I 40 under 40 di maggior successo

Ecco la classifica di Fortune dei giovani talenti più attivi in business e innovazione

Fortune, la celebre rivista americana che si occupa di global business e che fa i conti in tasca a manager, finanzieri e vip dello showbiz, ha stilato una classifica degli under 40 più di successo nei campi del business e dell'innovazione. Piattaforme sociali, hedge fund, compagnie di assicurazione, colossi dell'informazione: i settori in cui questi giovani talenti si distinguono sono campi di battaglia quasi inavvicinabili dai comuni mortali. Essere carrieristi e aver fatto buone scuole non basta. Come spiega Fortune, «sono pionieri, innovatori, creatori di lavoro. Scommetti sul sicuro se vai a lavorare per loro, a meno che tu non lo stia già facendo».

Ma chi sono i dieci capofila di questa classifica, invidiabili per prestazioni lavorative e conti in banca da capogiro? Eccoli.

  1. Mark Zuckerberg (27 anni)
    In testa alla classifica, il papà di Facebook, l'ex genietto a cui l'università di Harvard andava troppo stretta. La creatura dell'uomo che ha convertito 800 milioni di utenti al culto dello status in bacheca, è stato valutato 50 miliardi di dollari [guarda il cambio in euro]. Merito anche della partnership con Skype e della continua evoluzione della piattaforma. A Fortune ha dichiarato che nel 2011 avrebbe mangiato solo animali uccisi da lui personalmente. Punto a sfavore.
  2. Larry Page (38 anni)
    Decisioni veloci, tagli drastici e acquisizioni fulminee: lo stile Page a Google fa bene. Nel mese di luglio la società ha registrato il record di utili trimestrali. Classico caso di uno che deve battere solo se stesso, governa su un impero da 30.000 dipendenti, in 30 Paesi.
  3. Greg Jensen (37 anni)
    Prendete esempio da lui: ha iniziato a Bridgewater, blasonato hedge fund, come stagista mentre era al college, a Dartmouth. Attualmente, il suo lavoro di supervisore del più grande fondo di investimento del mondo (Asset Under Management: 125 miliardi di dollari) lo colloca al terzo posto della classifica di Fortune. Il fondo di punta, Bridgewater, è in crescita del 25%, mentre la concorrenza perde miliardi. Jensen ha supervisionato anche il lancio del fondo Pure Alpha, da10 miliardi di dollari.
  4. Aditya Mittal (35 anni)
    Un caso di figlio di papà ma con talento: da quando ha messo personalmente mano alla governance di ArcelorMittal, il più grande gruppo al mondo che produce acciaio cresce a colpi di acquisizioni. L'erede al trono è responsabile per la più grande divisione della compagnia, quella europea, e ha un nuovo fiore all'occhiello, una megaminiera nell'Artico, che vale investimenti da miliardi di dollari
  5. John Arnold (37 anni)
    Dal fallimento di Enron, dove pure ha fatto gavetta, Arnold ha capito tutto quello che non si deve fare per sprofondare. Oggi è il migliore nel suo campo: legge così bene l'andamento del mutevole mercato del gas, da ricavarne un hedge fund da 4 miliardi di dollari. Centaurus, il gruppo energetico da lui fondato, investe anche in caverne per lo stoccaggio del gas naturale e in sofisticatissimi impianti. Ha una fondazione che sostiene la revisione del sistema pensionistico americano.
  6. Brian Deese (33 anni)
    Il golden boy di Obama, 33 anni, deputy director nel National Economic Council, è laureato a Yale e ha legato il suo successo, nel team economico dell'amministrazione, all'apporto dato contro la liquidazione di Chrysler. Adesso, tra i compiti del ragazzo prodigio, la riforma di Wall Street e un piano per rilanciare l'occupazione americana. Obama lo stima così tanto da portarselo in vacanza, di lavoro, nella località simbolo del lusso wasp: Martha's Vineyeard.
  7. Daniel Ammann (39 anni)
    Il compito di Ammann era da far tremare i polsi: rilanciare le azioni del colosso General Motors, convincendo gli azionisti a crederci ancora. Aveva ragione: quest'anno GM ha guadagnato 6,3 miliardi dollari . La sfida rimane aperta: restare competitivi in tutti i segmenti del mercato in cui la storica azienda è coinvolta. Ma per Amman, fanno curriculum due cose: gli anni spesi come banchiere in Morgan Stanley e il carattere guerriero delle sue origini neozelandesi.
  8. Jack Dorsey (34 anni)
    Proprio come Steve Jobs, fu fatto fuori dall'azienda, per poi tornare da vincitore. Dorsey era stato spodestato come CEO di Twitter nel 2008, ma è tornato per rilanciare e sviluppare la piattaforma. Tra le sue creature anche la start-up Square, per i pagamenti mobili. Ha già venduto più di 800mila lettori per carte di credito e ha chiuso di recente una tornata di finanziamenti che le hanno portato in cassa 100 milioni di dollari, facendo lievitare la valutazione a 1 miliardo di dollari.
  9. Jeff George (38 anni)
    Ha studiato da diplomatico, per poi diventare una pedina fondamentale del colosso svizzero Novartis. Nel 2008 è stato messo alla guida di Sandoz, l'unità dedica ai farmaci generici. Con un fatturato di 8,5 miliardi di dollari è la seconda al mondo dopo l'israeliana Teva. Con George al comando, notevoli i progressi anche nel campo dei biosimilari e dei farmaci semplici in sostituzioni di quelli complessi.
  10. Sid Sankaran (34 anni)
    Chi controlla il gigante delle assicurazioni AIG, dopo la grande crisi di credibilità? Sankaran, un genio matematico canadese, laureato presso l'Università di Waterloo in scienze attuariali, già nella compagnia di consulenza Oliver Wyman. Nel suo ruolo di chief risk officer, supervisiona il flusso di miliardi che scorre per assicurare imprese, uomini e capitali e rende anche conto all' amministratore delegato Robert Benmosche.

Loro sono al top, ma anche quelli che occupano le posizioni dalla 11 alla 40 possono essere soddisfatti delle loro carriere. Tra essi spiccano anche personaggi come Ryan Seacrest, già conduttore di American Idol, host di E! News, titolare di una casa di produzione con all'attivo, al momento, 19 progetti Tv; il presidente degli studi Marvel, Kevin Feige, la mente di Thor, Capitan America e Iron Man; Franz Koch, CEO di Puma, il brand intramontabile dell'abbigliamento sportivo; la mente di Instagram, Kevin Systrom; Carolyn Everson, la donna che non solo porta su Facebook le grandi aziende ma le aiuta anche a sviluppare delle strategie da social network per attirare più pubblico. Un dato per capire meglio il ruolo di Everson: Facebook dovrebbe chiudere l'esercizio annuale con 4 miliardi di dollari di entrate pubblicitarie.

Come si può notare scorrendo i 40 fortunatissimi, ma anche bravi, l'innovazione e lo sviluppo passano perlopiù per mani maschili. Le donne occupano sei posti, ma Fortune le promuove almeno in copertina, dove ne piazza due che si sono fatte strada e hanno sfondato il tetto di cristallo che da sempre separa le donne dal potere nelle grandi corporation. Sono il numero due di Google, Marissa Mayer e Erin Burnett della Cnn. Ma in classifica ci sono anche la già citata Everson che lavora a Facebook; Libby Wadle, regina del brand di abbigliamento J.Crew, di cui occupa, in pratica, tutte le posizioni di vertice; Mona Mourshed, consulente di McKinsey nel delicatissimo settore del Medio Oriente; Katrina Markoff, l'inventrice di Vosges Haut-Chocolat, negozi per cioccolato di lusso.

Anche le coppie sono molto amate, o meglio, i duo al maschile, che non fanno altro che implementare il numero dei maschi già presenti in classifica. Citiamone alcuni: Dan Yates e Alex Laskey di Opower; John Janick e Mike Caren dell'etichetta musicale Elektra Records; Drew Houston e Arash Ferdowsi, confondatori di Dropbox.

Il denaro, come si sa, non ha un profumo, ma un particolare merito va a chi lo fa attraverso il no profit: in classifica figurano anche Salman Khan, creatore della Khan Academy, una vera accademia di studio virtuale, e Charles Best, che, con DonorsChoose.org, dal 2000 ha raccolto 90 milioni di dollari e aiuta la scuola pubblica con cifre da risanamento del bilancio: 40 milioni di dollari nell'annata in corso.

La fortuna se la spartiscono un po' tutti: ma prevale il settore hi tech, quello finanziario e i colossi mediatici. In un mondo dove i rovesci di sorte sono inaspettati, meglio non cullarsi sugli allori. Anche perché, oltre alla lista ufficiale, ce n'è un'altra con i 20 under40 da tenere d'occhio: quelli pronti a entrare in classifica. Tra questi, c'è il senior vicepresident e managing director dell'area EMEA (Europa, Medio Oriente, Asia) di Yahoo!, Rick Riley (38 anni): il solo a figurare, come under 40, nello Yahoo's Executive Leadership Council.

Da tenere d'occhio anche John Hering, la cui compagnia, Lookout, che offre applicazioni per apparecchi mobili, è cresciuta da 100.000 utenti a 12 milioni nell'arco di 18 mesi; e poi lei, Rachel Sterne (28 anni) a capo del Digital Office della città di New York.
La morale è: l'esperienza è niente, di fronte al potere delle idee.

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