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In 10 anni superficie boschiva italiana aumenta di 590.000 ettari

·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 29 set. (askanews) - Non si arresta la marcia dei boschi italiani. Aumenta la loro superficie e biomassa, e con esse la capacità di assorbire anidride carbonica. E' quanto emerge dall'ultimo Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi forestali di Carbonio. L'attività di monitoraggio degli ecosistemi forestali si inserisce coerentemente ed efficacemente nella realizzazione degli obiettivi strategici individuati dall'Unione Europea nell'ambito del "Green Deal", che mira al raggiungimento della neutralità delle emissioni inquinanti entro il 2050.

La lettura dei dati a confronto evidenzia un aumento della superficie forestale di circa 586.925 ettari per un valore complessivo di 11.054.458 ettari di foresta, pari al 36,7 % del territorio nazionale; la consistenza dei boschi italiani, espressa come metri cubi di biomassa è aumentata del 18,4%, i valori ad ettaro sono passati da 144,9 a 165,4 metri cubi; lo stock di carbonio, nella biomassa epigea e nel legno morto, è passato da 490 milioni di tonnellate rispetto alla rilevazione del 2005 a 569 milioni di tonnellate di Carbonio organico, equivalente ad un valore della CO2 che passa da 1.798 milioni di tonnellate a 2.088 milioni di tonnellate, con un incremento di 290 milioni di tonnellate di CO2 stoccata e quindi sottratta all'atmosfera. L'anidride carbonica è il gas serra maggiormente responsabile dell'innalzamento globale delle temperature, sottratta dall'atmosfera.

Le foreste svolgono un ruolo essenziale nel garantire gli equilibri naturali e ambientali globali e, contemporaneamente, nel contribuire al soddisfacimento dei bisogni del genere umano: affinché le foreste "contino" nelle scelte e nelle strategie politiche ed economiche del Paese, bisogna prima di tutto "contare" le foreste.

La sottrazione dall'atmosfera e l'immagazzinamento dei gas ad effetto serra, in particolare del diossido di carbonio o anidride carbonica, è una delle funzioni più importanti di recente riconosciute alle foreste che, così, contribuiscono a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e a regolare il clima. Infatti le foreste, come tutto il regno vegetale, rappresentano un ponte insostituibile tra il mondo inorganico e quello degli esseri viventi e una formidabile macchina biologica che cattura carbonio dall'atmosfera, lo immagazzina nelle sue fibre e lo tiene bloccato per tempi anche molto lunghi: un metro cubo di legno secco contiene circa 260 kg di carbonio, pari a circa la metà del suo peso.

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