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Agricoltura: più polizze tra le aziende bio, soprattutto al Nord

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Image from askanews web site
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Roma, 3 nov. (askanews) - Il biologico spinge le polizze assicurative contro gli eventi atmosferici in agricoltura. Aumenta quindi, nel contesto dell'agricoltura biologica, il peso delle aziende assicurate, che nel 2019 sfiora l'8% del totale per numero e oltrepassa il 4% per superfici coinvolte. E, per valori assicurati, il Sud cresce più del Nord. Le regioni che assicurano di più sono infatti il Veneto, l'Emilia-Romagna, il Trentino Alto Adige e la Lombardia, mentre la Puglia è la più assicurata tra le regioni del Sud. Ad essere assicurati di più sono gli ortaggi biologici, mentre sono più contenuti gli aumenti per uva da vino, frutta e cereali. Sono alcuni dei dati contenuti nel "Rapporto sulla gestione del rischio nell'agricoltura biologica 2021", realizzato da Ismea.

Nel periodo 2017-2019, il numero di aziende biologiche in Italia è aumentato a un tasso medio annuo del 2%, contro un ben più significativo 35% riscontrato, nello stesso arco temporale, per le aziende bio dotate di polizze agevolate. Un'evidenza analoga, spiega il rapporto Ismea, la si osserva analizzando l'andamento delle superfici biologiche, cresciute nel complesso del 3,5%, contro il 29% riscontrato nel sottoinsieme delle estensioni assicurate.

Rispetto all'intera platea delle aziende biologiche, quelle che si assicurano con polizze agevolate rappresentano il 7,9%, mentre la stessa quota arriva al 10,7% per l'intero sistema agricolo, comprensivo degli allevamenti. Inoltre, in termini di superfici, le estensioni bio assicurate, rispetto alla SAU (superficie agricola utilizzata) biologica complessiva, rappresentano il 4,2%, contro l'8,9% dato dal rapporto tra la SAU assicurata nel complesso e l'intera SAU nazionale. Questa percentuale sale di molto nel caso di alcune regioni a maggiore incidenza assicurativa come la Lombardia, dove si sfiora il 25%, il Veneto e il Piemonte, entrambe con il 15% circa di SAU biologica coperta da polizze. Al contrario molte regioni del Sud, al pari di quanto emerso nel 2018, presentano quote inferiori alla media nazionale e in diverse di queste l'incidenza non raggiunge neanche il 2%.

Significativo è il caso della Puglia che, pur essendo la settima regione in Italia per valori assicurati nel bio, presenta polizze solo sul 2,1% della SAU biologica regionale. La Sicilia assicura appena lo 0,6% della sua superficie biologica, mentre nel Centro Italia si va dal 2% del Lazio al 5,3% della Toscana. Dall'analisi dei dati si evince inoltre come, nelle regioni in cui il bio assume un maggiore rilievo, in particolare in Sicilia e Puglia, con le SAU biologiche più elevate a livello nazionale, lo strumento assicurativo risulti molto meno diffuso, a conferma di una minore cultura della prevenzione nelle regioni del Mezzogiorno e di una generale disaffezione verso le polizze contro i rischi meteo-climatici.

Per valori assicurati, il Sud Italia è la macroripartizione geografica che ha fatto registrare il tasso di crescita più sostenuto, nel contesto del biologico, più che doppio rispetto al dato nazionale. Nel 2018, invece, erano apparse più dinamiche le aree del Centro e del Nord Italia. I nuovi assetti attribuiscono al Mezzogiorno una quota, sempre in relazione ai valori assicurati, pari al 16,2%, contro il 13,1% del 2018. Un'incidenza analoga a quella delle regioni centrali, ma ancora distante dal 67,4% del Nord, seppure in calo di 2 punti percentuali su base annua.

In relazione alle tariffe, nel circuito delle polizze agevolate bio le più basse si registrano al Centro, mentre le più elevate ricadono nel gruppo delle regioni del Settentrione. Al Centro-Nord, dopo una sostanziale tenuta nel 2017, il costo assicurativo ha registrato una crescita nel 2018 e nel 2019, mentre nel Mezzogiorno a un rincaro delle tariffe riscontrato nel 2017 ha corrisposto una sostanziale stabilità nei due anni successivi. Per quanto attiene ai premi assicurativi, i dati del 2019 mostrano dinamiche più sostenute nel Centro e soprattutto nel Mezzogiorno, con le quote che riflettono grosso modo quelle dei valori assicurati.

Nei quattro anni considerati in questa analisi, i premi sono aumentati del 200% circa a livello nazionale, con punte del 269% nelle regioni del Sud Italia, che nello stesso periodo, registrano anche la maggiore crescita in termini di quote di mercato (+2,5 punti percentuali). Di pari passo con quanto si riscontra per l'intero mercato assicurativo agevolato, la distribuzione dei valori assicurati per regione vede prevalere nel bio il Veneto, l'Emilia-Romagna, il Trentino Alto Adige e la Lombardia, al pari di quanto osservato nel 2018. La Toscana mantiene il primato nel Centro Italia e figura al quinto posto della graduatoria nazionale, mentre la Puglia si conferma la più assicurata tra le regioni del Sud, in settima posizione nel ranking generale.

Da rilevare che le prime sei regioni (tutte del Nord ad eccezione della Toscana) coprono quasi tre quarti del valore del mercato assicurativo bio, quota leggermente più bassa rispetto a quanto rilevato nel 2018. Tra le regioni di vertice, i tassi di crescita nel 2019 risultano superiori alla media nazionale soltanto nel caso del Trentino-Alto Adige e della Puglia. L'incremento del Veneto è sostanzialmente in linea con quello nazionale, mentre risultano comunque significativi e intorno al 20% i tassi di crescita di Emilia-Romagna e Lombardia. L'unica riduzione, comunque contenuta (-1% circa) si registra nel 2019 in Toscana.

Tra i comparti guida, nel 2019 gli ortaggi registrano l'incremento maggiore (+31,5%), con una crescita nettamente superiore alla media nazionale, mentre risultano più contenuti gli aumenti per uva da vino (+23,8%), frutta (+22,4%) e cereali (+17,6%), Scendendo nel dettaglio dei singoli prodotti bio assicurati, anche in questo caso si osserva una concentrazione dei valori assicurati su poche coltivazioni, in analogia con quanto di fatto riscontrato nel mercato assicurativo agricolo in generale. Tuttavia, nel biologico il fenomeno è ancora più accentuato, con le prime dieci produzioni che coprono quasi l'85% del valore complessivo, contro il 76% dell'intero mercato assicurativo.

Tra le prime produzioni bio si segnala l'incremento considerevole, nel 2019, per l'actinidia, oltre a quello del mais e del pomodoro da industria. Forti aumenti, anche se inferiori alla media nazionale, emergono anche per le mele, mentre più in basso nella classifica spicca il più 51,6% del frumento duro. Segnano al contrario una flessione i valori assicurati nei comparti delle pere, del frumento tenero e della soia.

A livello di singole produzioni emerge al Sud una forte crescita dei valori assicurati per il pomodoro da industria e le olive da olio, con andamenti altrettanto sostenuti per frumento duro, actinidia e albicocche. Buone le performance anche delle pesche e, più indietro nella graduatoria, quelle di mandorle e mandarance.

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