Italia markets closed
  • FTSE MIB

    22.965,63
    -127,47 (-0,55%)
     
  • Dow Jones

    31.496,30
    +572,16 (+1,85%)
     
  • Nasdaq

    12.920,15
    +196,68 (+1,55%)
     
  • Nikkei 225

    28.864,32
    -65,78 (-0,23%)
     
  • Petrolio

    66,28
    +2,45 (+3,84%)
     
  • BTC-EUR

    41.377,03
    +567,66 (+1,39%)
     
  • CMC Crypto 200

    982,93
    +39,75 (+4,21%)
     
  • Oro

    1.698,20
    -2,50 (-0,15%)
     
  • EUR/USD

    1,1916
    -0,0063 (-0,52%)
     
  • S&P 500

    3.841,94
    +73,47 (+1,95%)
     
  • HANG SENG

    29.098,29
    -138,50 (-0,47%)
     
  • Euro Stoxx 50

    3.669,54
    -35,31 (-0,95%)
     
  • EUR/GBP

    0,8612
    -0,0004 (-0,05%)
     
  • EUR/CHF

    1,1085
    -0,0036 (-0,32%)
     
  • EUR/CAD

    1,5068
    -0,0094 (-0,62%)
     

Agenda 2030: solo il 7% matricole universitarie sa cosa sia

Red
·4 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Milano, 8 feb. (askanews) - Poca conoscenza, grandi aspettative, si può sintetizzare così il livello di consapevolezza e l'atteggiamento complessivo dei neo iscritti al primo anno di Università nei confronti delle tematiche legate alla Sostenibilità. Solo il 7,6 per cento delle matricole, infatti, dichiara di sapere cosa siano l'Agenda 2030 dell'Onu e i rlativi 17 Sdg (Sustainable Development Goals), ma ben il 76,4 per cento dichiara di avere verso gli stessi concetti un interesse e un'aspettativa concreta di approfondimento e conoscenza. Sono alcuni dei risultati di una ricerca condotta sulle matricole di dieci Atenei la cui lettura richiama il mondo universitario e tutti gli operatori istituzionali ad un maggiore, concreto, impegno verso le nuove generazioni: la discrepanza tra le reali informazioni sui temi della sostenibilità e l'alta aspettativa di ulteriori conoscenze rivela la forza di una domanda di formazione profonda e sentita; domanda che va soddisfatta in tempi rapidi. Fosse solo per restare coerenti con gli impegni stessi dell'Agenda 2030.

L'analisi mette in evidenza che lo studio scolastico rappresenta la principale fonte d'informazioni sui temi in oggetto, riconoscendo quindi il valore di un lavoro prezioso - per quanto ancora frammentario - e suggerendo che l'ambito universitario possa a sua volta muoversi efficacemente come sorgente d'apprendimento altamente qualificata. L'eccezione alla generale scarsa conoscenza sull'Agenda 2030 riguarda infatti quella quota di studenti che confermano di aver partecipato ad attività specifiche di formazione nel corso degli anni di scuola superiore. Mentre l'acquisizione di competenze legate allo sviluppo sostenibile risultava delegata all'auto apprendimento o alla formazione post laurea.

"Il contributo delle Università è essenziale e specifico: mettere i giovani nelle condizioni di applicare i valori e le competenze in tema di sostenibilita nei diversi ambiti lavorativi e professionali - dice Laura Brunelli, medico specialista in Medicina preventiva, che ha partecipato alla ricerca - Lo studente deve poter imparare come il suo lavoro futuro possa essere a sostegno della sosteniblità".

Lo studio "Sustainable development goals e Agenda 2030: un'indagine su consapevolezza, conoscenza e atteggiamenti degli studenti universitari" è stato coordinato da un gruppo di ricerca del Dipartimento di Area medica dell'Università di Udine, composto, oltre che da Laura Brunelli, da Cecilia Smaniotto, Edoardo Ruscio e Claudio Battistella, e supervisionato da Silvio Brusaferro, e ha coinvolto 1676 studenti in 10 Atenei (Brescia, Catania, Foggia, Milano Statale, Roma La Sapienza, Torino, Milano San Raffaele, Udine e Verona) 1.676 studenti.

Se pochissime matricole sanno cosa siano gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, una quota decisamente significativa è invece a conoscenza di concetti e tematiche legati all'effetto serra: l' 85.9 per cento.Un risultato che si spiega con la maggiore copertura mediatica riguardo al tema specifico: dopo lo studio scolastico rappresenta, indicata come la principale fonte di acquisizione delle conoscenze dichiarate, sono la televisione e internet/social network le principali fonti di informazioni sui temi della sostenibilità indicate dai ragazzi. "L'indagine - prosegue Brunelli -è stata svolta prima della pandemia. Oggi sicuramente darebbe risultati diversi, non tanto nel merito delle specifiche conoscenze sui temi della sostenibilità, ma sull'atteggiamento complessivo verso le tematiche e sulla consapevolezza della loro importanza. La pandemia ci ha posto dinanzi la necessità di comprendere che viviamo in un unico Pianeta strettamente interconnesso. Sicuramente i media hanno svolto e svolgono un ruolo importante per sensibilizzare i cittadini su questi valori. L'Università, come dicevo, ha il ruolo di formare chi deve tradurre questi valori nel lavoro del futuro, anche prossimo e immediato. Per questo l'attenzione a questi temi nei programmi di formazione universitaria attraverso l'implementazione di iniziative strutturate appare un elemento meritevole di considerazione"

E in questa prospettiva si inserisce allora la scelta dell'Università di Udine di arricchire l'offerta formativa con il "Corso base sullo Sviluppo sostenibile". Il corso, interdisciplinare e interdipartimentale, è centrato proprio sugli Obiettivi dell'Agenda Onu 2030. È a disposizione online e on demand per studentesse, studenti e personale tecnico amministrativo dell'ateneo. Le iscrizioni, esclusivamente online, sono aperte fino al 31 maggio. (Ulteriori informazioni sul corso all'indirizzo https://www.uniud.it/it/didattica/corsi-studenti-iscritti/xl/corsi-in-programma/attivita-formative-trasversali/sviluppo-sostenibile ) (nella foto: Laura Brunelli del Dipartimento di Area medica dell'Università di Udine)