rendere migliore il mio blog e chi – che era la cosa che mi interessava – mi proponeva appunto la borsa”. Le trattative avvengono però in privato “per non intasare” la bacheca, ci si dà appuntamento, si fanno nuove conoscenze scoprendo che magari di altra roba da barattare ce n'è, eccome.

Ma se come me, vi piace l'idea di trovarvi in mezzo a tantissima roba e di potere scegliere in base all'umore del momento, il consiglio sono gli swap party, vere e proprie feste con annessi e connessi. Se andate su Swap Club Italia, community online per lo scambio, potete anche sapere in anteprima dove si svolgeranno i vari party in Italia. La trovate anche su Facebook e anche voi se avete una stanza molto grande e riuscite a crearvi una rete di conoscenze, riuscirete a organizzarne uno. L'ambiente che si crea è bellissimo e non si limita al puro scambio, ma anche a consigli sullo stile, sull'arredamento - che non fanno mai male - e che continuano anche fuori dal party.

Con persone conosciute in queste occasioni sono ancora in contatto e sono loro che mi avvisano quando ci sono “eventi da non perdere”. Di solito agli swap ci sono per lo più donne, ma di recente anche gli uomini stanno facendo capolino. Se comunque vi iscrivete al sito, vi arrivano le newsletter in cui vi vengono indicati gli oggetti che potreste scambiare e che vengono scelte in base alle informazioni che date di voi al momento della registrazione.

Barattare anche le vacanze con la settimana del baratto

Se invece siete tra quelli che non si godono facilmente le vacanze perché sempre impegnati o perché ormai i costi sono alti, segnatevi sull'agenda la “Settimana del baratto”. Si tiene di solito tra la seconda e la terza settimana di novembre e il motto è "Non quello che hai ma quello che sei o che sai fare". Qualche suggerimento? Potete barattare l’ospitalità con delle lezioni di musica o se siete degli elettricisti o degli idraulici, potreste offrire servizi connessi alla vostra professione. Lezioni di musica o così come ho fatto io, una decina di libri in cambio di due giorni e una notte.

Non sempre barattare vuol dire scambiare nell'immediato, esiste anche il “baratto asincrono”. Su reoose.com potete scambiare uno o più vostri oggetti cui viene attribuito un valore virtuale in crediti, che si basa sullo stato nuovo-usato, e che potete utilizzare quando troverete qualcosa che va al caso vostro.

Comprare e vendere al mercatino dell'usato
Se l'idea di barattare non è nelle vostre corde, potete andare nei negozi dell'usato. Be’, se siete fortunati e avete modo di girare in città scoprirete che non è così strano trovarne a pochi passi da casa, come è successo a me. Come funzionano? Basta andare, portare la propria roba (a volte bisogna fissare un appuntamento) e metterla in conto vendita. Che vuol dire? Resta l’arco di una stagione – ma non vi preoccupate, ve lo dico per esperienza: se è un usato carino sarà di certo venduto subito –  e il 50% dell'importo va al negozio, il 50% al proprietario. Se poi resta invenduto, alcuni negozi consentono di ritirarlo a fine stagione o lo danno in beneficenza. E già che siete lì, potete acquistare capi a basso prezzo di tutti i tipi e tutti i generi, anche vestiti da cerimonia.

Se invece vi piace respirare l’aria dei mercatini, usato, e di buona qualità, se ne trova anche in questi posti. Non sapete dove andare? Due soluzioni: la prima chiedere alla portinaia, alla vicina: sapranno indicarvi i posti giusti altrimenti su mercatiniditalia.it trovate tutte le indicazioni necessarie. Fare compere qui è, secondo me, molto più divertente rispetto al negozio: ti ritrovi con persone come Mattia, incontrato al mercato di via Valenza (Porta Genova) a Milano che ha deciso di vendere buona parte della sua roba per poi partire in giro per il mondo. E che ti racconta da dove viene quella scatola di legno finemente intarsiata che stai guardando da minuti o quella pashmina. Si trovano oggetti di tutti i tipi e una cosa che trovo singolarissima sono le vecchie edizioni di libri, fumetti, vecchi documenti. Per collezionisti e non. E tutti a prezzi accessibilissimi.

E se volete essere voi a vendere? In questo caso, potete rivolgervi all’associazione che gestisce il mercatino o informarvi presso l’ufficio commercio del Comune. Presentatevi come hobbisti, ossia persone che vendono una tantum – altrimenti dovreste avere una partita Iva – e vedrete che ci sono mercatini il cui accesso è gratuito, altri che chiedono una quota fissa che va dai 10 ai 50 euro. Considerate che i tavoli, le luci, gli eventuali cartoni, appendiabiti ecc… dovete comunque portarli voi.


Filosofia del low cost


Se pensi che il denaro non faccia la felicità e che spesso le cose semplici (e più economiche) sono quelle che regalano più soddisfazioni; se sei sempre alla ricerca di nuove idee per risparmiare o vuoi scoprire tante storie ed esperienze di persone che pensano si possa vivere bene anche con poco, questa è la rubrica giusta per te.