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Questo accordo non s’ha da fare

Pierluigi Gerbino
 

I mercati faticano a svegliarsi del dolce sogno che finisca presto la guerra commerciale, sebbene ormai i fatti abbiamo accoppato tutta la narrativa entusiastica dell’amministrazione Trump sull’imminenza dell’accordo per il disarmo commerciale.

Se già si notava da qualche giorno un deciso raffreddamento da parte cinese, che pretendeva la rimozione di almeno una parte dei dazi ora in vigore prima di firmare l’accordo di Fase 1, quel che è successo ieri ha definitivamente sepolto la possibilità di una rapida conclusione delle trattative.

Ieri infatti l’unanimità dei senatori e dei membri della Camera dei Rappresentanti USA ha approvato una legge chiamata “Hong Kong human rights and democracy act” cioè la legge che appoggia le proteste di Hong Kong e subordina per questa regione autonoma cinese il mantenimento dello status di partner commerciale privilegiato alla verifica annuale dell’indipendenza reale garantita dalla Cina.

Un duro colpo ai cinesi, che hanno sempre lamentato l’ingerenza americana sulle proteste di Hong Kong.  La reazione cinese non si è fatta attendere ed ha intimato alla Casa Bianca di non far entrare in vigore questa legge. Infatti è ancora necessaria la ratifica di Trump, che avverrà certamente, data l’unanimità dell’approvazione parlamentare. In tal caso i cinesi hanno promesso ritorsioni. Già si parla almeno di un rinvio delle trattative al prossimo anno. Occorrerà poi verificare se la reazione di Trump sarà quella promessa, cioè di alzare i dazi in caso di ritiro cinese dal negoziato.

Incredibilmente i mercati ieri hanno reagito senza scomporsi troppo. Le scivolate, al mattino in Europa, e dopo la chiusura europea anche in USA, sono state in buona parte riassorbite, continuando quel riflesso condizionato, che i mercati hanno acquisito nel rally autunnale, di comprare sempre ogni momentanea debolezza. Così la seduta di ieri è finita con SP500 in calo di -0,38% ed Eurostoxx50 di -0,34%, ma entrambi ben sopra i minimi di giornata. Il nostro Ftse-Mib, dopo una partenza assai negativa, ha addirittura alzato la testa e chiuso in positivo, grazie alla promozione con riserva della manovra italiana da parte della Commissione UE.

Se questo è l’inizio della correzione, non c’è dubbio che la retromarcia sia stata innestata col freno a mano tirato. E’ il prodigio dell’inerzia che i rally acquisiscono e che li rende molto resilienti. E’ come se i mercati, contro ogni evidenza, continuassero a sperare che le cose andranno in ogni caso per il meglio.

Ma i fatti non dicono così, e nemmeno il comportamento dei mercati cinesi, che da qualche giorno stanno ripiegando con maggior vigore, mentre quelli occidentali hanno continuato imperterriti a fare il solletico ai massimi annuali.

E’ questa l’ennesima divergenza che si nota, dopo le tante che ho riportato nei giorni scorsi.

O le mani forti, che intervengono a sostegno dei listini dopo le scivolate ribassiste dovute alle prese di beneficio, sanno qualcosa di ignoto ai comuni mortali (è possibile!), oppure l’ostinazione ad aggrapparsi ad aspettative ormai irrealistiche provocherà una correzione di una certa consistenza non appena la realtà si imporrà anche ai loro occhi e l’illusione si trasformerà in delusione.

Oggi e domani saranno giornate decisive. 

Autore: Pierluigi Gerbino Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online