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##Accordo all'Eurogruppo su capacità di bilancio dell'Eurozona

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Lussemburgo, 10 ott. (askanews) - Poco prima della mezzanotte di ieri, a Lussemburgo, dopo sette ore di negoziati, i ministri dell'Eurogruppo hanno raggiunto un primo accordo sul cosiddetto "Strumento di bilancio per la convergenza e la competitività" dell'Eurozona, indicato dall'acronimo Bicc (Budgetary instrument for convergence and competitiveness). Il presidente dell'Eurogruppo Mario Centeno lo ha annunciato nella notte su Twitter, parafrasando metà in latino e metà in inglese l'Habemus Papam vaticano ("Habemus Deal"), e ha poi spiegato l'accordo in una conferenza stampa questa mattina.

Sebbene sia molto limitato rispetto alle ambizioni iniziali, il nuovo strumento è innovativo ("un nuovo pilastro nelle fondamenta dell'euro", l'ha definito Centeno), perché aggiungerà alle tradizionali "raccomandazioni per paese" del Semestre europeo sulla sorveglianza di bilancio un incentivo finanziario da destinare agli Stati membri per le loro riforme strutturali.

I finanziamenti (secondo le stime della Commissione, circa 17 miliardi di euro) verranno da un capitolo specifico del nuovo quadro di bilancio pluriennale dell'Unione (Mff) per il periodo 2021-2027. La possibilità di raccogliere fondi aggiuntivi, al di là dal bilancio dell'Unione, è rimasta fuori dall'accordo, ma sarà oggetto di un ulteriore, per ora ancora difficile negoziato per un accordo intergovernativo.

L'80% dei fondi verrà distribuito a tutti i paesi dell'Eurozona in base ai loro progetti di riforme strutturali e di investimenti volti ad aumentare la competitività, e in modo proporzionale a due criteri: la popolazione e il Pil pro capite invertito.

L'accordo della notte scorsa è quello che è rimasto del lungo negoziato sulla "capacità di bilancio" specifica dell'area euro, propugnata inizialmente dalla Commissione europea, dall'Italia e soprattutto dal presidente francese Emmanuel Macron, che originariamente prevedeva una funzione di "stabilizzazione" per assistere gli Stati membri sottoposti a "shock asimmetrici", con finanziamenti di ben altra grandezza (si era parlato di 200 miliardi di euro) basati anche su "risorse proprie" (ovvero strumenti fiscali specifici). (segue)