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webinfo@adnkronos.com
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Investire soldi nelle big pharma sperando in una finanza dai facili guadagni trainati dai vaccini anti covid potrebbe rivelarsi una delusione se non si mettono a fuoco alcuni fattori peculiari del comparto. A spiegarlo all’Adnkronos è l’analista di Lemanik, Andrea Scauri. Nel 2020 il tema del vaccino ha sostenuto soprattutto quei titoli come Biontech o Moderna che avevano al centro del core business la creazione del vaccino con produzione e commercializzazione affidate a terzi. Diverso il discorso per le big Pharma tipo Pfizer, Sanofi o AstraZeneca dove, secondo l’analista, la produzione non comporterà profitti se non in maniera molto limitata, perché il prodotto sarà venduto a un prezzo molto vicino a quello di costo. Il beneficio arriverà soprattutto a livello reputazionale, anche perché questi giganti farmaceutici hanno un portafogli molto ampio di prodotti, e la parte di business legata al coronavirus andrà dunque inserita all’interno dell’intera offerta.

Per valutare investimenti finanziari in questo settore dunque, occorrerà capire l’approccio che il mercato avrà per una rotazione che è avvenuta negli ultimi due tre mesi dell’anno da quello che è il concetto growth a quello che è il concetto value. Secondo l’analista di Lemanik se ciò dovesse avvenire ancora nei primi mesi del 2021 il settore dell’healtcare potrebbe sottoperformare in generale il settore più ciclico del mercato rappresentato ad esempio dagli industriali o dai finanziari. L’altra direttrice da seguire prima di puntare delle fiche su questi titoli segue gli sviluppi legati al vincitore dei due seggi in Giorgia che vanno a determinare la maggioranza al senato americano tra democratici e repubblicani. In Usa la vittoria dei democratici potrebbe mitigare questa rotazione e quindi il settore healtcare con temi più vicini ai democratici potrebbe parzialmente beneficiarne.