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Aberdeen Standard Investments: le banche centrali emergenti tra le più efficaci

Virgilio Chelli
·4 minuti per la lettura
Aberdeen Standard Investments: le banche centrali emergenti tra le più efficaci
Aberdeen Standard Investments: le banche centrali emergenti tra le più efficaci

Secondo la classifica stilata da ASI solo Bank of England è ai primi posti, mentre la Bce è nel gruppo più indietro e Bank of Japan è addirittura la peggiore

Nel suo ultimo report, il Research Institute di Aberdeen Standard Investments stila una classifica delle banche centrali globali, che secondo il Chief Economist Jeremy Lawson, ha lo scopo di analizzare e provare a capire quali sono le banche centrali che si sono comportate meglio in passato, quali sono meglio attrezzate per gestire la ripresa dalla crisi attuale e, al contrario, quali devono cambiare radicalmente per non ripetere gli errori del passato. Secondo il Chief Economist di Aberdeen Standard Investments, le banche centrali non possono affrontare la crisi da sole, hanno bisogno di un partenariato fiscale efficace ma, qualsiasi soluzione si adotti, devono farne parte.

IMPORTANTE ANCHE IL RUOLO DEI GOVERNI

Da quando la portata della crisi da Covid-19 si è fatta più chiara, Aberdeen Standard Investments ha evidenziato quanto una solida ripresa debba essere supportata dal continuo sostegno di governi e banche centrali, per rilevare che, nonostante l'apprezzamento per l'iniziale risposta della maggior parte delle autorità, è evidente che lo slancio iniziale sia in parte venuto meno. I governi sono infatti concentrati sulle strategie di uscita dai programmi di sostegno: non siamo ancora sull'orlo del precipizio, ma secondo Aberdeen Standard Investments si potrebbe commettere un errore sul fronte della politica fiscale.

ALCUNE DORMONO SUGLI ALLORI

L’analisi di Aberdeen Standard Investments osserva che alcune banche centrali sembrano dormire sugli allori, mentre sono pochi i segnali che indicano una vera e propria revisione radicale degli obiettivi e dei quadri di riferimento, il che è pericoloso poiché la strada più probabile verso uno scenario deflazionistico a lungo termine, distruttivo per gli asset rischiosi, è l'esitazione delle politiche.

CRITERI AMPIAMENTE RICONOSCIUTI

A questo punto Aberdeen Standard Investments si è chiesta quali banche centrali possono condurre economie e mercati verso la piena occupazione, e per rispondere ha classificato le principali secondo criteri ampiamente riconosciuti quali indicatori chiave di successo: stabilità dei prezzi misurata in base alla capacità di minimizzare gli scostamenti dell'inflazione core dai rispettivi obiettivi tra il 2008 e il 2019; piena occupazione anche qui misurata tra il 2008 e il 2019; stabilità finanziaria, misurata dall'accumulo di debito pubblico e privato nello stesso periodo; infine la proattività, misurata dalla reattività delle politiche durante l'attuale crisi.

CINA, INDIA E SINGAPORE FUORI DAL CAMPIONE

La classifica finale, da cui sono state escluse le banche centrali di Cina, India e Singapore perché i loro obiettivi sono stati ritenuti diversi, riserva non poche sorprese nel risultato finale espresso dal grafico qui sotto, dove i primi sono posizionati a sinistra e i peggiori all’estremità destra.

LA CLASSIFICA DELLE BANCHE CENTRALI

Come si vede, Le banche centrali delle economie emergenti dominano sia la fascia alta che quella bassa della classifica, con Bank of England è unica banca centrale di un'economia avanzata a risultare tra i primi cinque posti, insieme a Indonesia, Sudafrica, Messico e Filippine, mentre all'estremità opposta Bank of Japan è risultata la peggiore, con la Bce come unica altra banca centrale di un'economia avanzata a occupare uno degli ultimi cinque posti, insieme a Cile, Ungheria e Brasile.

BENE CANADA, AUSTRALIA E NUOVA ZELANDA

Analizzando attentamente le banche centrali delle economie avanzate, nonostante la minore dispersione, Aberdeen Standard Investments segnala un chiaro schema in cui i paesi per lo più più piccoli di lingua inglese hanno ottenuto buoni risultati in classifica, come Bank of Canada, Reserve Bank of Australia, e Reserve Bank of New Zealand, mentre la Swedish Risksbank, la Banca Nazionale Svizzera, la Bce e la BoJ non se la sono cavata bene. Il report nota che la maggior parte delle banche centrali ha faticato a raggiungere l'obiettivo d'inflazione negli anni precedenti il Covid, che ha accentuato la tendenza al fallimento nel raggiungere il target. Inoltre, poiché gli errori delle politiche passate hanno reso impossibile normalizzare i tassi di riferimento prima della pandemia, queste banche centrali sono state penalizzate anche dalla mancanza di spazio di manovra a livello di politiche per reagire all'ultima crisi.

GUIDA UTILE PER IL FUTURO

Nel considerare le implicazioni per il futuro, Aberdeen Standard Investments segnala che la classificazione non è perfetta, ma aiuta a capire quali sono le banche centrali che si sono comportate meglio in passato, quali sono meglio attrezzate per gestire la ripresa dalla crisi attuale mentre, al contrario, indica anche quali devono cambiare radicalmente per non ripetere gli errori del passato. In conclusione, le banche centrali non possono affrontare la crisi da sole, hanno bisogno di un partenariato fiscale efficace ma, qualsiasi soluzione si adotti, devono farne parte.