• Askanews

    Ponte Genova, il destino delle famiglie del Morandi -3-

    Roma, 3 ago. (askanews) - Dove sono andate ad abitare le persone indennizzate? "L'80% è rimasta lungo l'alveo del Polcevera". - spiega Ravera - Un 20% ha scelto altre circoscrizioni per avvicinarsi ai parenti. Solo una cinquantina di famiglie (oggi ridotte a dieci) che erano state collocate nelle case della Polizia a San Biagio hanno deciso di rimanere a vivere lì. Per un anno non hanno pagato nulla, poi hanno iniziato a pagare un affitto. Non potendo comprarle, visto che sono case delle forze dell'ordine, hanno trattenuto l'indennizzo destinandolo al pagamento della locazione. ...

  • Askanews

    Ponte Genova, il destino delle famiglie del Morandi -4-

    Roma, 3 ago. (askanews) - "Molte famiglie interessate dal crollo, grazie ai rimborsi hanno avuto la possibilità di ricomprare una casa mediamente migliore di quella posseduta, ma sita nella stessa zona, alimentando virtuosamente il mercato", spiega Bruno Fraternale, broker owner di Re/Max Genova. La situazione del primo semestre 2020 è, invece, condizionata dal lockdown. E anche qui la Valpolcevera regge.

  • Askanews

    Ponte Genova, il destino delle famiglie del Morandi

    Indagine Facile.it a due anni dal crollo

  • Askanews

    Ponte Genova, il destino delle famiglie del Morandi -2-

    Roma, 3 ago. (askanews) - Stefano Salvetti, presidente regionale di Adiconsum chiarisce alcuni numeri: "A inizio 2019 abbiamo firmato l'accordo con l'Abi, l'Associazione bancaria italiana, per bloccare l'erogazione delle rate dei mutui. Il provvedimento ha riguardato sostanzialmente una settantina di nuclei famigliari proprietari di abitazioni e residenti in via Porro, proprio sotto il ponte, quella che oggi non esiste più". In media, secondo Adiconsum, le famiglie proprietarie hanno ottenuto dai 250 mila ai 300 mila euro di indennizzo, gli inquilini 80 mila euro. ...

  • AGI

    L'appello di papa Francesco: "Senza il lavoro le famiglie non vanno avanti"

    (AGI) Un appello a "tutti i responsabili politici ed economici" affinché si rilanci il lavoro. Lo ha fatto Papa Francesco alla fine della recita dell'Angelus, sottolineando che le famiglie senza lavoro "non possono andare avanti" ed esortando ad avere "solidarietà e tanta creatività" per risolvere il problema."Auguro che in questo periodo - sono state le sue parole - molti possano vivere qualche giorno di riposo e di contatto con la natura, in cui ricaricare anche la dimensione spirituale. Nello stesso tempo auspico che, con l'impegno convergente di tutti i responsabili politici ed economici, si rilanci il lavoro: senza lavoro le famiglie e la società non possono andare avanti. Preghiamo per questo è e sarà un problema della post-pandemia: la povertà, la mancanza di lavoro. E ci vuole tanta solidarietà e tanta creatività per risolvere questo problema". La parola compassioneCommentando il Vangelo odierno sul prodigio della moltiplicazione dei pani, il Pontefice ha invitato a non dimenticare la parola 'compassione' che si ripete tante volte nelle Scritture.La compassione, "la coraggiosa condivisione", che "non è sentimentalismo, ma - ha precisato - la manifestazione concreta dell'amore che si fa carico delle necessità delle persone". Compassione quindi "non e' un sentimento puramente materiale; la vera compassione è patire con, prendere su di noi i dolori altrui. Forse - ha aggiunto in un passaggio a braccio - ci farà bene oggi domandarci: io ho compassione? Quando leggo le notizie delle guerre, della fame, delle pandemie, tante cose, ho compassione di quella gente? Io ho compassione della gente che è vicina a me? Sono capace di patire con loro, o guardo da un'altra parte o dico 'che si arrangino'?".Francesco ha ricordato che proprio la logica del "'che si arrangino' non entra nel vocabolario cristiano". La logica di Dio è "del farsi carico dell'altro. La logica di non lavarsene le mani, la logica di non guardare da un'altra parte". Pensiero speciale per il NicaraguaAl termine della preghiera domenicale, un pensiero anche al Nicaragua, nei giorni scorsi teatro di un attacco alla Cattedrale della capitale. "Penso al popolo del Nicaragua che soffre per l'attentato alla Cattedrale di Managua, dove è stata molto danneggiata - quasi distrutta - l'immagine tanto venerata di Cristo, che ha accompagnato e sostenuto durante i secoli la vita del popolo fedele. Cari fratelli nicaraguensi, vi sono vicino e prego per voi", ha concluso Francesco.

  • Papa "Senza lavoro le famiglie non vanno avanti"
    Italpress

    Papa "Senza lavoro le famiglie non vanno avanti"

    ROMA (ITALPRESS) - "Auguro che in questo periodo molti possano

  • Bartomeu su Arthur: "Alla Juve sarà titolare e avrà uno stipendio triplicato"
    90min

    Bartomeu su Arthur: "Alla Juve sarà titolare e avrà uno stipendio triplicato"

    Lunga intervista rilasciata da Josep Bartomeu, presidente del Barcellona, che, a Sport, ha parlato del momento del difficile momento del club blaugrana alle prese con il "caso" Arthur, oltre all'operazione Lautaro Martinez. FBL-ESP-LIGA-BARCELONA "Avremmo dovuto rinnovare Arthur, ma la situazione economica è difficile. Arthur aveva un'offerta molto buona, lo ha spiegato a noi e abbiamo notato che in quel club c'era un giocatore, Pjanic, che ci è interessato per tanto tempo - si legge su...

  • AGI

    Il monito del Papa: senza lavoro famiglie e società non vanno avanti

    Il lavoro "è e sarà un problema della post-pandemia" e "ci vuole tanta solidarietà e tanta creatività per risolvere questo problema". Così Papa Francesco dopo la recita dell'Angelus sottolineando come sia urgente rilanciare il lavoro perché "senza lavoro le famiglie e la società non possono andare avanti". "Auguro che in questo periodo -le parole di Francesco - molti possano vivere qualche giorno di riposo e di contatto con la natura, in cui ricaricare anche la dimensione spirituale. Nello stesso tempo auspico che, con l'impegno convergente di tutti i responsabili politici ed economici, si rilanci il lavoro: senza lavoro le famiglie e la società non possono andare avanti. È e sarà un problema della post-pandemia, la povertà la mancanza di lavoro e ci vuole tanta solidarietà e tanta creatività per risolvere questo problema". "La compassione non è un sentimento puramente materiale" ma è "prendere su di noi i dolori altrui", ha aggiunto Francesco in un passaggio a braccio prima della recita dell'Angelus, parlando della "compassione", vocabolo presente tante volte nei Vangeli. Il Pontefice invita a non dimenticare la parola 'compassione': "Forse ci farà bene domandarci 'Noi abbiamo compassione?'", "quando leggiamo i giornali, leggiamo di guerre - aggiunge - , ho compassione o guardo dall'altra parte? Non dimenticare questa parola: compassione".

  • Papa: "Senza lavoro famiglie non possono andare avanti"
    Adnkronos

    Papa: "Senza lavoro famiglie non possono andare avanti"

    "Auguro che in questo periodo molti possano vivere qualche giorno di riposo e di contatto con la natura, in cui ricaricare anche la dimensione spirituale. Nello stesso tempo auspico che, con l’impegno convergente di tutti i responsabili politici ed economici, si rilanci il lavoro: senza lavoro le famiglie e la società non possono andare avanti. Preghiamo per questo. Perché è e sarà un problema del post pandemia, la povertà e la mancanza di lavoro e ci vuole tanta solidarietà e tanta creatività per risolvere questo problema". E' l'appello di Papa Francesco nell'Angelus di oggi, come riferito da Vatican News. "La compassione, la tenerezza che Gesù ha mostrato nei confronti delle folle non è sentimentalismo, ma la manifestazione concreta dell’amore che si fa carico delle necessità delle persone. E noi siamo chiamati ad accostarci alla mensa eucaristica con questi stessi atteggiamenti di Gesù: compassione dei bisogni altrui", ha detto il Pontefuce durante l'Angelus di oggi. "Compassione -ha sottolineato- non è un sentimento puramente materiale; la vera compassione è patire con, prendere su di noi i dolori altrui. Forse ci farà bene oggi domandarci: io ho compassione quando leggo le notizie delle guerre, della fame, delle pandemie? Tante cose … Ho compassione di quella gente? Io ho compassione della gente che è vicina a me? Sono capace di patire con loro o guardo da un’altra parte o “che si arrangino”? Non dimenticare questa parola 'compassione', che è fiducia nell’amore provvidente del Padre e significa coraggiosa condivisione".

  • Askanews

    Papa: senza lavoro le famiglie non possono andare avanti

    "Auguro che molti possano vivere qualche giorno di riposo"

  • Askanews

    In Sardegna nidi gratis come sostegno concreto alle famiglie

    Solinas: parità d'accesso ai servizi ed equità sociale

  • Askanews

    Istat, Gelmini: serve progetto per imprese, giù tasse sul lavoro

    "Basta con il solo assistenzialismo"

  • Inter, intrigo Perisic: cambiano le tempistiche col Bayern. L'obiettivo è risparmiare 15 milioni
    Calciomercato.com

    Inter, intrigo Perisic: cambiano le tempistiche col Bayern. L'obiettivo è risparmiare 15 milioni

    Un futuro da decidere, con una certezza. Ivan Perisic non sa dove giochera la prossima stagione,...

  • AGI

    Oltre 2,1 milioni di famiglie rischiano la povertà assoluta

    AGI - Sfruttati, mortificati, mal pagati, senza una rete di protezione sociale e risparmi a cui attingere, con un futuro previdenziale da incubo. Sono i lavoratori che durante il lockdown hanno visto crollare all'improvviso il loro reddito andando a ingrossare la sacca di povertà assoluta. Si tratta di 2,1 milioni di famiglie con almeno un componente che lavora in maniera non regolare. E' quanto emerge dal Focus Censis Confcooperative "Covid da acrobati della povertà a nuovi poveri. Ecco il rischio di una nuova frattura sociale", secondo cui il lockdown ha messo queste persone ko. Ben 1.059.000 famiglie vivono esclusivamente di lavoro irregolare (sono il 4,1% sul totale delle famiglie italiane).Di queste, più di 1 su 3, vale a dire 350 mila, e' composta da cittadini stranieri. Un quinto ha minori fra i propri componenti, quasi un terzo e' costituita da coppie con figli, mentre 131 mila famiglie possono invece contare soltanto sul lavoro non regolare dell'unico genitore. A rischio disoccupazione sono, secondo lo studio, 828 mila lavoratori precari e a basso reddito. La geografia delle famiglie povere La presenza di famiglie con solo occupati irregolari pesa al Sud dove si concentra il 44,2%, ma le percentuali che riguardano le altre ripartizioni danno conto comunque di una diffusione considerevole anche nel resto del Paese: il 20,4% nel Nord Ovest, il 21,4% nelle regioni centrali e il 14% nel Nord Est. La mappa della povertà pre covid Nel 2019 le persone in povertà assoluta erano 4,6 milioni, di cui il 40,5% residente nelle regioni settentrionali e il 45,1% nel Mezzogiorno. Tra gli individui assolutamente poveri, 1 su 4 erano minori (un esercito da 1,14 milioni di persone), mentre gli stranieri quasi 1 su 3 (1,4 milioni). Le persone senza fissa dimora erano stimati in 112 mila, ma l'area dell'indigenza che faceva ricorso agli aiuti alimentari arrivava a comprendere 2 milioni e 700 mila persone. Cosa è successo durante il lockdown Durante i mesi di stretto lockdown, 15 italiani su 100 hanno visto ridursi il reddito del proprio nucleo familiare più del 50%, mentre altri 18 italiani su 100 hanno subito una contrazione compresa fra il 25 e il 50% del reddito, per un totale di 33 italiani su 100 con un reddito ridotto almeno di un quarto. Ancora più drammatica la situazione fra le persone con un'età compresa fra i 18 e i 34 anni, per le quali il peggioramento inatteso delle propria situazione economica ha riguardato 41 individui su 100 (riduzione di più del 50% per il 21,2% e fra il 25 e il 50% per il 19,5%). In sintesi, la metà degli italiani (50,8%) ha sperimentato un'improvvisa caduta delle proprie disponibilità economiche, con punte del 60% fra i giovani, del 69,4% fra gli occupati a tempo determinato, del 78,7% fra gli imprenditori e i liberi professionisti. La percentuale fra gli occupati a tempo indeterminato ha in ogni caso raggiunto il 58,3%. Lavoro, a rischio 828 mila posti Il Focus Censis-Confcooperative ricorda che l'Ufficio Parlamentare di Bilancio ha dimostrato come il rischio di disoccupazione possa colpire più duramente proprio fra i lavoratori dipendenti a basso reddito. In questa "zona rossa" ricadrebbero 138 mila lavoratori temporanei con contratto a termine in scadenza fra marzo e ottobre e con un reddito imponibile mensile di 962 euro; 264 mila dipendenti in società di capitali a rischio in un settore a rischio e con un reddito mensile di 1.099 euro; 426 mila dipendenti di ditte individuali in settori a rischio e con un reddito di 831 euro. In totale, l'area dei più esposti al rischio disoccupazione e' pari a 828 mila lavoratori; in media, il loro reddito mensile si aggira intorno ai 900 euro. Il crinale di precarietà lungo il quale si muove quasi un milione di lavoratori e' il contesto entro il quale si stanno concretizzando le paure degli italiani. - Working poor e lavoratori irregolari Rappresentano una doppia debolezza del nostro mercato del lavoro che rischia di esplodere perche' la lockdown economy ha rischiato di incenerire il lavoro per 2,9 milioni di working poor e 3,3 milioni di irregolari. Il fenomeno dei working poor riguarda i lavoratori che, nonostante siano occupati, non riescono con la retribuzione percepita ad assicurarsi una condizione dignitosa. Se si considera la soglia retributiva di 9 euro all'ora -presa come riferimento per il salario minimo legale - la platea di lavoratori che si colloca al di sotto comprende 2,9 milioni di individui, il 12,2% del totale degli occupati. Oltre la metà, il 53,3%, e' costituito da uomini, mentre il 47,4% (un milione e 395mila lavoratori) ha un'età compresa fra i 30 e i 49 anni. Fra le figure professionali prevale quella operaia (79%). Lo studio mostra poi che sono più di 3,3 milioni gli occupati che prestano la propria opera in maniera irregolare. Di questi, 2,56 milioni sono nelle attività dei servizi, mentre quasi 1 milione e' riconducibile al personale domestico. Oltre mezzo milione di lavoratori irregolari presta la propria attività all'interno del comparto Industria e poco meno di 220 mila nel settore agricolo. Complessivamente il 74,1% svolge un'attività alle dipendenze, il restante 25,9% svolge la propria attività in forma autonoma.

Usando Yahoo accetti che Yahoo e i suoi partners utilizzino cookies per fini di personalizzazione e altre finalità