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Accordo storico al G20 di Venezia sulla global tax

·3 minuto per la lettura

“Dopo molti anni di discussioni e sulla base dei progressi compiuti l’anno scorso, abbiamo raggiunto uno storico accordo su un’architettura fiscale internazionale più stabile ed equa”. Lo sottolinea il documento finale del G20 di Venezia, diffuso al termine dei lavori. “Appoggiamo - si legge nel testo - le componenti-chiave dei due pilastri, la riallocazione degli utili delle imprese multinazionali e un’imposta minima globale effettiva”. Si fa appello quindi ad “affrontare rapidamente le questioni rimanenti e finalizzare gli elementi di progettazione nel quadro concordato, insieme a un piano dettagliato per l’attuazione dei due pilastri nel nostro prossimo incontro ad ottobre”.

I ministri delle Finanze e Governatori del G20 si sono accordati per “l’uso, se appropriato, di meccanismo di fissazione del prezzo delle emissioni di Co2 e incentivi”, si legge sul comunicato finale del G20 finanze di Venezia.

“Continueremo a sostenere la ripresa, evitando qualsiasi ritiro anticipato di misure di sostegno, pur rimanendo coerenti con i mandati della Banca centrale, anche in materia di stabilità dei prezzi, e preservare la stabilità finanziaria e la sostenibilità di bilancio a lungo termine e salvaguardarla dai rischi di ribasso e ricadute negative”. “Continueremo - prosegue il documento - la nostra cooperazione internazionale per guidare l’economia globale verso una crescita forte, sostenibile, equilibrata e inclusiva. Confermiamo i nostri impegni di aprile sui tassi di cambio. Riaffermiamo l’importante ruolo di un commercio aperto ed equo basato su regole per ripristinare la crescita e la creazione di occupazione creazione e il nostro impegno a combattere il protezionismo e incoraggiare sforzi concertati per riformare il Wto”.

Una task force di Banca mondiale, Organizzazione mondiale della sanità, fondo monetario internazionale e Organizzazione mondiale del commercio per “i vaccini, le terapie e diagnosi nei paesi in via di sviluppo” per rispondere al “bisogno urgente di essere più preparati” alle pandemie. E’ uno degli altri punti sottolineati dal G20 finanze di Venezia nel suo comunicato finale, che incarica gli esperti dei ministri delle Finanze e della Salute a “fare proposte concrete” per il meeting congiunto di ottobre

“Gli incontri del G20 sono stati una conferma: il mondo è pronto a far finire la corsa al ribasso della tassazione delle grandi imprese, e c’è un grande consenso su come farlo, con una minimum tax globale almeno del 15%. Su questo, 131 nazioni, rappresentanti per più del 90% dell’economia globale, sono d’accordo. Il mondo ora deve muoversi velocemente per concludere l’accordo”, ha affermato la segretaria di Stato Usa al Tesoro, Janet Yellen, in una dichiarazione ufficiale diffusa al termine del G20 di Venezia.

“Oltre alle tasse - prosegue Yellen - il G20 ha compiuto buoni progressi in una serie di questioni, tra cui il cambiamento climatico e lo sforzo nell’aiuto alle vaccinazioni dei Paesi poveri, così che il mondpo possa finalmente neutralizzare la minaccia del Covid-19. Il presidente Biden ha detto di voler riportare l’America nel palcoscenico mondiale, e ora state vedendo perché. Ritornare fa l’America migliore. Possiamo cooperare in una maniera che ci rende più competitivi nell’economia globale. Possiamo risolvere assieme i problemi che da soli non possiamo risolvere”, conclude la dichiarazione.

Con l’accordo del G20 per la tassazione delle multinazionali si punta a “ridurre la competizione fiscale dentro binari accettabile: un messaggio che può convincere Questi paesi a salire a bordo, e dai contatti avuti almeno con alcuni questa possibilità c’è”, ha detto il Commissario Ue agli Affari economici Paolo Gentiloni sui tre Paesi europei - Ungheria, Irlanda ed Estonia, ancora dubbiosi sull’accordo sulla tassazione delle multinazionali oggi raggiunto dal G20 finanze. Gentiloni ha spiegato che “cominceremo a lavorare con loro già all’Eurogruppo di lunedì prossimo, cui parteciperà anche Janet Yellen”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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