A2A stona a Piazza Affari. Focus su conti e piano industriale

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Mentre a Piazza Affari buona parte delle blue chips riesce a trovare la via dei guadagni dopo il netto calo della vigilia, non è capace di fare altrettanto A2A (MDD: A2A.MDD - notizie) . Il titolo, dopo aver archiviato la sessione di ieri con un ribasso di quasi tre punti percentuali, continua a mostrarsi debole quest’oggi, con un movimento in controtendenza rispetto al Ftse Mib (MDD: FTSEMIB.MDD - notizie) . Negli ultimi minuti A2A viene scambiato a 0,3825 euro, con un calo dello 0,36% e oltre 6 milioni di azioni passate di mano fino ad ora, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a quasi 28 milioni di pezzi. A tenere alta l’attenzione su A2A è l’attesa per l’appuntamento in programma tra due giorni, visto che l’8 novembre sarà presentato il nuovo piano industriale del gruppo riferito al periodo 2012-2015. Gli analisti di Equita SIM prevedono che il business plan sia focalizzato sulla riduzione del debito, tramite il controllo degli investimenti, possibili dismissioni e cessioni di quote di minoranza nel waste o networks. Nel dettaglio la SIM milanese stima che il tasso composto medio annuo di crescita dell’Ebitda 2011-2015 sia del 4,55 a 1,122 miliardi di euro, con un contributo del 35% dalla power generation, con bassa visibilità. La sensibilità di A2A alla power generation è abbastanza impotante tanto che gli analisti stimano un Ebitda a -5%-6% e una bottom line a -18%-20% nel caso di prezzi nella power generation in calo di 10/mwh euro se il prezzo del gas in Italia calasse ai livelli del gas spot in Europa. Equita SIM stima inoltre un rapporto debito/Etbida in calo da 4,2 volte quest’anno a 3,4, con investimenti medi annui di 390 milioni di euro e un pay-out al 55%-60%. Il dividendo atteso è nell’ordine di 2,8 centesimi di euro, stabile nel periodo di riferimento del piano industriale.

, Gli analisti spiegano che la vsibilità sul dividendo è bassa principalmente per due motivi: in primis perchè si attendono che l’obiettivo del business plan sia la riduzione del debito, e in secondo luogo perchè A2A è esposta alla powergreen, dove esiste una sovracapacità e l’obiettivo del Governo è quello di chiudere il gap di prezzi con l’Europa. Dal punto di vista della strategia suggerita da Equita SIM, gli esperti ritengono che il titolo sia conveniente, aggiungendo che l’interesse degli investitori sarà guidato dalla visibilità sulla politica dei dividendi, perseguibile attraverso un’effettiva riduzione del debito mediante M&A deals, ossia aggregazioni nel settore o cessioni. In attesa che venga svelato il nuovo piano industriale, la SIM milanese mantiene invariata la sua strategia sul titolo, reiterando la raccomandazione “hold”, con un prezzo obiettivo a 0,5 euro. Da segnalare che in occasione della presentazione del nuovo business plan, A2A alzerà il velo anche sui risultati del terzo trimestre. Gli analisti di Banca IMI segnalano che l’utile del gruppo beneficerà di un capital gain di 30 milioni di euro grazie al recente completamento della cessione di Coriance. Banca IMI si aspetta un ebitda in crescita del 31% sulla scia del consolidamento di Edipower, e in conseguenza di quest’ultimo il debito dovrebbe attestarsi a 4,621 miliardi di euro, in aumento di 600 milioni di euro rispetto allo scorso anno. Positiva la view degli analisti su A2A che resta un titolo da acquistare, con un target price a 0,47 euro.

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