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2020 immobiliare, tassi interesse bassi. Euribor minimi storici, boom surroga

Fabio Carbone

Il settore immobiliare nel 2020 beneficerà ancora di tassi d’interesse molto bassi, complice la politica monetaria della Banca Centrale Europea (BCE), che ha deciso di azzerare il costo del denaro e di portarlo sotto lo zero sui conti di deposito. La politica attuata negli anni dalla BCE di Mario Draghi, viene confermata nella sua essenza anche dalla nuova governatrice Christine Lagarde, che potrebbe addirittura portare il tasso di interesse sui conti di deposito a -0,60%.

Un momento ideale per chi vuole accendere un mutuo e comprare finalmente casa, pagando bassissimi tassi di interesse mensili. Il più vantaggioso di tutti è il tasso variabile, le gato all’Euribor, i quali sono negativi su tutta la linea (dati aggiornati al 30/12/2019):

  • Euribor 1S: -0,49%;
  • Euribor 1M: -0,447%;
  • Euribor 3M: -0,388%;
  • Euribor 6M: -0,325%;
  • Euribor 1Y: -0,24%.

Come saranno in futuro i tassi Euribor?

La politica monetaria della Bce continuerà a mantenere i tassi di interesse bassi per i prossimi anni, per sostenere una crescita economica con un ritmo molto altalenante.

Fino a quando le criticità dell’euro zona non saranno portate in un’area di sicurezza, difficile che la BCE decida di elevare i tassi di interesse.

L’Euribor, da quest’anno subirà una modifica nella modalità di calcolo e ciò impatterà inizialmente solo i nuovi mutui sottoscritti a partire dall’1 gennaio 2020, ma entro il 2022 vi sarà una transizione che riguarderà tutti i mutui a tasso variabile. Solo una modifica del modo in cui viene calcolato, non uno stravolgimento che impatterà su quanti posseggono un mutuo.

Ma resterà per sempre così?

Meglio un mutuo a tasso variabile o a tasso fisso?

Al momento gli analisti, confortati dai dati, appoggiano maggiormente il tasso variabile e prevedono che possa essere la soluzione strategicamente migliore per chi deve sottoscrivere un mutuo per comprare casa.

Tuttavia, se è vero che ancora per qualche anno i tassi di interesse variabili resteranno i più vantaggiosi grazie alla politica monetaria accondiscendente, bisogna pur sempre fare i conti con la durata del mutuo che si va ad attivare. Mutui di breve durata potranno indubbiamente beneficiare dei tassi negativi sull’Euribor e sarebbe sciocco non approfittarne. I mutui di lunga durata devono tenere conto che i cicli economici, nell’arco di 20 – 25 anni, cambiano eccome.

Il boom delle surroghe in Italia

Il 2019 si è caratterizzato per un vero boom delle surroghe, cioè la possibilità di spostare il proprio mutuo da una banca all’altra, senza che la stessa si possa opporre o prevedere penali e commissioni in fase di passaggio.

I dati dicono che nel 2019 il 60% di quanti posseggono un mutuo, lo hanno surrogato. Anzi, c’è chi è ormai alla surroga della surroga. In quest’ultimo caso si tratta di “veri specialisti della surroga”, che un po’ come per le tariffe telefoniche, sono a caccia del tasso di interesse più vantaggioso per loro (e come biasimarli?). Il 90% delle surroghe, poi, è legato al settore dei mutui a tasso fisso, che in questo periodo sono relativamente i più costosi.

Quale l’andamento dell’Eurirs, il tasso fisso

I dati dell’Eurirs aggiornati al 31 dicembre 2019, indicano un tasso d’interesse vicino allo zero.

  • Eurirs A/6M a 9 anni: 0,116%;
  • Eurirs A/6M a 10 anni: 0,177%;
  • Eurirs A/6M a 11 anni: 0,236%;
  • Eurirs A/6M a 12 anni: 0,293%.

Quindi, anche chi preferisce il tasso fisso, gode di interessi sulla rata mensile del mutuo basso. Chi dovrebbe prediligerlo? Chi accende un mutuo a lunga scadenza, perché i cicli economici cambiano.

This article was originally posted on FX Empire

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