Seconda seduta consecutiva al ribasso per la piazza azionaria americana che quest'oggi è stata investita da un'ondata ancora più travolgente di vendite. Mentre i listini ieri sono riusciti a recuperare terreno, chiudendo poco al di sotto della parità, non sono stati capaci di fare altrettanto quest'oggi, pur terminando gli scambi a distanza dai minimi toccati nell'intraday.
I ribassisti hanno continuato a mantenere saldo il controllo della situazione dopo la diffusione di alcuni dati macro che non hanno convinto del tutto il mercato. Nell'ultima settimana le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono rimaste invariate a 505mila unità, mentre gli analisti si aspettavano un dato di poco inferiore a 504mila unità. A deludere è stato anche il Superindice che, pur essendo salito per il settimo mese consecutivo, ha segnato un progresso dello 0,3%, più contenuto rispetto allo 0,4% precedente.
L'unica nota positiva della giornata è stata quella relativa all'indice Phiadelphia Fed che nel mese di novembre ha segnato un deciso balzo in avanti, attestandosi a 16,7 punti dagli 11,5 della rilevazione precedente, superando ampiamente le aspettative degli analisti che avevano messo in conto un frazionale rialzo a 11,6 punti.
L'aggiornamento relativo al Philly Fed non èn bastato però a dare sostegno ai mercati che hanno continuato a perdere terreno, appesantiti in particolare dal settore high-tech sulla scia della cattive notizie relative al comparto dei semiconduttori.
Gli indici sono riusciti comunque a recuperare posizioni dai minimi, terminando ugualmente gli scambi in flessione, con il Dow Jones (notizie) e l'S&P500 in discesa dello 0,9% e dell'1,34%. Più pesante il bilancio del Nasdaq Composite (NASDAQ: notizie) , fotografato a 2.156,82 punti, con un ribasso dell'1,66%, dopo aver toccato un massimo a 2.176 e un minimo a 2.141 punti.
Tra i titoli del Dow Jones, a muoversi in controtendenza sono stati Wal-Mart (+0,72%), Merck (MERK.JK - notizie) (+0,54%), Coca-Cola (+0,53%) e Johnson & Johnson (NYSE: JNJ - notizie) (+0,18%).
Poco sotto la parità Procter & Gamble (NYSE: PG - notizie) e Pfizer (NYSE: PFE - notizie) che hanno ceduto entrambi quasi mezzo punti, mentre Verizon Communications e AT&T (NYSE: T - notizie) sono calati dello 0,46% e dello 0,76%.
La secca correzione dei prezzi del petrolio non ha portato ribassi significativi per Exxon Mobil (NYSE: XOM - notizie) che ha chiuso in rosso dello 0,82%, mentre si è fatta sentire di più su Chevron (NYSE: CVX - notizie) che è arretrato del 2%. Sempre nel settore delle materie prime è da segnalare il netto calo di Alcoa (NYSE: AA - notizie) che ha lasciato sul parterre il 3,92%, mentre tra gli industriali si è distinto in negativo General Electric (NYSE: GE - notizie) con una correzione del 2,05%.
Giornata tinta di rosso anche per i finanziari con American Express (NYSE: AXP - notizie) che ha limitato le perdite all'1,03%, lasciando più indietro Bank of America (NYSE: IKJ - notizie) e Jp Morgan che hanno accusato un ribasso rispettivamente dell'1,65% e dell'1,91%.
Sul tabellone elettronico del Nasdaq Composite, si è fermato sulla parità eBay e poco sotto Intuit (NASDAQ: INTU - notizie) che è sceso dello 0,23% in attesa dei conti che saranno diffusi a mercati chiusi.
In calo dello 0,63% Google (NASDAQ: GOOG - notizie) che è riuscito a limitare i danni grazie alla visione bullish di Ubs (Virt-X: UBSN.VX - notizie) che ha ribadito la raccomandazione “buy”, alzando il prezzo obiettivo da 635 a 700 dollari. In rosso dell'1,18% Dell (NASDAQ: DELL - notizie) che dopo il suono della campanella ha alzato il velo sui conti degli ultimi tre mesi. Amazon.com (NASDAQ: AMZN - notizie) e Oracle hanno ceduto quasi due punti, mentre
Sotto pressione i titoli legati al comparto dei semiconduttori dopo l'invito alla prudenza predicato da Merrill Lynch (NYSE: MER - notizie) che ha declassato l'intero comparto. Nvidia Corporation (NASDAQ: NVDA - notizie) ha chiuso gli scambi in calo del 3,99%, non diversamente da Intel (NASDAQ: INTC - notizie) che è sceso del 4,08%. Su quest'ultimo titolo Merrill Lynch ha abbassato il rating da “buy” a “neutral”, con un target price rivisitato verso il basso da 27 a 21,5 dollari.