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Aifa, '3mila prodotti carenti, 500 in più da giugno 2021'

(Adnkronos) - "Il numero di carenze" di farmaci "sta aumentando: tra il giugno 2021 e oggi, le Aic (Autorizzazioni all'immissione in commercio) nella lista dei farmaci carenti, che l'Agenzia italiana del farmaco pubblica in trasparenza nel suo sito, sono passate da circa 2.500 a quasi 3.000, con una deriva regolare. Va però sottolineato che invece l'elenco dei farmaci carenti 'critici' - quelli per i quali, in assenza di analoghi, Aifa autorizza l'importazione - è rimasto sostanzialmente invariato: la percentuale di 'critici' tra i farmaci carenti è scesa dall'11% al 9,5%". A tracciare il quadro all'Adnkronos Salute è Domenico Di Giorgio, dirigente dell'Area Ispezioni e Certificazioni dell'Agenzia italiana del farmaco Aifa.

L'esperto spiega che dietro le carenze di farmaci c'è un mondo complesso ed eterogeneo. Le cause che portano una spia rossa ad accendersi sono diverse, come diverso è l'impatto delle carenze, a seconda anche del tipo di farmaco interessato dal problema e della presenza sul mercato di analoghi o meno. Approfondendo la crescita osservata nell'ultimo periodo, Di Giorgio spiega che, rimanendo stabili i casi 'critici', "questo significa che l'incremento delle carenze riguarda soprattutto aspetti 'commerciali', ovvero prodotti, anche di recente autorizzazione, che magari interrompono la commercializzazione per valutazioni economiche, dovendo competere in un mercato dove sono presenti molti equivalenti". A pesare, analizza Di Giorgio, sono in particolare i costi più alti.

Si pensi a quei prodotti - farmaci che magari scompaiono dal mercato senza troppo rumore - che si trovano sulla soglia della remuneratività. "Una soglia che si è alzata" con l'aumento dei costi, fra crisi energetica, boom dei prezzi del carburante, guerra in Ucraina e difficoltà nel reperire certi materiali. Qui non entra il discorso della salute pubblica, ma, osserva l'esperto, "è un fenomeno reale il fatto che l'aumento dei costi impatta anche sulla farmaceutica e quindi statisticamente capiteranno più casi. E fra questi potrebbe capitare che a soccombere sia anche un farmaco su cui invece c'erano speranze, che serviva". Per limitare l'impatto degli extracosti la discussione con le associazioni di categoria e con i produttori è partito già da diversi mesi. "In generale - sottolinea Di Giorgio - noi agiamo anche quando vediamo nubi all'orizzonte. Non lasciamo segnali disattesi. L'aumento dei costi c'è e dobbiamo evitare che in prospettiva possa andare in carenza anche qualche farmaco" in una posizione più cruciale.

Si guarda a ogni aspetto, "per esempio ci sono stati già interventi per dare fiato al sistema sul fronte packaging. Arrivare ad avere una carenza perché in questo momento è difficile avere per tempi certi materiali di confezionamento sarebbe un errore - ragiona il dirigente Aifa - In questo l'autorità regolatoria può applicare delle flessibilità per andare incontro al rischio di carenza e lo facciamo. Non c'è una singola risposta o una singola soluzione, ma una visione ampia su un fenomeno complesso legato anche a una catena distributiva che è molto spezzettata. E proprio dai distributori sono arrivati allarmi" sugli extracosti in queste settimane. Tornando alle carenze, "in questo quadro - rimarca infine Di Giorgio - va pure sottolineato che le importazioni che l'ufficio autorizza riguardano una minoranza di farmaci, tra i circa 250 'critici' per i quali sarebbe possibile ricorrere al farmaco estero: i 20-30 prodotti su cui si concentra l'importazione rappresentano gli ambiti dove le carenze potrebbero avere un impatto più significativo sull'accesso alle terapie, e per i quali Aifa e la rete costruita sono attivi".