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A Porto l'Ue respinge coi fatti l'idea di Biden: nuovo contratto con Pfizer

·Special correspondent on European affairs and political editor
·2 minuto per la lettura
Italy's Prime Minister Mario Draghi speaks during a media conference at an EU summit in Porto, Portugal May 8, 2021. Paulo Novais/Pool via REUTERS (Photo: POOL via REUTERS)
Italy's Prime Minister Mario Draghi speaks during a media conference at an EU summit in Porto, Portugal May 8, 2021. Paulo Novais/Pool via REUTERS (Photo: POOL via REUTERS)

Dopo un’altalena di posizionamenti durata tre giorni, l’Ue impacchetta l’idea di Joe Biden di liberalizzare temporaneamente i brevetti sui vaccini anti-covid e la rispedisce a Washington. E per tutta risposta annuncia la firma del nuovo contratto con Pfizer/Biontech per la fornitura di un totale di un miliardo e 800 milioni di dosi. Come dire: i rapporti con le Big Pharma, colpite ma non affondate dal presidente Usa, vanno a gonfie vele. Pur partecipando ai lavori del summit in videoconferenza da Berlino, la cancelliera Angela Merkel riesce riacciuffare tutti i leader che erano accorsi alla corte del capo della Casa Bianca dichiarandosi favorevoli alla revoca della proprietà intellettuale. Persino Emmanuel Macron, costretto a fare le giravolte. Mario Draghi si ritrova a mediare tra il muro tedesco e l’iniziale sì senza condizioni del francese.

Di fatto, la due giorni di Porto, primo summit in presenza da sette mesi tranne che per Merkel, riunione convocata su pandemia e questioni sociali ma sconvolta dalla bomba sganciata da Biden, lascia tramontare la proposta Usa. Per lo meno, in attesa di ulteriori chiarimenti da parte americana. “La posizione di Biden deve ancora essere capita - dice Draghi in conferenza stampa - ma viene da una constatazione: ci sono milioni di persone che non hanno accesso ai vaccini o per mancanza di vaccini o per mancanza di denaro per acquistarli, persone che stanno morendo. E ci sono case farmaceutiche che hanno avuto sovvenzioni governative imponenti. Quindi ci si aspetta qualcosa in cambio da queste aziende. Peraltro - continua il premier - la liberalizzazione temporanea e circoscritta dei brevetti non dovrebbe costituire un disincentivo alla ricerca di altri vaccini…”.

Fin qui la parte pro-Biden. Ma, avverte Draghi, “la questione è più complessa. Perché la liberalizzazione dei brevetti non garantisce la produzione dei vaccini, che richiede tecnologia, or...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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