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A2A: parte nuova fase progetto smart working, altri 350 coinvolti

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Milano, 16 gen. (askanews) - Prende il via una nuova fase del progetto smart working di A2A che darà la possibilità ad altri circa 350 dipendenti appartenenti a tutte le business unit del gruppo di accedere a questa modalità di lavoro. Con questa ulteriore estensione, gli smartworkers di A2A sono oltre 1.200, consentendo al gruppo di raggiungere l'obiettivo del 20% di dipendenti coinvolti (white collars), previsto per il 2020 dal piano di sostenibilità del gruppo.

Il contributo dello smart working di A2A in termini di sostenibilità è anche ambientale: grazie a questo progetto infatti nel 2019 sono stata evitate 34 tonnellate di Co2 e oltre 1.000 km a persona per gli spostamenti casa-lavoro. Dal punto di vista del work-life balance inoltre, i dipendenti di A2A hanno potuto risparmiare circa 30 ore a persona altrimenti dedicate al pendolarismo.

Lo smart working in A2A è nato nel 2016 con un progetto pilota che ha coinvolto circa 250 dipendenti per testare sul campo l'efficacia di questa modalità di lavoro. Conclusasi con successo questa prima fase, e tenuto conto dell'ottimo apprezzamento sia da parte dei lavoratori coinvolti che dei loro Responsabili, A2A ha deciso di ampliare il progetto triplicandone il perimetro e arrivando a 800 dipendenti nel 2018. Con il nuovo traguardo di oltre 1200 smartworkers, e con la volontà di estendere ulteriormente il progetto ad una popolazione aziendale più ampia, A2A compie un altro passo concreto verso il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità del piano strategico 2020-2023.