Agenda Digitale, ecco le novità per la digitalizzazione del Paese

Agenda digitale, da oggi è legge. E'stato approvato ieri alla Camera il decreto Sviluppo, all'interno del quale sono previsre le misure relative alla digitalizzazione del Paese e alle startup.

Dopo mesi di discussioni - l'Agenda digitale è nel programma di governo dallo scorso febbraio - e un non facile iter parlamentare, il decreto fortemente voluto dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera ha ottenuto il via libera definitivo con il secondo voto di fiducia, dopo le burrascose vicende avvenute in Senato la scorsa settimana con l'astensione del Pdl durante la votazione. Un grande passo in avanti nel mondo della Rete e per il mondo delle imprese, "significativo per la crescita sostenibile del Governo", come lo ha definito lo stesso Passera.

Rispetto al testo originale, la legge sull'Agenda digitale è molto più snella e semplificata: i tempi stretti della Camera hanno infatti imposto una votazione rapida senza considerare i numerosi emendamenti presentati durante l'iter al Senato. Manca infatti la parte relativa all'editoria scolastica digitale, che fa slittare l'adozione obbligatoria dei libri di testo in versione digitale a partire dal 2014/2015. Respinto anche l'accordo fra la Rai e il ministero dello Sviluppo sulla promozione dell'alfabetizzazione informatica, l'apertura del registro delle caselle di posta elettronica certificata ai cittadini e le agevolazioni per chi investe nelle reti di nuova generazione. Fuori dal testo anche la parte relativa al commercio elettronico e alle città intelligenti.

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Le novità approvate invece sono le seguenti: via libera, intanto, al documento digitale unificato, con un unico tesserino elettronico che contenga carta d'identità e tessera sanitaria. Stessa cosa per il biglietto del bus elettronico - che potrà essere inoltre pagato con il credito telefonico dei propri smartphone - e la prescrizione medica elettronica, oltre alla creazione di fascicoli sanitari e cartelle cliniche digitali.
Stanziati inoltre, per il 2013, 150 milioni di euro per colmare il digital divide, attraverso un piano nazionale banda larga e per portare internet veloce su tutto il territorio nazionale.
Il problema del divario digitale è fondamentale da risolvere in un Paese vessato da ritardi strutturali che la rendono il fanalino di coda dei dei Paesi europei in tema di alfabetizzazione digitale: dati Eurostat, infatti, dimostrano che solo il 62% delle abitazioni italiane ha un accesso ad internet (contro l'83 della Germania, l'84 della Gran Bretagna e il 76 della Francia) e che quattro famiglie su dieci ancora non possono fisicamente attivare una rete ADSL fissa.

Spetta ora al prossimo esecutivo mettere in atto il testo approvato. Alessandro Fusacchia, consigliere del ministro Passera e coordinatore della task force sulle Startup, è ottimista: "Lasciamo un'eredità che ha una valenza soprattutto culturale. È un testo sicuramente non perfetto e che si potrà migliorare, ma abbiamo messo le fondamenta e da adesso non si discuterà più solo di idee. È un tema che ormai sta a cuore a tutti e chi verrà dopo avrà tutto l'interesse a fare le cose bene e a farle in fretta".