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I 5 momenti chiave dell'avventura di Mourinho al Tottenham

Matteo Baldini
·3 minuto per la lettura

Se c'è un significato in quello "Special" associato da tempo a José Mourinho è di certo connesso alla sua rara abitudine, come un vero Re Mida del calcio, di regalare trofei ai club che hanno la fortuna di averlo alla guida. In tanti hanno provato a ridimensionare in passato tale aspetto, soffermandosi in modo non lusinghiero sul gioco espresso dalle sue squadre, ma fin qui i trofei, i suoi amati tituli, non permettevano di sindacare del tutto sul ruolo di Special One.

Adesso però, per la prima volta, il tecnico portoghese lascia un club senza avergli regalato un titolo: di oggi la notizia dell'esonero da parte del Tottenham, dopo gli ultimi risultati deludenti ad amplificare il peso dell'eliminazione europea per mano della Dinamo Zagabria. Ripercorriamo dunque l'avventura, dal finale amaro, di José Mourinho alla guida degli Spurs: i suoi 5 momenti chiave.

1. L'arrivo al posto di Pochettino

Pochettino e Mourinho | Chris Brunskill Ltd/Getty Images
Pochettino e Mourinho | Chris Brunskill Ltd/Getty Images

Sostituire l'uomo capace di riportare il Tottenham nell'élite del calcio inglese in modo stabile, perfezionando il lavoro avviato da Redknapp e Villas-Boas, non era impresa facile e di certo, sulla carta, Mourinho sembrava un ulteriore rilancio a livello di ambizioni: lo Special One come uomo giusto per compiere quell'ultimo passo e, finalmente, alzare al cielo un trofeo. Il 20 novembre 2019 Mourinho diventò il nuovo allenatore degli Spurs, dopo ben 5 anni targati Pochettino.

2. Subito vincente (e l'episodio del raccattapalle decisivo)

Mourinho a bordocampo | Julian Finney/Getty Images
Mourinho a bordocampo | Julian Finney/Getty Images

Il primo impatto di Mourinho sulla panchina degli Spurs fu positivo, dando la scossa necessaria: subito tre successi consecutivi per il portoghese nella sua nuova avventura, in particolare un 4-2 in rimonta sull'Olympiakos, in Champions, che sarà ricordato anche per il noto siparietto del raccattapalle. In occasione del provvisorio 2-2 di Kane, infatti, lo Special One ringraziò espressamente il giovane raccattapalle per aver velocizzato la ripresa del gioco. Tutti insomma, nell'idea professata da Mourinho, potevano fare la differenza.

3. Fuori dalla Champions per mano del Lipsia

Mourinho consola Moura | JOHN MACDOUGALL/Getty Images
Mourinho consola Moura | JOHN MACDOUGALL/Getty Images

Il Tottenham, dopo la finale persa nella stagione 2018/19, sognava un'altra epopea memorabile in Champions e vedeva in Mourinho il leader ideale in quel senso. Il doppio confronto con il Lipsia però, agli ottavi, disilluse del tutto le attese degli Spurs: 0-1 in casa e addirittura 0-3 in Germania, una vera disfatta che sancì senz'altro una battuta d'arresto importante per gli entusiasmi della piazza e per le ambizioni targate Special One, in una fase decisiva di stagione segnata anche dalle pesanti assenze.

4. Un novembre magico

Son esulta | Sebastian Frej/MB Media/Getty Images
Son esulta | Sebastian Frej/MB Media/Getty Images

Se il novembre 2019 vide Mourinho arrivare sulla panchina degli Spurs quello del 2020 sembrava poter sancire in modo evidente l'idillio: un novembre perfetto da parte del Tottenham, capace di conquistare 5 vittorie e un pareggio in un mese. Mourinho venne premiato tra l'altro come tecnico del mese in Premier League, con la squadra in vetta alla classifica dopo quell'impressionante striscia positiva.

5. Fuori dall'EL ed esonero

Tottenham fuori dall'EL | Pixsell/MB Media/Getty Images
Tottenham fuori dall'EL | Pixsell/MB Media/Getty Images

Eccoci dunque all'epilogo, un finale amaro e segnato senz'altro anche dall'eliminazione a sorpresa dall'Europa League, torneo che Mourinho sognava di poter vincere anche con gli Spurs dopo averlo fatto con lo United. La Dinamo Zagabria di un incontenibile Orsic è riuscita nell'impresa di rimontare: dallo 0-2 di Londra al 3-0 che ha aperto la porta dei quarti di finale a una squadra partita certo sfavorita. Gli ultimi risultati in Premier (sconfitta con lo United e pareggi con Everon e Newcastle) hanno fatto il resto, sancendo di fatto l'esonero di Mourinho con la squadra al settimo posto.

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