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Wall Street chiude in ribasso (-1,28%), delude dato manifatturiero

A24/Zap

New York, 1 ott. (askanews) - Gli indici a Wall Street hanno terminato la seduta in forte ribasso dopo che l'attività manifatturiera statunitense ha toccato i minimi dal 2009. A settembre, l'Ism manifatturiero è sceso a 47,8 punti dai 49,1 punti del mese precedente; le attese erano per un rialzo a 50,2 punti. Il dato, che segue la pubblicazione di un altrettanto deludente rapporto sull'attività manifatturiera europea (che ha toccato i minimi da ottobre 2012), ha riacceso i timori per un rallentamento della crescita mondiale.

Il DJIA ha perso l'1,28% a quota 26.573,04, lo S&P 500 ha ceduto l'1,23% a 2.940,25, mentre il Nasdaq Composite ha messo a segno un -1,13% a 7.908.68.

Il presidente statunitense Donald Trump non si è fatto sfuggire l'occasione per rinnovare le sue critiche alla banca centrale americana e al suo governatore Jerome Powell. "Come predetto, Jay Powell e la Federal Reserve hanno consentito che il dollaro diventasse tanto forte, soprattutto nei confronti di tutte le altre valute, da colpire negativamente i nostri produttori. I tassi della Fed sono troppo alti. Sono i peggiori nemici di se stessi, non hanno la minima idea" di cosa fare.

Sul fronte aziendale, Facebook ha guadagnato dopo che l'amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg, ha definito "una minaccia esistenziale" il piano della senatrice statunitense Elizabeth Warren di dividere in più società i colossi tech del Paese, in caso di elezione alla Casa Bianca. Mentre i broker online hanno messo a segno alcune fra le peggiori performance di giornata dopo che Charles Schwab ha deciso di eliminare le commissioni per gli scambi riguardanti i titoli azionari, gli exchange-traded funds (Etf) e le opzioni sui mercati Usa a partire dal 7 ottobre.