Italia Markets closed

AbbVie, investimenti per ricerca e farmaci a Campoverde ad Aprilia

Red

Roma, 6 nov. (askanews) - AbbVie, azienda biofarmaceutica globale basata sulla ricerca, continua ad investire sulla produzione: 130 milioni di euro investiti in Italia negli ultimi anni, nuove linee produttive e un ampliamento dell'impianto chimico, un sito industriale sempre più 'green'. Nello stabilimento a sud di Roma si producono farmaci innovativi a supporto di diverse aree terapeutiche, tra cui i nuovi farmaci per il trattamento di patologie croniche autoimmuni, come artrite reumatoide e psoriasi.

La farmaceutica in Italia rappresenta un asset importante dell'economia e può contribuire in maniera determinante alla crescita del nostro paese oltre che alla salute delle persone. Dichiara Fabrizio Greco, Amministratore Delegato, AbbVie Italia: "In un contesto in cui le risorse sono scarse e la congiuntura economica non è favorevole, AbbVie, come azienda biofarmaceutica globale, rinnova il suo impegno con un importante e crescente contributo in termini di innovazione, investimenti, export, occupazione e ricerca a beneficio dei pazienti e della sostenibilità del sistema sanitario. Solo una nuova governance di settore fondata sul valore delle terapie e sul loro rapido accesso da parte dei pazienti potrà però consentire di beneficiare pienamente del valore che le imprese basate sulla ricerca generano per i pazienti, la società e il sistema economico del nostro paese".

In Italia, gli investimenti da parte delle imprese del farmaco per gli studi clinici superano i 700 milioni di euro all'anno, il più alto contributo al sistema nazionale di ricerca. In questo ambito, AbbVie ha intrapreso un significativo percorso nello sviluppo dei farmaci più innovativi, in particolare nell'immunologia (Malattie infiammatorie croniche autoimmuni). AbbVie ha investito in Italia sull'ampliamento della capacità produttiva del proprio sito di Campoverde, in particolare nell'immunologia, consolidando l'esperienza già maturata nella ricerca, sviluppo e produzione dell'anticorpo monoclonale per il trattamento delle malattie croniche infiammatorie immuno-mediate.

"Il sito produttivo di Campoverde utilizza con continuità le risorse con l'obiettivo di rendere lo stabilimento sempre più efficiente, competitivo e sostenibile - dichiara Daniela Toia, Direttore del Polo Produttivo, AbbVie Italia - In particolare, l'ampliamento dell'impianto chimico e le nuove linee produttive, realizzati secondo le tecnologie più avanzate, supporteranno la produzione dei nostri farmaci sulla base del piano strategico di AbbVie Global, incluse le nuove terapie per il trattamento delle malattie autoimmuni, la cui introduzione sul mercato è attesa nei prossimi mesi. Questo ampliamento della capacità produttiva rappresenta un riconoscimento degli elevati standard di qualità, sicurezza e del livello di eccellenza operativa raggiunti globalmente da AbbVie".

La filiera della salute rappresenta la terza industria del Paese e incide per il 10,7% sul PIL . Il comparto farmaceutico genera 32 miliardi di valore e una crescita del 22% in 10 anni, la più alta in Italia1. Come rileva un'analisi condotta da Doxapharma, l'industria farmaceutica piace sempre di più agli italiani grazie a ricerca, innovazione, welfare e investimenti. Un settore primo in Europa per export e che dà lavoro ad oltre 66mila addetti, di cui il 90% laureati e diplomati, con una crescita di circa 7mila posti qualificati l'anno.

Costituito nel 1963 e passato con la nascita della nuova azienda biofarmaceutica nel 2013 ad AbbVie, il polo produttivo di Campoverde di Aprilia (LT) si estende su una superficie di circa 270.000 metri quadrati e comprende un impianto di formulazione e confezionamento di prodotti finiti, due impianti chimici, laboratori di qualità e di innovazione/sviluppo e servizi correlati. Il sito industriale produce principi attivi e confeziona prodotti farmaceutici per il network AbbVie. Lo stabilmento di AbbVie in Italia, che esporta più dell'80% della sua produzione, si pone all'avanguardia in termini di riduzione dell'impronta ambientale ed efficienza energetica. Nonostante un aumento della produzione, si registra un abbattimento di oltre il 50% dell'utilizzo dell'acqua di falda, l'autoproduzione di oltre il 90% del fabbisogno di energia, zero rifiuti inviati in discarica e oltre l'85% destinato al riciclo.