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Acciaio, cala la produzione in Italia ma ottimismo sul 2020

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Il settore italiano dell'acciaio continua a soffrire, ma per il 2020 si intravvedono segnali di ottimismo. Nei primi otto mesi dell’anno la siderurgia italiana ha registrato una flessione del 4,4% dei volumi di produzione e la redditività del settore è stata frenata dai prezzi in calo. E per la fine dell’anno, ammette Alessandro Banzato, presidente di Federacciai, la federazione delle imprese siderurgiche italiane, "non penso che riusciremo a migliorare tantissimo". Nonostante strutturalmente sia in "buona salute", la siderurgia italiana "sta vivendo un periodo un po’ complicato". E la crisi, spiega Banzato all'assemblea annuale a Milano, "colpisce tutti a livello europeo".  

Nello stesso periodo la produzione della siderurgia tedesca è calata del 4,4%, quella francese del 2,2% e quella polacca del 10%. A preoccupare il settore, sottolinea il presidente di Federacciai, "è la grande difficoltà in cui si trova l’Europa che si deve dare una scossa. L’industria siderurgica italiana ed europea hanno bisogno di crescita, ma anche di essere salvaguardate dalle dinamiche distorsive e dalla concorrenza sleale che rischiano di rendere il nostro continente il punto di scarico della sovraccapacità produttiva che avanza inesorabilmente". 

Se nel 2019 continuerà il trend negativo per il settore, l'anno prossimo la situazione dovrebbe migliorare. "Siamo fiduciosi che nel corso del prossimo anno vedremo qualche miglioramento", dice Banzato. "Nel 2020 sono fiducioso che riusciremo a consuntivare un po’ di ripresa". 

Quello che la siderurgia chiede alla politica in questa fase è un piano per le infrastrutture per rilanciare il settore. "Al governo chiediamo un piano per le infrastrutture che servirebbe anche al Paese come piano di sviluppo per un miglioramento generale", continua il presidente di Federacciai. Non solo di partire "senza ulteriori indugi" con quanto è già cantierabile, "ma anche di avere l’ambizione di lanciare, magari con il sostegno dell’Unione europea, un grande progetto che coinvolga tutto il Paese senza lasciare nessuno indietro".  

Per Banzato bisogna collegare meglio il Paese e "completare finalmente le grandi opere, ma anche avviare un piano straordinario di medie e piccole opere non trascurando il consolidamento e miglioramento delle strutture esistenti, consentendo la ripresa dei trasporti pesanti ed eccezionali". Un grande piano infrastrutturale "sarebbe la giusta medicina sia per l’economia italiana e l’occupazione, che per i produttori siderurgici, che con i loro prodotti possono fornire tutti i materiali per le soluzioni infrastrutturali più moderne e sicure". 

Altri punti fondamentali per il settore sono il rilancio del provvedimento Industria 4.0, mentre sul fronte dell’ambiente "auspichiamo un approccio concreto che sappia andare oltre l’orizzonte dei luoghi comuni e della ricerca del facile consenso, e sull'energia "chiediamo semplicemente che l’energia elettrica e il gas abbiano in Italia un costo allineato a quello dei principali competitor europei".