Dopo una partenza sprint che aveva portato gli indici statunitensi a toccare i massimi di giornata quando non era trascorsa neppure un’ora dall’apertura delle contrattazioni, cominciavano a comparire le prime vendite che, guardando i livelli degli indici a stelle e strisce, avremmo potuto definire “inevitabili”.
Ma, nell’ultimo quarto d’ora, quando sembrava che perlomeno il Dow Jones (DJI: ^DJI - notizie) e lo S&P500 fossero destinati a concludere, seppur frazionalmente, con un ribasso, ecco che gli operatori hanno tirato fuori l’ultima “mazzetta” di ordini di acquisto ed è così arrivato il rimbalzino finale.
Giornata contrassegnata da un gran numero di dati macro, difficile dare un giudizio di massima, vediamoli quindi uno per uno.
Le vendite al dettaglio (+0,9%) sono aumentate più del consenso (+0,7%) un dato così non si verificava dallo scorso mese di febbraio, se togliamo le volatili spese per automobili, l’aumento (+0,8%) è comunque risultato maggiore delle attese (+0,6%).
Sono aumentate le vendite, ma anche i prezzi al consumo (+0,6%) sono risultati superiori alle previsioni (+0,5%), depurando il dato dai comparti cibo ed energia, però, l’aumento (+0,1%) è stato inferiore al consenso (+0,2%). Anche il dato annuo (+1,9%) si è attestato leggermente sotto le attese (+2,0%).
E’ stata poi la volta della produzione industriale, scesa dell’1,2% in agosto, il calo più sensibile dal marzo del 2009, le previsioni degli economisti si fermavano ad un ben più contenuto calo dello 0,2%.
Ed ancora non c’è stato da festeggiare neppure per l’utilizzo della capacità produttiva diminuita di un punto (da 79,2 a 78,2) quando la si attendeva invariata.
Dulcis in fundo, però, l’inatteso gran balzo dell’indice del Michigan relativo alla fiducia dei consumatori, balzato da 74,3 a 79,2 punti (per gli economisti avrebbe addirittura essere in calo).
, Insomma con tutta questa confusione è andato nel pallone anche il mercato valutario, poiché se è vero che il dollaro ha perso oltre un punto percentuale rispetto all’euro salito oltre quota 1,31 la moneta verde ha invece guadagnato più di un punto percentuale contro lo yen terminando a quota 78,37.
Allora non è proprio vero che il QE3 deprime il dollaro? Probabilmente la moneta giapponese era già sufficientemente sopravvalutata e quindi è andata in controtendenza, lo yen parrebbe proprio al termine di un trend che lo ha portato ad avvalorarsi oltre ogni logica.
Ed infine una notizia riguardante l’indice Dow Jones che, come noto, perderà il titolo Kraft Food (destinato a scindersi in due compagnie), oggi è stato reso noto il titolo che lo sostituirà dal prossimo 24 settembre, si tratta di Unitedhealth, la società più importante di assicurazioni sanitarie.
Dow Jones (+0,40%) svetta Caterpillar (+2,75%) seguito da United Technologies (NYSE: UTX - notizie) (+2,38%), infine Alcoa (Hannover: 850206 - notizie) (+2,18%).
Ci sono stati però anche tre ribassi “corposi”: AT&T (Monaco: A0HL9Z - notizie) (-2,33%), Merck (Xetra: A0YD8Q - notizie) (-2,33%) e Verizon (-2,30%).
S&P500 (+0,40%) il biotecnologico Gilead Sciences (Xetra: 885823 - notizie) (+2,95%) che con questo rialzo arriva ad una performance da inizio anno del 51,53%. A seguire Halliburton (EUREX: HALF.EX - notizie) (+2,74%) e Dow Chemical (Xetra: 850917 - notizie) (+2,61%).
Un altro ribasso per Nike (-2,58%), ma non è andata molto meglio ad Altria Group (NYSE: MO - notizie) (-2,57%) e Merck (-2,04%).
Nasdaq (Nasdaq: ^NDX - notizie) (+0,89%) decisamente il miglior indice di giornata, rialzo a doppia cifra per Fossil (Xetra: 886238 - notizie) (+11,43%), seguito da Baidu (+5,27%) e Randgold Resources (Xetra: A0B5ZS - notizie) (+5,24%).
I maggiori ribassi hanno riguardato, Starbucks (Xetra: 884437 - notizie) (-2,44%), Amgen (NasdaqGS: AMGN - notizie) (-2,36%) e Check Point Software (-2,36%).
Al solito, però, si deve rimarcare il contributo determinate dato all’indice da Apple (Xetra: 865985 - notizie) (+1,22%) che ha stabilito un nuovo record storico chiudendo a 691,28 dollari.
, Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online


















