New York - Prosegue in ribasso la seduta a Wall Street, dopo che gli ultimi dati macro sulla vendita di case esistenti di gennaio hanno evidenziato una condizione ancora fiacca del settore immobiliare Usa, almeno per quanto riguarda il 2011. Il Nasdaq lascia sul campo lo 0,2%, l'S&P 500 lo 0,17%. L'indice allargato e' in rialzo di +8,3% da inizio 2012, sull'onda del crescente ottimismo circa lo stato di ripresa dell'economia statunitense. Dopo il traguardo importante raggiunto ieri, il Dow Jones, paniere delle maggiori societa' Usa per capitalizzazione di mercato, cede lievemente terreno (-0,1%). Per la prima volta dal 2008 il Dow Jones Industrial Average ha raggiunto intraday quota 13.000, livello tuttavia perso al termine delle contrattazioni con una chiusura sotto tale valore. Tra i singoli titoli, nel paniere delle blue chip si mette in mostra Caterpillar, che fa meglio dell'andamento generale del mercato. In rosso invece Hewlett-Packard, che paga la delusione per i conti di Dell. A livello settoriale, particolarmente colpite dalla lettera le banche. Il tono negativo arriva in concomitanza con la debolezza in Europa, dove gli ultimi dati sull'attivita' manifatturiera non hanno impressionato in positivo. Il dollaro da parte sua si sta rafforzando contro il basket delle sei principali valute concorrenti. In ambito di notizie societarie, i titoli Dell e MGM Resorts sono in calo dopo la pubblicazioni di conti fiscali deludenti. Perde quasi il 10% DealerTrack Holdings, con le stime sulle entrate 2012 inferiori ai numeri degli analisti. Le azioni dell'azienda di software Intuit, invece, hanno tratto beneficio dagli utili migliori delle attese. All'interno della sfera politica, l'amministrazione Obama dovrebbe avanzare la proposta di ridurre l'imposizione societaria dal 35% attuale al 28%, nell'ambito della riforma che dovrebbe essere annunciata in giornata, secondo quanto riporta il Wall Street Journal. Sul fronte economico, le vendite di case esistenti sono saliti del 4,3% a quota 4,57 milioni, ai massimi di un anno e mezzo, anche se poco sotto le attese. Il morale e' stato compromesso, tuttavia, dalla revisione al ribasso di dicembre. Di rilievo i segnali negativi giunti dalla Cina, con l'indice preliminare Pmi sull'attività manifatturiera stilato da Hsbc, in calo per il quarto mese a febbraio. Il valore si attesta a 49,7, in miglioramento rispetto al 48,8 di gennaio, ma rimane ancora sotto la soglia dei 50 che demarca contrazione da espansione. Positivi i numeri sugli ordini all'industria dell'Eurozona, che a dicembre sono saliti +1,9%, meglio delle previsioni degli analisti. Inattesa invece la flessione del Pmi Eurozona; l'indice è calato al di sotto della soglia a quota 50 punti, confermando una condizione di contrazione dell'attività manifatturiera nel mese di febbraio. Sul valutario l'euro è piatto nei confronti del dollaro a quota $1,3241 (+0,05%); ieri era arrivato a balzare al massimo intraday fino a $1,3293 dopo la notizia dell'accordo raggiunto sulla Grecia; la moneta unica è +0,68%, a JPY 106,23, mentre il rapporto dollaro/yen +0,69% a 80,25, ai massimi degli ultimi sei mesi. Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, le quotazioni del petrolio sono al momento in ribasso con i futures -0,22%, a $106,02 al barile, mentre le quotazioni dell'oro scambiano a $1.755,10 l'oncia (-0,19%).


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