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Acqua, installati in Piemonte sensori hi-tech contro siccità e valanghe

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·5 minuto per la lettura

Gestire la quantità d’acqua nei bacini idrici per monitorare il rischio siccità ma anche prevenire le valanghe misurando la densità della neve in luoghi inaccessibili. La chiave è in nuovi sensori ad alta tecnologia interamente made in Italy che hanno un impatto ambientale zero, possono 'arrivare' anche in zone rischiose per un tecnico e che 'lavorano' basandosi sulla misura dei neutroni ambientali prodotti dai raggi cosmici. Insomma, dai laboratori di fisica alle attività concrete quotidiane, nella giornata mondiale dell'Acqua tutto questo è una realtà possibile da oggi in alcuni siti Piemontesi in cui sono state installate le sonde di nuova concezione tutte italiane. Le installazioni son state realizzate da Finapp-Fisica Nucleare Applicata, una start up fondata da ricercatori dell’università di Padova.

Dei tre siti Piemontesi: due sono stati realizzati per conto del Gruppo Iren e una per Arpa Piemonte con funzioni e obiettivi diversi. Finapp Padova spiega che il Gruppo Iren ha deciso di utilizzare questa tecnologia innovativa per rilevare lo snow water equivalent, ovvero un dato che consente di rilevare la densità della neve. Sono state installate due sonde una sopra il bacino idroelettrico di Diga Teleccio e una in quota tra i laghi Serrù e Agnel. Finapp è stata fondata nel 2018 da Luca Stevanato con altri due ricercatori, Marcello Lunardon, Sandra Moretto. Lo spin off dell’Università di Padova ha sviluppato un sensore di ultima generazione per misurare il contenuto idrico del suolo, basato sulla misura dei neutroni ambientali prodotti dai raggi cosmici: Cosmic-Ray Neutron Sensing.

La startup fondata dai tre fisici di Padova, spiega che "queste sonde, a impatto ambientali praticamente zero, sfruttano i raggi cosmici per misurare la densità della neve, hanno dimensioni estremamente contenute e possono lavorare in autonomia consentendo analisi quotidiane dello stato della neve". I dati ottenuti, assicura, "saranno fondamentali per la regolazione preventiva dei bacini idrici e per consentire di sfruttare l’acqua nella generazione di energia senza rischiare di far scendere i bacini stessi sotto il livello minimo necessario. Sarà infatti possibile conoscere la quantità d’acqua disponibile complessivamente e di fatto regolare i flussi nella Valle dell’Orco cercando di preservare le risorse necessarie anche in caso di siccità".

Grazie alle nuove tecnologie, si compie un passo avanti rispetto alle rilevazioni che fino ad oggi "venivano eseguite da guide alpine che periodicamente salivano in quota per effettuare dei rilevamenti risultando non solo meno precisi ma anche estremamente più rischiose in particolare per l’operatore" perché "sono collocate dove non è agevole arrivare se non con un percorso impervio o direttamente con gli elicotteri" mentre da ora "potranno essere quotidiane più complete e senza rischi per gli operatori" sottolinea Finapp. Una terza sonda piemontese è stata installata da Arpa Piemonte presso la stazione nivometrica in Colle del Sestriere per la prevenzione delle Valanghe.

"La densità, oltre che l’altezza della neve, è uno dei parametri che consente di rilevare situazioni critiche e poterle verificare quotidianamente è fondamentale. Uno strumento aggiuntivo che potrà consentire interventi preventivi per la sicurezza ma anche fornire dei dati ambientali importanti finalizzati alla regolazione dei bacini idrici a valle" aggiungono i tre ricercatori. "I processi di interazione dei neutroni -spiegano i tre fisici - sono descritti da modelli che permettono di risalire alla quantità media d’acqua presente nell’ambiente attorno alla stessa sonda. L’area che si può sondare è dell’ordine di qualche ettaro. In pratica è la fusione intelligente delle migliori tecnologie oggi esistenti per la misura dell’acqua nel suolo, che offre un’opportunità unica per creare degli strumenti innovativi in grado di essere applicati anche al mondo dell’agricoltura intelligente grazie ai costi estremamente contenuti".

Il Piemonte è la seconda regione italiana ad utilizzare questa tecnologia per il controllo della densità delle neve e la prima che vede interessata un’azienda per la prima che conta l’interesse di un’azienda multiservizi. In Veneto sono presenti altre due sonde: una per la rilevazione appunto della neve sopra Falcade e una seconda nel padovano finalizzata a misurare la quantità di acqua nei terreni per la gestione intelligente delle coltivazioni. Anche in Lombardia ed Emilia Romagna ci sono alcuni siti delle rispettive Arpa che hanno adottato questa tecnologia per rilievi ambito agricolo e ambientale. Alcune installazioni sono state fatte all’estero in Austria ad esempio a Kaunertal anche in questo caso con l’obiettivo di verificare la densità della neve e regolare i bacini idrici e la produzione idroelettrica.

Ma non solo. Hanno manifestato il loro interesse a questa tecnologia assolutamente unica anche il Politenico di Torino, la Regione Toscana e, e diverse altre nazioni anche extra europee. L’università d’ingegneria del capoluogo piemontese ha terminato d’installare il sistema (valore 39 mila euro), che servirà a monitorare la biomassa forestale a Castello Borello, Val di Susa, un sito d’interesse reso famoso dal meteorologo Luca Mercalli e Nimbus, il più autorevole portale italiano sulla meteorologia e il clima. La zona è studiata da più di un decennio, si controllerà come la foresta cresce dopo l’abbandono della montagna e il riscaldamento globale. L’intenzione di Finapp è di "crescere nel 2021 e realizzare un sito produttivo italiano" visto che "l'unica azienda in grado di realizzare alcune delle schede necessarie per completare l’apparato è infatti statunitense".

La produzione di questi componenti verrà invece portata all’interno della futura sede padovana di Finapp che dunque costituirà anche una seconda realtà mondiale per produrre tali componenti. Essendo l’apparato di dimensioni ridotte e di facile installazione potrà essere impiegato in vari campi, dall’edilizia all’agricoltura, dove si abbia la necessità di conoscere il contenuto idrico di un’area estesa, in tempo reale e con costi ridotti e senza alcun impatto ambientale. La sonda di Finapp, infatti, non entra in contatto con il suolo, di solito è installata a due metri di altezza riesce a coprire un’area di almeno 4-5 ettari. Non interferisce in alcun modo con le attività dell’agricoltore.

Il progetto sta suscitando un notevole interesse e ha già ottenuto una serie di riconoscimenti; allo StartCup Veneto 2017, è giunto secondo assoluto alla finale di Verona (primi nella categoria Cleantech & Energy), mentre è stato tra i quattro finalisti Premio Nazionale Innovazione di Napoli. Al Seed & Chips di Milano nel 2018, la più grande fiera al mondo sul cibo e le sue innovazioni, Finapp è considerata una delle migliori 60 start-up del mondo agritech e durante l’esposizione è stata selezionata fra le quattro migliori startup al mondo per l’uso sostenibile delle risorse idriche.