Vivere senza l'euro: il caso di Polonia e Turchia

Sono state definite le "Nuove Tigri" europee: si tratta di Polonia e Turchia, due nazioni che, nonostante la crisi economica globale, si sono salvate dal disastro finanziario proprio perchè fuori dall'euro.

Secondo un articolo di William L. Watts su MarketWatch, questi due paesi stanno entusiasmando gli osservatori per la loro "freschezza" economica: nonostante la disoccupazione elevata, le valute volatili e la dipendenza dagli investimenti esteri - elementi che potrebbero in futuro ritorcersi contro, soprattutto se la crisi dell'Eurozona andasse fuori binario - i bassi livelli di debito, l'espansione e il rafforzamento della classe media hanno permesso a Polonia e Turchia di risalire la propria economia. Dati del Fondo Monetario Internazionale hanno dimostrato come entrambi gli Stati abbiano evitato o superato degnamente la recessione durante la crisi finanziaria globale, dopo il crollo della Lehman Brothers del 2008. Anzi: dall'inizio della crisi, l'economia polacca è cresciuta del 15%; la Turchia invece, dopo una contrazione del 4,8% nel 2009, è tornata velocemente alla vita, con un aumento del PIL del 9% nel 2010 e 8,5% nel 2011.

Ma quali sono i punti forti che contraddistingono l'economia di queste nazioni? Innanazitutto, l'agricoltura: in Polonia circa il 13% della popolazione è impiegata nel settore agricolo, che rappresenta il 4% del PIL, secondo i dati della Banca Mondiale. In Turchia, l'agricoltura ricopre il 9% del PIL. Vi sono poi ampli investimenti nelle infrastrutture di base o per la rimodernizzazione di fabbriche obsolete o strade, senza sottovalutare - specie nel caso della Turchia - un rientro degli emigrati nei paesi di provenienza, e quindi una manodopera giovane e piena di esperienza accumulata all'estero. Importanti trasformazioni economiche hanno inoltre reso Polonia e Turchia due nazioni con un sistema bancario stabile e, nonostante una crescente inflazione (dovuta alla crescita dei costi energetici e di altre materie prime) si presentano oggi agli occhi degli esperti una come la più grande economia tra i paesi emergenti dell'Europa centrale e orientale, l'altra invece domina tra il sud est europeo e il Medio Oriente.

Ci sono ovviamente fattori negativi da non sottovalutare, come il forte disavanzo estero della Turchia e il deficit di bilancio della Polonia, tuttavia la crescita graduale e costante - entrambi puntano a raggiungere il 3,2% per il prossimo anno - annovera questi due stati tra i mercati emergenti più attrattivi del momento.

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