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Agroalimentari, Granaio delle idee nel 2020 fa boom:fatturato +54%

Red
·3 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 8 feb. (askanews) - Boom di fatturato nel 2020 per Il Granaio delle Idee, il gruppo fondato nel 1998 a Maserà (PD) da Federico Allamprese e specializzato nella realizzazione, anche tailor made e bio, di semilavorati all'avanguardia, clean label e 100% made in Italy per il settore della panificazione e della pasticceria, pensati sia per le realtà industriali che artigianali.

Nell'anno della pandemia l'azienda padovana ha visto fatturato e vendite in crescita del 54% rispetto al 2019, ma anche l'apertura di nuove piazze estere come Medio Oriente, Nord Africa e Sudamerica. Il fatturato complessivo raggiunge così quota 10 milioni di euro (rispetto ai 6,5 del 2019), grazie anche a una spinta senza precedenti sull'R&D (15% la quota di fatturato reinvestita).

"La continua ricerca per produrre ingredienti più sani è da sempre l'idea chiave della nostra azienda e finalmente il mercato ci dà ragione - spiega Federico Allamprese - I dati rilevati dalle associazioni di settore negli scorsi mesi fotografano un consumatore italiano sempre più orientato verso alimenti funzionali e genuini, ma anche meno elaborati, con un'attenzione crescente all'etichetta dei prodotti. Per noi è solo l'inizio - aggiunge - e siamo determinati a spingere questo cambiamento anche su scala internazionale, puntando su un'innovazione dei processi produttivi in grado di diminuire la chimica e innalzare sempre di più la qualità degli alimenti".

È proprio l'idea di sostituire gli emulsionanti chimici con l'attività naturale di enzimi di origine fungina e batterica alla base del successo de Il Granaio delle Idee, con risultati importanti anche in termini di durata della shelf life dei prodotti. Una piccola rivoluzione di cui si sono accorte grandi realtà industriali come il colosso nordamericano Walmart (conquistato in Canada in partnership con Coop Italian Food) e il leader brasiliano del pane in cassetta Bauducco Group, ma anche oltre mille artigiani in tutta Italia, tra panettieri, chef e maestri pasticceri, da Iginio Massari a Luigi Biasetto.

Sul fronte internazionale, ai mercati già consolidati (Francia e Germania in primis) si aggiungono oggi nuove frontiere come l'America Latina, ma anche il Medio Oriente e il Nord Africa grazie alla partnership strategica con Transmed, il più importante distributore nella filiera.

La pandemia ha cambiato molto le abitudini alimentari degli italiani ed è proprio il pane, fresco e artigianale, ma anche italiano, sostenibile, salutistico, uno degli alimenti più ricercati dai consumatori. Secondo È il pane ricercato dagli italiani secondo una ricerca di Aibi (Associazione italiana bakery ingredients) e Cerved, che negli scorsi mesi hanno rilevato come l'85% dei consumatori nostrani acquisti pane fresco ogni giorno, per un consumo pro capite quotidiano che su scala nazionale raggiunge i 75 grammi e una produzione che solo per quello artigianale arriva a 1,5 milioni di tonnellate circa all'anno.

In crescita soprattutto il pane a valore aggiunto o 'funzionale', mentre si conferma la richiesta di pani a base di grani antichi. Tra i trend spinti dalla pandemia c'è inoltre l'acquisto di prossimità, che ha premiato i piccoli forni anche grazie all'attivazione di delivery e alla presenza sui social.