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abrdn: “L'inflazione può rallentare la crescita”

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abrdn: “L'inflazione può rallentare la crescita”
abrdn: “L'inflazione può rallentare la crescita”

Gli esperti del Research Institute temono che ci siano pochi margini per scenari di crescita al rialzo dal lato dell'offerta e sono preoccupati per uno balzo inflazionistico a breve termine

Le divergenze in termini di inflazione, crescita e politiche economiche e fiscali da paese a paese. Una possibile politica monetaria più restrittiva e l'emergere della nuova variante Omicron del Covid-19. Sono questi i principali fattori da tenere sotto osservazione secondo il Research Institute di abrdn. Il cui scenario di base per il 2022, che tiene in considerazione questi rischi, vede ora un orientamento della view al ribasso perchè potrebbe prospettarsi un mix critico per i mercati.

IL FATTORE CRUCIALE RESTA L’INFLAZIONE

Il fattore cruciale resta l’inflazione che ha rialzato la testa spinta da diverse componenti: dai colli di bottiglia nella catena di approvvigionamento ai picchi dei prezzi dell'energia, dalla carenza di chip al boom dei prezzi delle case fino alla crescente carenza di manodopera. La buona notizia è che molti di questi shock dovrebbero sfumare nel corso del prossimo anno.

LA CRESCITA DEI PREZZI NEGLI STATI UNITI

Resta il fatto che le prospettive di inflazione rimangono disomogenee e incerte. “La crescita dei prezzi negli Stati Uniti aumenterà ulteriormente a breve termine, prima di rallentare in modo evidente nella prima metà del 2022, anche se a livelli che potrebbero essere ancora al di sopra dell'obiettivo della Federal Reserve (Fed) americana” riferisce il Research Institute di abrdn. Un quadro simile è atteso nel Regno Unito mentre le pressioni inflazionistiche nell’Eurozona, che sono state finora meno acute, probabilmente ritorneranno al di sotto dei livelli target nel 2022.

UNA RIDUZIONE DEL SUPPORTO MONETARIO

“La politica monetaria non dovrebbe permettere all'inflazione di rimanere al di sopra dell'obiettivo nel medio termine. Alcune banche centrali dei mercati sviluppati hanno segnalato la volontà di procedere con una riduzione del supporto monetario prima di quanto si ritenesse possibile a inizio anno e le aspettative del mercato sui tassi di interesse sono aumentate notevolmente” riferiscono i manager di abrdn.

UN’ACCELERAZIONE DEL TAPERING DEGLI ACQUISTI DI ATTIVI

Negli Stati Uniti i mercati scontano le future mosse politiche, con il primo aumento dei tassi previsto nel giugno 2022, a seguito di un'accelerazione del tapering degli acquisti di attivi. Non si può inoltre escludere un inasprimento ancora più precoce se l'inflazione dovesse continuare a sorprendere al rialzo. Altrove, come nel Regno Unito, le aspettative di un inasprimento delle politiche sembrano esagerate.

ALCUNI OSTACOLI ALLA CRESCITA

Il peggioramento del contesto inflazionistico pone alcuni ostacoli alla crescita, tuttavia, il Research Institute di abrdn ritiene che la ripresa continuerà, anche se a una velocità media inferiore e con persistenti divergenze tra i paesi. “Il maggiore downgrade è rivolto verso gli Stati Uniti e nel Regno Unito, poiché è qui che il trade off crescita-inflazione sembra essere peggiorato di più. Anche le aspettative di crescita cinese sono state ulteriormente frenate, mentre, più in generale in Asia, c'è il potenziale di rimbalzare fortemente nel 2022 per i Paesi più colpiti quest'anno dalla variante Delta” commentano gli esperti di abrdn.

PENSARE A SCENARI ALTERNATIVI

In quest’ottica, il loro suggerimento è quello di pensare a scenari alternativi e concentrarsi sui risultati medi ponderati dei diversi scenari possibili alla luce del fatto che ci sono intervalli di confidenza molto ampi intorno alle previsioni interne in termini di crescita e inflazione globali, aspettative su virus e vaccini e proiezioni sulle politiche fiscali e monetarie. “I vari rischi sullo sfondo tendono verso un compromesso al ribasso tra crescita e inflazione. Temiamo che ci siano pochi margini per scenari di crescita al rialzo dal lato dell'offerta mentre siamo preoccupati per un balzo inflazionistico a breve termine, in particolare se accompagnato da un ulteriore shock dei prezzi dell'energia, seguito da un ciclo di inasprimento della Fed più aggressivo” è la conclusione del Research Institute di abrdn.

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