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Acri: risparmio in aumento, per sentirsi al riparo da pandemia

Glv
·2 minuto per la lettura

Roma, 29 ott. (askanews) - Con l'emergenza coronavirus gli italiani risparmiano di più, per sentirsi "al riparo" dagli imprevisti durante la crisi economica. Lo sostiene l'Acri sulla base dell'indagine annuale realizzata con l'Ipsos per la 96esima Giornata mondiale del risparmio in programma domani. La riduzione delle occasioni di consumo "ha favorito il risparmio, dando un'ulteriore spinta a una propensione ben consolidata e distintiva degli italiani che, in questo modo, si sentono sempre più al riparo di fronte al timore dell'imprevisto, potendo contare su risorse proprie. Le persone che si trovavano già in difficoltà, invece, hanno sensibilmente peggiorato la propria capacità di risparmio". Ancora in crescita "la percentuale di italiani che si identifica con chi risparmia senza troppe rinunce (58%), tradizionalmente indice di 'facilità' di risparmio, e che guarda con soddisfazione agli ultimi 12 mesi, periodo durante il quale è cresciuto il proprio accantonamento di riserve". Questo accumulo "consente, a un numero crescente di italiani, di mettersi al riparo da spese impreviste: l'82% non avrebbe problemi a far fronte, con mezzi propri, a spese impreviste pari a mille euro e il 42% qualora queste spese fossero pari a 10mila euro, un dato in crescita di otto punti percentuali rispetto a tre anni fa". Del resto, la contrazione dei consumi, "soprattutto quelli legati al fuori casa e al divertimento, ha consentito di incanalare le entrate verso il risparmio senza incorrere in troppi sacrifici. Infatti il sacrificio è stato 'a monte' e le rinunce non sono quindi state dettate, in larga misura, da motivi economici". "È da rimarcare - aggiunge però l'Acri - che accanto a questo sentiment maggioritario, esiste una minoranza che si trova in una situazione ancora più complessa che in passato, sia per i consumi sia per le possibilità di risparmio. Sono quelli che stanno pagando la crisi attuale e le code della precedente, e che rischiano di essere sempre più marginalizzati: vivono la situazione con crescente ansia, perchè non intravedano vie d'uscita".