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È immorale confinare persone innocenti

Francesco Simoncelli
 

Alcune settimane fa ho presentato un punto di vista libertario sull'etica del lockdown. Seguendo Murray Rothbard nel suo Etica della libertà, ho sostenuto che lo stato non avesse il diritto di confinare o mettere in quarantena persone innocenti, anche se ciò avesse potuto allungare alcune vite. Lo stato non è il solo proprietario delle strade, lo so invece anche i contribuenti e, di conseguenza, hanno il diritto di usare le loro strade. Inoltre chiunque è innocente fino a prova contraria e non si può presumere che infetti intenzionalmente altri con un virus mortale.

Tuttavia ci sono  alcuni  che  sostengono che non è etico lasciare la propria casa durante l'attuale epidemia. La loro tesi è che lasciando la propria casa potrebbero contribuire alla trasmissione di un virus mortale. Le persone possono essere confinate durante una pandemia come quella attuale, perché sono (potenziali) aggressori. Chiunque potrebbe inconsapevolmente trasportare il virus e trasmetterlo, e quindi rappresenta una potenziale minaccia per la salute degli altri.

La mia risposta è che la violenza preventiva non può essere giustificata contro qualcuno che è solo un potenziale aggressore. Bisogna dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio che quel qualcuno sia infetto e voglia infettare gli altri. Non è etico usare la violenza difensiva senza aver dimostrato un attacco imminente.

La questione dell'uso della strada è più semplice in una società libera. Dato che tutto è proprietà privata in questo tipo di società, i proprietari stabiliscono regole per l'uso della loro proprietà, comprese le strade. Si noti che le persone si assicurerebbero i diritti di accesso prima di acquistare o affittare una proprietà e non si potrebbe negare loro l'accesso o l'uscita dalla loro proprietà durante un'epidemia.

Finché le strade non sono completamente privatizzate, il dubbio rimane: dovrebbero esserci delle restrizioni sull'uso delle strade? Sembra ragionevole non consentire comportamenti negligenti quando questi mettono in pericolo la proprietà privata di altri.

Ad esempio, un guidatore ubriaco che non ha il controllo della sua auto e che non rispetta le distanze di sicurezza potrebbe essere considerato un comportamento negligente, e quindi fermato. Applichiamo questo ragionamento all'epidemia di virus C: qualcuno che è stato infettato dal virus e non si tiene abbastanza lontano dagli altri, o starnutisce in strada senza protezione, potrebbe essere invitato a prendere precauzioni o essere rimandato nella sua proprietà. Ciò che è chiaramente ingiusto e sproporzionato è vietare a tutti di guidare a causa della mera possibilità di guida negligente, o mettere in quarantena tutti perché esiste il rischio di infezione.

Per far capire meglio il punto, applicherò questo ragionamento ad un esempio fornito da Walter Block: immaginate qualcuno che punta una freccia avvelenata verso un albero nella sua proprietà. Il presupposto è che se manca il bersaglio, la freccia volerà nella proprietà del suo vicino, forse ferendo persone innocenti. Scoccare la freccia è un comportamento negligente che dovrebbe essere fermato? A seconda delle circostanze, così sembrerebbe; tuttavia ciò non giustificherebbe la quarantena di tutta la popolazione. Prima di tutto, non tutti possiedono arco e frecce; allo stesso modo, oggi non tutti hanno il virus e quindi "infettare" altri. In secondo luogo, non tutti coloro che possiedono "arco e frecce" (infetti) "scoccano" (diffondono i germi) nella direzione dei loro vicini.

Se confinare tutti perché potrebbero infettarsi, e inoltre potrebbero agire negligentemente, è giustificato nel caso dell'epidemia, si può dire lo stesso nel caso dell'arco e della freccia: chiunque potrebbe, in linea di principio, acquistare un arco e una freccia e, sempre in linea di principio, potrebbe scagliare le frecce negligentemente. Quindi chiunque è una potenziale "minaccia" e tutti devono essere rinchiusi nelle loro case. Oppure, in alternativa, la vendita di archi e frecce dovrebbe essere vietata, ma ciò violerebbe chiaramente i diritti di proprietà privata e tali trasgressori devono essere considerati criminali.

Se consentiamo l'uso della violenza contro persone innocenti, perché rappresentano un potenziale rischio o una minaccia per gli altri, allora non ci sarà praticamente alcun limite alla coercizione che potrà essere giustificata. Ad esempio, durante la seconda guerra mondiale il governo degli Stati Uniti internò nei campi di concentramento cittadini giapponesi e cittadini statunitensi di origine giapponese, poiché si riteneva che questi fossero una minaccia. Ci si aspettava che commettessero atti di sabotaggio uccidendo persone innocenti, i quali poi avrebbero incoraggiato altri a copiarli, portando ad una spirale infinita di atti di sabotaggio e infine alla perdita della guerra. Anche se si potesse immaginare l'esistenza di un rischio maggiore che i cittadini statunitensi di origine giapponese avessero commesso tali atti, ciò non giustificava l'internamento di persone innocenti. Bisogna dimostrare che qualcuno ha intenzione di commettere un atto di sabotaggio. Le prove devono essere presentate per ogni individuo. La responsabilità è individuale, mai collettiva. Se permettiamo la violenza basata sulla colpa collettiva, non c'è limite alla violenza.

Come misura preventiva, perché non rinchiudere i gruppi etnici che in passato hanno avuto maggiori probabilità di commettere crimini rispetto ad altri gruppi? Quando permettiamo la violenza contro qualcuno che è considerato una minaccia solo perché lo dicono le statistiche, non vi è alcun limite alla violenza.

E le altre malattie infettive? Se infettare gli altri con il coronavirus è un atto di aggressione, perché non dovrebbe essere lo stesso con l'influenza o un raffreddore? Quest'ultimo può diventare un grave problema per qualcuno con un sistema immunitario debole. Queste sono solo differenze di grado, ma se anche uno di questi casi è un'aggressione ed è immorale, lo sono anche tutti gli altri. Qual è una giusta punizione per qualcuno che diffonde un raffreddore? Dovremmo mettere in quarantena l'intera popolazione ogni inverno perché migliaia di persone muoiono per influenza? Se seguiamo questo ragionamento, non c'è limite alla violenza.

Perché non limitare continuamente l'intera popolazione? Salverebbe vite (o almeno ne salverebbe alcune nel breve termine). Esisterà sempre il rischio che qualcuno possa prendere un nuovo virus sconosciuto, diciamo il COVID-20, e infetti gli altri, diventando un "aggressore". Seguendo questa linea di ragionamento, chiunque rappresenta una potenziale minaccia per chiunque altro solo perché è vivo e in contatto con gli altri, e quindi potrebbe diffondere batteri e virus.

Viviamo su questa Terra e con cose che non controlliamo completamente. Sfortunatamente di tanto in tanto ci sono incidenti. La vita è così, ogni giorno corriamo dei rischi. Supponiamo che buchiate una ruota in autostrada e causiate un incidente a catena che ferisce altre persone. Eppure vi ritenevate un guidatore attento, sempre ligi a rispettare il codice della strada. Però ciò che è accaduto non è dovuto alla vostra negligenza, ma ad un incidente e di certo non giustifica il divieto di guidare. La trasmissione di un raffreddore, dell'influenza, o del coronavirus spesso non è tanto diverso da un incidente. Se non possiamo vietare la guida a causa della possibilità di incidenti, non possiamo mettere in quarantena le persone perché potrebbero accidentalmente diffondere raffreddori o influenze.

Facciamo un altro esempio rimanendo sempre nel mondo della guida. Cosa succede se qualcuno tenta di attraversare un'autostrada a piedi o su una sedia a rotelle e viene investito? La soluzione da quel momento in poi sarebbe quella di obbligare tutti a non superare le cinque miglia orarie in autostrada perché esiste la possibilità che qualcuno su una sedia a rotelle possa provare ad attraversare? Ha più senso creare un passaggio per coloro che sono in pericolo di essere investiti, o trovare percorsi più sicuri verso le loro destinazioni. Nel caso dell'epidemia di virus C, le persone anziane con malattie preesistenti possono prendere misure precauzionali e isolarsi se lo desiderano. Se permettiamo che venga impiegata la violenza contro persone innocenti perché qualcun altro potrebbe trarne beneficio, non vi è alcun limite alla violenza che potrà essere impiegata.

Insomma, solo la possibilità di una "aggressione" non giustifica la violazione dei diritti della proprietà privata. Tutti sono innocenti fino a prova contraria. La violenza contro persone innocenti non è etica. Una volta che si giustifica l'aggressione contro persone innocenti, come un lockdown o una quarantena generale, ci ritroviamo su un pendio scivoloso senza limiti.

Di Philipp Bagus

 

[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/

Autore: Francesco Simoncelli Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online