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"L'emergenza coronavirus è un'emergenza sanitaria estremamente grave. I Governi non conoscono questa pandemia e quindi navigano a vista. Il governo francese era impreparato a far fronte a questa emergenza come abbiamo visto con la vicenda delle mascherine o dei tamponi e quindi non ha potuto reagire in modo coordinato e scientifico. Ora si ritrova a dovere cercare di limitare i rapporti sociali tra gli individui per limitare al massimo il numero dei ricoveri". Ad affermarlo all'Adnkronos è l'economista francese Jean-Paul Fitoussi, docente all'istituto di studi politici di Parigi e all'Università Luiss di Roma commentando la decisione del presidente francese Emmanuel Macron di instaurare un coprifuoco a Parigi e in altre otto città dalle 21 alle 6 mattino. "Non è una buona decisione ma è l'unica possibile in questo momento", spiega.

"I bar, i ristoranti e le altre attività colpiti da queste nuove restrizioni, una volta che saranno diminuiti i casi, potranno riaprire. Poi probabilmente rischiano di dover richiudere finché non si sarà trovare una soluzione al problema con il vaccino e con la cura della Covid", spiega l'economista francese. "Non ci sono buone decisioni perché non conosciamo questa malattia. Dobbiamo limitare le ripercussioni sul sistema sanitario. Non abbiamo la capacità di fare abbastanza tamponi per isolare solo i malati e quindi ci resta che ridurre le interazioni sociali. Non è una buona decisione ma è l'unica possibile in questo momento", spiega Fitoussi.

A livello economico queste nuove restrizioni colpiranno ancora un po' di più l'economia francese. "Queste nuove misure aggraveranno l'economia e colpiranno ancora i settori già colpiti, ossia i ristoranti e i bar. Aumenterà il numero di persone in part time e questo farà crescere il gap e aumenterà la frattura economica della crisi", sottolinea Fitousssi aggiungendo comunque "di essere felice di non essere al governo in un momento come questo. L'unico interrogativo che mi pongo è come sia stato possibile arrivare fino a questo punto: non siamo riusciti ad aumentare la capacità di fare tamponi pur sapendo che sarebbe stato necessario".

In Europa, aggiunge ancora Fitoussi, "sarà necessario prendere altre misure di sostegno economico. Quelle decise coprono parzialmente le ripercussioni della prima ondata. Ora se dovesse essere confermata una seconda ondata, le cui conseguenze economiche ancora non si possono stimare, saranno necessarie ulteriori misure per evitare alle società europee di essere colpite due volte: prima dalla malattia e poi dalla crisi economica". In questo momento, aggiunge, "la sofferenza continua a crescere nelle nostre società e la crisi economica rischia di ampliarsi anche perché il quadro di incertezza non è favorevole agli investimenti e ai consumi. Insomma tutti gli elementi di un'attività economica sana sono malati".

In questo momento, si rammarica l'economia francese, "siamo in una situazione simile, dal punto di vista della preparazione e della capacità del reazione sistema sanitario, a quella della prima ondata".