Ormai non sappiamo più come dirlo, sembra che ci sia un ordine superiore che obblighi gli indici americani a terminare sulla parità, anche in questa prima seduta di settimana (ieri Wall Street era chiusa per festività) nell’ultima mezz’ora di contrattazione abbiamo assistito al solito recupero che ha portato gli indici ad azzerare le perdite.
Non essendoci dati macro in uscita oggi, a movimentare la seduta alcune trimestrali, non tutte hanno convinto, per la verità, risultati che hanno deluso in particolare per il settore della grande distribuzione.
Comunque occorre sottolineare che anche Wall Street non ha di certo festeggiato il salvataggio della Grecia, certo non ci fosse stato un accordo avremmo assistito ad un forte storno, ma anche questa situazione di “tutela” non convince i mercati.
Si parla di rilancio, ma non si vede come questo possa accadere, insomma lo abbiamo ripetuto a chiare lettere noi avremmo preferito un default “pilotato” anche se gestire un’uscita dall’euro sarebbe comunque rimasto un problema di difficile soluzione.
Fatto sta che Obama plaude l’iniziativa europea, ma continuiamo a sottovalutare che al di qua ed al di là dell’Oceano si continuano a sfornare soldi pubblici che prima o poi si tradurranno in inflazione.
Dow Jones (DJI: ^DJI - notizie) (+0,12%) in testa ai rialzi troviamo Alcoa (Hannover: 850206 - notizie) (+2,56%) che alterna giornate di col segno meno a quelle col segno più, consolidando così un buon livello sopra quota 10 dollari. Bene (Stoccarda: A0LCPZ - notizie) il settore oil con Chevron (Amsterdam: CHTEX.AS - notizie) (+1,64%) che torna ad attaccare i massimi assoluti del titoli toccati soltanto ad inizio dell’anno in corso. Una buona trimestrale spinge anche Kraft (+1,47%) che torna sui valori di una decina di anni fa.
, Brutta trimestrale invece per Wal-Mart (-3,86%) che paga con un brusco dietro-front l’eccessivo ottimismo dei giorni scorsi. Più limitati i ribassi di Merck (Xetra: A0YD8Q - notizie) (-1,12%) e The Travelers (-0,97%).
S&P500 (+0,07%) comparto energetico e delle materie prime sugli scudi, svetta Baker Hughes (EUREX: BHIF.EX - notizie) (+2,36%) seguito da Freeport McMoran (Stoccarda: 896476 - notizie) (+2,16%) ed Halliburton (EUREX: HALF.EX - notizie) (+2,04%).
Ancora un ribasso, dopo il crollo della vigilia, per il biotecnologico Gilead Sciences (Xetra: 885823 - notizie) (-4,91%), brutta seduta anche per Bristol Myers Squibb (-2,42%) e Fedex (Amburgo: FDX.HM - notizie) (-2,13%).
Nasdaq (Nasdaq: ^NDX - notizie) (-0,11%) nonostante il buon rialzo di Wynn Resorts (Amburgo: WYR.HM - notizie) (+5,95%), ma soprattutto di Apple (Xetra: 865985 - notizie) (+2,54%), dato che dopodomani c’è l’assemblea degli azionisti, si parla in maniera insistente di un possibile dividendo, d’altronde se non si spende in acquisizioni la logica porterebbe a quello, non diciamo numeri perché sarebbero detti a vanvera. Bene ancora Netapp (Xetra: A0NHKR - notizie) (+1,90%).
Sono risultati molto di più i titoli in ribasso, a cominciare da Ctrip.com (-7,01%) per proseguire con Sears Holdings (NasdaqGS: SHLD - notizie) (-6,58%), quindi Baidu (-4,57%).
Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro


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