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AIP: dopo pandemia riportare anziani a vita attiva. Rischio depressione

Image from askanews web site
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Roma, 21 mag. (askanews) - Dopo due anni di chiusure, gli ultimi mesi hanno visto una completa riapertura delle attività lavorative, scolastiche, sociali. Un processo che ha permesso alla popolazione di riprendere le normali attività, ma che spesso ha tenuto ai margini la popolazione anziana, caratterizzata da meno stimoli in tal senso e maggiormente preoccupata dai possibili effetti di un possibile contagio. Eppure, le conseguenze di un isolamento prolungato rischiano di provocare effetti particolarmente nocivi a livello psicologico. E' il messaggio lanciato da Marco Trabucchi, Presidente dell'Associazione Italiana Psicogeriatria - AIP alla vigilia del 22° Congresso che si tiene a Firenze dal 23 al 25 maggio.

"In questa fase ritengo centrale per la popolazione anziana riprendere a vivere completamente la propria socialità - sottolinea Trabucchi - se ci appiattiamo sulla pandemia non ne verremo mai fuori: a ottobre molto probabilmente si verificherà una recrudescenza del Covid-19. Siamo destinati a convivere col il SARS-CoV-2 e dobbiamo capire come farlo senza danneggiare gli anziani. Serve una scelta strategica. Anzitutto, si deve tenere conto del ruolo delle vaccinazioni: chi ha completato il ciclo è protetto dagli esiti più gravi della malattia. È opportuno che ai molto anziani (gli over 75) e i pazienti fragili (coloro che abbiano una forte patologia di accompagnamento) venga somministrata anche la quarta dose, che sicuramente non provoca danni e offre una maggiore protezione. Usando poi le mascherine nei contesti di potenziale rischio, bisogna riprendere la vita sociale, eliminare le barriere, creare momenti di incontro. Il rischio più grande adesso è che si alimenti la solitudine, quindi il disagio psichico e la depressione, una patologia che già affligge decine di migliaia di anziani oltre a un sommerso difficile da diagnosticare".

Se ne parlerà al 22° Congresso Nazionale dell'Associazione Italiana Psicogeriatria - AIP, che si apre lunedì 23 maggio al Palazzo degli Affari a Firenze con oltre 800 specialisti presenti. Il Congresso, intitolato "Dopo la pandemia: la sfida per una medicina a misura della terza età" pone al centro la condizione psicologica dell'anziano all'indomani della fase acuta della pandemia. Ma non manca di affrontare quelle che sono le cronicità che affliggono la popolazione over 65 in Italia, secondo Paese al mondo più anziano dopo il Giappone. Come riportano i dati ISTAT, infatti, l'età media della popolazione italiana transita, tra l'inizio del 2021 e l'inizio del 2022, da 45,9 a 46,2 anni: la struttura della popolazione prosegue il suo progressivo scivolamento verso le età senili, anche in una fase storica come quella corrente, caratterizzata dal Covid-19 con le sue pesanti ricadute letali per la sopravvivenza della popolazione anziana.

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