Italia markets close in 4 hours 34 minutes
  • FTSE MIB

    26.901,34
    +95,15 (+0,35%)
     
  • Dow Jones

    35.490,69
    -266,19 (-0,74%)
     
  • Nasdaq

    15.235,84
    +0,12 (+0,00%)
     
  • Nikkei 225

    28.820,09
    -278,15 (-0,96%)
     
  • Petrolio

    81,07
    -1,59 (-1,92%)
     
  • BTC-EUR

    52.544,72
    +1.332,51 (+2,60%)
     
  • CMC Crypto 200

    1.468,35
    -5,98 (-0,41%)
     
  • Oro

    1.800,00
    +1,20 (+0,07%)
     
  • EUR/USD

    1,1610
    +0,0004 (+0,03%)
     
  • S&P 500

    4.551,68
    -23,11 (-0,51%)
     
  • HANG SENG

    25.555,73
    -73,01 (-0,28%)
     
  • Euro Stoxx 50

    4.228,92
    +8,04 (+0,19%)
     
  • EUR/GBP

    0,8437
    -0,0005 (-0,05%)
     
  • EUR/CHF

    1,0658
    +0,0010 (+0,09%)
     
  • EUR/CAD

    1,4345
    +0,0004 (+0,03%)
     

Agricoltura, Alleanza coop: "allarme per pere crolla raccolto a -80%, danni di 800 mln"

·2 minuto per la lettura

Una crisi senza precedenti ha colpito le pere italiane. Manca all’appello il 70% del raccolto che arriva al -80% nel caso delle varietà Abate. Cimice asiatica, maculatura bruna del pero e le gelate primaverili che da due anni hanno flagellato la frutticoltura, sono i nemici giurati della pera italiana. Il danno economico su questa filiera, fra diretto sulla produzione e indotto si attesta fra i 700 e gli 800 milioni di euro, oltre al grave impatto in termini di giornate lavorative perse per i lavoratori stagionali.

Una vera e propria débâcle per i coltivatori dell’Emilia Romagna - dove si concentra la produzione - che sono allo stremo e lanciano un appello alle istituzioni a fare presto ad intervenire dopo la dichiarazione dello stato di calamità naturale per le gelate. "I tempi della politica sono troppo lunghi e invece sono determinanti per il salvataggio di questa filiera" afferma Davide Vernocchi, presidente Apo Conerpo e coordinatore settore ortofrutticolo Alleanza Cooperative Agroalimentari, che rappresenta oltre 900 cooperative per un fatturato che sfiora i 9 miliardi di euro. Tra l’altro, gli agricoltori non sanno ancora l’entità degli interventi.

"A questo si somma il fatto che ad oggi la ricerca non è riuscita a dare una soluzione contro avversità come la cimice asiatica e la maculatura bruna" lamenta Vernocchi spiegando che la cimice asiatica rappresenta ancora oggi "un grande flagello che ci portiamo da dieci anni e nonostante l’antagonista naturale, la vespa samurai, sia stata ‘lanciata’ sui frutteti già da due anni, non si è raggiunto ancora un equilibrio necessario a garantire livelli di coltivazione accettabili". Per non parlare della maculatura bruna, un fungo infestante che è sempre più virulento a causa delle elevate temperature estive.

"Nel 2019 l'invasione di cimice asiatica aveva causato centinaia di milioni di euro di danni alla produzione e all'indotto: pensavamo e speravamo fosse un annus horribilis ma così non è stato" aggiunge Vernocchi. "Intanto, stiamo assistendo a importanti estirpazioni di frutteti, è una filiera fortemente a rischio".

Nel pieno della stagione delle pere dunque, che arriva fino alla prossima primavera, si sta verificando "un’importazione consistente di pere dalla Spagna, dal Portogallo, in particolare della pera Rocha e dai Paesi Bassi della pera Conference, in primavera arriveranno anche le pere dal Cile e dal Sudafrica" sia per la mancanza di prodotto e, di conseguenza, anche per i prezzi delle pere italiane arrivati alle stelle sui mercati all’ingrosso (con aumenti dal 72% al 28% secondo le varietà). E dire che la pera made in Italy da sola copre il 30% della produzione europea ed è il quarto prodotto ortofrutticolo più esportato all'estero in assoluto per il sistema Italia.

(di Cristina Armeni)

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli