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Accendere lampadine col pensiero si può: l’invenzione è made in Italy

Accendere una lampadina e muovere oggetti con la sola forza del pensiero potrebbe non essere più soltanto materia per fantascienza o per qualche santone indiano. Una start up italiana, infatti, è riuscita nell’impresa sfruttando un elettroencefalogramma e mettendolo in rete. Il progetto Arale è il frutto del lavoro e della passione di due ingegneri, Mirco Ferrari e Manuele Mandolini, che lavorano a Langhirano presso la MF Labs, una start up nata sette anni fa e arricchita nel tempo dagli arrivi di Giacomo Mendogni, Laura Bandini e Matteo Catalano.
Una breve dimostrazione del progetto Arale. Così semplice che lo può usare un bambino:

Questa piccola azienda emiliana è nata con l’idea di realizzare alta tecnologia “a mano” con un approccio che Mirco Ferrari non esita a descrivere come “sartoriale”. Il progetto Arale (dal nome della bambina-robot di un famoso cartone animato giapponese) è nato da un’intuizione di Manuele Mandolini che, un giorno, si è presentato in ufficio con Mindwave, una cuffietta prodotta dalla californiana NeuroSky e utilizzata come elettroencefalogramma.

Un anno fa, nell’agosto 2013, gli startupper di MF Labs hanno pensato di provare ad accendere una lampadina utilizzando la cuffia. Sono iniziati gli studi e le ricerche e dopo qualche mese sono riusciti ad accendere una lampadina.

Che cosa ha reso possibile questo prodigio? La cuffia Mindwave legge le onde elettromagnetiche del cervello e, tramite una chiavetta, le passa al Pc che ha il compito di elaborare i dati interessanti, in particolare le onde alfa connesse alla concentrazione, per poi trasmettere il messaggio alla lampadina, “ordinandole” di accendersi. Lo stesso esperimento è stato ripetuto, con esito positivo, con un rover della Lego che è stato mosso in avanti. Il progetto sfrutta il pensiero analitico: occorre arrivare a una soglia di concentrazione minima. Alle persone più disattente è stato dato da leggere un volantino al contrario e la soglia di attenzione è stata attivata innescando il sistema.
Lo sviluppo di Arale sta andando avanti con successo: con un battito oculare è stato innescato un jingle musicale. Per la cronaca il jingle era quello di Guerre Stellari, visto che Yoda, il vecchio maestro jedi muoveva gli oggetti con la sola forza del pensiero.

Il prossimo obiettivo di Mf Labs è rilasciare con licenza open il codice sorgente del software, con la speranza che altre aziende nel mondo possano sviluppare l’idea. Intanto Mirco e compagni andranno avanti cercando di mappare le intenzioni, in modo da far sì che accensioni e comandi non siano accidentali, ma voluti. Il bacino d’utenza potenziale è vastissimo, dalla domotica all’automotive, ma il team di lavoro spera, soprattutto, di dare un aiuto concreto alle persone con disabilità: “Sì abbiamo un forte interesse, si può aiutare a migliorare la qualità della vita di chi ha un deficit fisico, per noi è particolarmente gratificante. Stiamo già collaborando con esperti di neuroscienza e dell'apprendimento, le nostre ricerche possono essere utili anche per quei bambini con problemi nella soglia dell'attenzione”. Un progetto tutto made in Italy che resta aperto agli investitori.