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Acri: ricostruzione post-Covid, per italiani priorità ai giovani

Glv
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Roma, 29 ott. (askanews) - La ricostruzione post-Covid per gli italiani "dovrà tenere conto di due istanze importanti: perseguire con convinzione un percorso verso lo sviluppo sostenibile e offrire formazione soprattutto ai giovani, per contrastare la povertà educativa". Lo afferma l'Acri sulla base dell'indagine annuale realizzata con l'Ipsos per la 96esima Giornata mondiale del risparmio in programma domani. E se il prossimo futuro "non genera forti preoccupazioni, pensare a un orizzonte temporale di 10 o addirittura 20 anni preoccupa e addirittura intimorisce il 57% degli italiani". La salute, spiega l'Acri, e l'economia, con "basse prospettive per i giovani, lavoro instabile e mancanza di risparmi cumulati, sono le due grandi incognite da cui si cerca di rifuggire facendo leva sulla rete parentale, prima di tutto, e sull'impegno a prevenire le malattie e a curarsi. Il 35% degli italiani risparmia senza pianificazione o precise finalità, mentre il 65% risparmia avendo in mente progetti ed esigenze future (38% esigenze immediate, 33% a medio termine, 28% nel lungo termine)". Guardando agli investimenti pubblici "circa la metà degli italiani ritiene che siano orientati all'immediato, in linea con l'orizzonte temporale che essi si attendono e ritengono corretto. La drammaticità della situazione, e forse una certa timidezza negli ultimi anni sugli investimenti importanti, hanno generato un desiderio di agire con urgenza rispetto ai problemi dell'oggi. Solo una minoranza auspica una programmazione su un arco temporale di più ampio respiro, che guardi al paese nei prossimi 10 anni". Le priorità su cui puntare "sono chiare: dare migliori opportunità di lavoro ai giovani (importante per il 54%) e realizzare un sistema sanitario adeguato (48%). In generale, quello che si richiede è una crescente attenzione a welfare, responsabilità sociale, formazione, innovazione: su questi aspetti si dovrebbero concentrare gli impegni dell'agenda governativa, in modo da favorire la crescita e lo sviluppo del paese, soprattutto in un periodo impegnativo come questo". In questo contesto, aggiunge l'Acri, "i corpi intermedi (76%), e in particolare le associazioni di volontariato (86%), possono offrire un contributo importante e utile di conoscenza e di capacità di incanalare le azioni nel modo più efficiente".