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Afghanistan, conclusa operazione 'Aquila' per il rientro dei collaboratori afghani missione italiana Herat

·2 minuto per la lettura

La bandiera ad Herat è stata ammainata il 9 giugno scorso, ponendo fine alla missione italiana in Afghanistan. E allo scalo di Fiumicino, apprende l'Adnkronos, si è conclusa nella notte l’operazione 'Aquila' per il trasferimento dei collaboratori afghani e familiari in Italia, con gli arrivi allo scalo di Fiumicino di un totale di 228 persone. Operazione inserita nella più ampia operazione di rientro del contingente italiano dall’Afghanistan, pianificata e condotta dal Comando Operativo di vertice Interforze (Coi), comandato dal Generale di Corpo d’Armata Luciano Portolano e in coordinamento con il ministero dell’Interno, ministero degli Affari Esteri, ministero della Salute, Croce Rossa Italiana e Aeroporti di Roma Adr.

Nella settimana appena trascorsa gli arrivi dei gruppi di interpreti e loro familiari sono stati: lunedì 14 giugno i primi 82 collaboratori civili (19 nuclei familiari), mercoledì 16 altri 64 collaboratori (14 nuclei famigliari) e oggi sabato 19 giugno 78 collaboratori (17 nuclei familiari). Con gli ultimi arrivi si completa questa prima fase relativa ai 228, la cui collaborazione è stata pienamente verificata dalle autorità militari italiane.

Gli ultimi 4 interpreti di questa prima fase sono di previsto trasferimento con le unità della Brigata Folgore a conclusione delle operazioni di rientro del Contingente. Poi sarà la volta degli altri afghani, via via che la verifica sarà stata effettuata. Il Coi ha pianificato l'intera operazione, coordinandosi con la Farnesina e il Viminale, affidandola poi alla conduzione ad opera del personale del Joint Headquarters (JHQ), il comando prontamente schierabile dello stesso Coi. La parte logistica degli arrivi è stata gestita dal personale del Jhq del Coi, della Croce Rossa Italiana e di Aeroporti di Roma Adr. Alcuni degli afghani arrivati sono risultati positivi al Covid-19 e quindi posti in isolamento presso il Centro Sportivo dell’Esercito della Cecchignola, il covid hotel e la struttura militare dell’Esercito di Camigliatello Sitano. Gli altri afghani non positivi sono stati ospitati presso le strutture militari di Camigliatello Silano della Marina e di Roccaraso dell’Esercito.

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