Dietro la Notizia
  • L’ottimismo dei mercati fa paura

    L’evento più atteso della settimana, vale a dire l’avvio dell’aumento di capitale di Mps, è iniziato in modo imprevisto: il titolo della banca senese non ha fatto prezzo a fronte di una pioggia di domande d’acquisto, che hanno portato a un teorico +20%. E pensare che, alla vigilia, non poche erano le preoccupazioni relativamente a un aumento monstre da 5 miliardi di euro. Non che il rafforzamento patrimoniale sia mai stato davvero a rischio, dato che c’è un consorzio di banche che è pronto a scendere in campo in caso di freddezza da parte degli investitori, ma una domanda così sostenuta giunge inattesa.

    Strada in discesa per le banche

    La reazione del mercato è un buon viatico per gli altri istituti di credito che si apprestano a mettere in campo aumenti di capitale. Dopo i due miliardi già raccolti da Bpm e Banco Popolare, la Bper ha dato il via libera all'aumento da 750 milioni, con l’obiettivo di chiuderlo entro luglio. E’ già in corso la ricapitalizzazione da 350 milioni della

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  • Il glossario della nuova politica europea

    Le misure annunciate ieri da Mario Draghi hanno ringalluzzito i mercati finanziari e fatto tornare l’ottimismo sulla ripresa dell’economia nell’Eurozona. In attesa di capire se i piani confermeranno le aspettative, può essere utile una guida agli interventi.

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  • Italia in prima linea nei salvataggi, ma versa più di quanto incassa

    Le osservazioni dell’Unione Europea sui conti italiani hanno riacceso il dibattito sui poteri di interferenza degli organismi comunitari sulla nostra politica nazionale. Fa bene l’Ue a metterci in riga, in modo da evitare nuovi sperperi? E’ giusto che vi siano continue richieste di austerity a fronte del fallimento di questa strategia negli anni passati? E, soprattutto, quanto versa l’Italia per onorare lo spirito comunitario e quanto invece riceve in cambio? Rispondere a queste domande non è facile, senza entrare in analisi politiche, ma qualche numero può aiutare a inquadrare meglio la questione.

    Generosità verso i Paesi in difficoltà

    A fine 2014 il debito pubblico italiano dovrebbe segnare un nuovo record, attestandosi al 135,2% del Pil, cioè della ricchezza prodotta nell’arco dell’anno. Lo scorso anno il dato si attestava al 133,2%, nel 2012 al 126,9% e nel 2011 al 120,7%. La spiegazione non può essere trovata solo nella recente recessione (che ha fatto calare il denominatore del

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  • Le riscoperta dei mercati emergenti

    Con i tassi di interesse ai minimi storici, si è raffreddato l’interesse degli investitori verso il settore obbligazionario, che inevitabilmente pagherà scotto all’aumento dei tassi, una prospettiva comunque non immediata. Né lo scenario sembra migliore sul fronte azionario, con le quotazioni che non sono più a sconto sulle medie storiche dopo anni di crescita ininterrotta. Considerato, per altro, che gli utili aziendali (secondo quanto emerso nelle trimestrali) crescono molto lentamente.

    Le ragioni della crisi

    Questo sta spingendo diversi analisti a riconsiderare i mercati emergenti, reduci da un 2013 in forte sofferenza e da un’elevata volatilità nel primo scorcio del 2014. Le tensioni sono partite da quando la Fed americana ha iniziato a parlare del tapering, cioè della riduzione degli stimoli all’economia: a quel punto, in vista di un rialzo dei rendimenti per i Treasuries, molti investitori hanno cominciato a dirottare ingenti quantità di denaro dai mercati emergenti agli Stati

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  • La ripresa è nelle mani della Bce

    Archiviata una settimana caratterizzata dalle elezioni europee, i mercati ora volgono lo sguardo alle decisioni della Bce. Da quello che decideranno di fare i membri dell’Eurotower, infatti, dipenderà in buona parte il concretizzarsi della ripresa in Europa.

    Premiata la stabilità

    I segni di stanchezza della fase Toro, emersi le scorse settimane, sono stati spazzati via dall’esito delle elezioni europee. Gli italiani hanno manifestato un desiderio di stabilità assegnando il 40% delle preferenze al Pd del premier Matteo Renzi e la cosa è stata accolta positivamente dal mercato. C’è la sensazione, infatti, che ora vi siano le condizioni ideali per condurre in porto le riforme, destinate inevitabilmente a scontentare qualcuno. La fiducia, come si è già visto in passato, non sarà illimitata, ma legata all’effettiva messa in pratica delle promesse.

    Intanto un po’ di volatilità è tornata a far capolino nelle ultime due sedute della settimana, soprattutto dopo che sono emersi lo stop alla

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