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Aborto, Donzelli: "FdI vuole rafforzare legge 194"

(Adnkronos) - “Siamo pienamente convinti che si debba attuare la legge 194, ma in consiglio regionale, in Liguria, Fratelli d’Italia voleva parlare anche dell’articolo 5, cioè quella parte che si riferisce a chi ha dei dubbi, alle donne che vorrebbero non abortire in condizioni economiche diverse”. Così Giovanni Donzelli, coordinatore di Fratelli d'Italia ospite a 'The Breakfast Club' su Radio Capital sui consiglieri di Fratelli d’Italia che in Liguria si sono astenuti dall’ordine del giorno per garantire il pieno diritto all’interruzione volontaria di gravidanza. "Volevamo - ha spiegato - un dibattito per migliorare quell’ordine del giorno. Non è stato possibile, anche per ragioni tecniche. Invece che votare contro l’ordine del giorno, ci siamo astenuti perché siamo convinti che non bisogna toccare la 194. Non c’è stato un voto contrario ma l’astensione perché non c’è l’intenzione né di indebolire né di eliminare la 194 ma di rafforzarla in ogni suo punto".

“La riforma più urgente - ha poi continuato Donzelli - è mettere in tranquillità economica gli italiani preoccupati dalle bollette. Questo ci auguriamo venga fatto anche dal governo attuale. Se no rischiamo tra un paio di mesi, con l’arrivo del freddo, di non riuscire a tenere in piedi la nostra economia. Poi ci sono le altre riforme, una maggior possibilità di scelta degli organi istituzionali, riforme della giustizia, snellire la burocrazia. Ma queste non sono urgenze”.

“Il capo di Stato eletto dal popolo? Certo che ci piacerebbe, ma le riforme devono essere fatte possibilmente con dialogo tra tutti. Necessario riformare in alcuni punti la nostra costituzione. Nessuno ha detto che è vecchia, ma solo che non è recente e va aggiornata. Quando siamo usciti dal fascismo c’era la preoccupazione di fare l’elezione diretta degli organi decisionali perché la democrazia era debole, appena nata. Ora la democrazia è matura in Italia, non ci sono pericoli, nonostante quelli che vengono sbandierati in campagna elettorale. Nessuno pensa che in Italia possa arrivare una dittatura scelta dal popolo. Ora si può puntare a un semipresidenzialismo alla francese, senza arrivare a un presidenzialismo come Stati Uniti e Israele”.

Donzelli apre anche al dialogo con il Terzo polo: “Terzo polo interlocutore? Su alcuni temi per noi sono tutti interlocutori. Già Renzi ha provato a fare il braccio di ferro sulle riforme e non è finita bene”. E sulle accuse di fascismo dei giornali internazionali, Donzelli spiega: “Ci da fastidio che la sinistra italiana in campagna elettorale abbia preferito screditare l’Italia, con le sue previsioni sulla vittoria della destra. Cosa che noi non abbiamo mai fatto. Anche quando eravamo all’opposizione, all’estero parlavamo bene dell’Italia. Non ci siamo mai permessi di dire: se vincono gli altri ci sarà un’Italia poco democratica. E all’estero ora credono a quello che ha raccontato il Pd. Sono le conseguenze di una campagna elettorale molto cattiva fatta da una sinistra che sapeva di perdere. La fiamma nel simbolo? Gli italiani hanno dimostrato che per loro non è un problema”.