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Acea: in primi 9 mesi ricavi +5%, utile netto a 219 mln

webinfo@adnkronos.com
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Acea ha chiuso i primi nove mesi con ricavi pari a 2,471 miliardi di euro, in crescita del 5,3% rispetto al corrispondente periodo del 2019. L'ebitda è pari a 859 milioni di euro, in progressione del 12% rispetto ai primi nove mesi del 2019 mentre l'ebit è pari a 426 milioni di euro (+6%). Il risultato netto del gruppo si attesta a 219 milioni di euro, in linea con i primi nove mesi del 2019. Lo rende noto Acea dopo che il Cda, presieduto da Michaela Castelli, ha approvato il Resoconto Intermedio della Gestione al 30 settembre 2020.

Il significativo aumento dell’ebitda è dovuto, principalmente, al contributo positivo delle attività regolate della distribuzione elettrica e idrica. In particolare, l’area Idrico beneficia del consolidamento dell’Acquedotto del Fiora (AdF) e delle dinamiche tariffarie che compensano l’eliminazione del premio 'qualità commerciale'; la distribuzione elettrica cresce per effetti tariffari e regolatori; l’area Ambiente risente negativamente del termine dell’incentivo Cip 6, quasi interamente compensato dall’aumento dei volumi trattati e dal consolidamento delle nuove società acquisite; e l’area Commerciale e Trading registra un margine in crescita grazie all’aumento del numero dei clienti sul mercato libero. Il contributo delle singole aree industriali (esclusa la Holding) all’ebitda consolidato, di cui circa l’83% si riferisce alle attività regolate, è il seguente: Idrico 52%; Infrastrutture Energetiche 35% (di cui distribuzione elettrica 31%); Commerciale e Trading 6%; Ambiente 4%; altri Business (Estero e Ingegneria e Servizi) 3%.

Gli investimenti realizzati nei primi nove mesi del 2020 sono di 625,3 mln di euro, in crescita rispetto ai 529 mln dello stesso periodo del 2019 (+18,2%). Gli investimenti, destinati per l’86% alle attività regolate, sono ripartiti tra: Idrico 338,4 mln, Infrastrutture Energetiche 222,8 mln, Commerciale e Trading 27 mln, Ambiente 18,2 mln, altre aree di business e Capogruppo 18,9 mln. L’indebitamento finanziario netto del gruppo aumenta di 472,6 mln di euro, passando da 3.062,8 mln della fine del 2019 a 3.535,4 milioni di euro al 30 settembre 2020. L’andamento dell’indebitamento risente della variazione di perimetro e in parte del maggiore assorbimento di capitale circolante per 93 milioni di euro correlato anche all'emergenza Covid-19.