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Airbnb sigla accordo con Anci, raccoglierà imposta soggiorno in tutta Italia

·4 minuto per la lettura

A partire dal 2022, Airbnb attiverà la raccolta digitale dell’imposta di soggiorno in tutta Italia, occupandosi direttamente del versamento per gli affitti brevi per gli host e i comuni che ne faranno richiesta. A tale scopo, Airbnb e Ancicomunicare hanno siglato una collaborazione per raggiungere e informare gli oltre 1.100 enti locali (tra comuni, unioni di comuni e province autonome) che hanno finora istituito l’imposta. Lo ha annunciato oggi Chris Lehane, Senior Vice President of Global Policy and Communications di Airbnb, in occasione dell’Assemblea annuale di Anci in corso a Parma.

Lanciata in esclusiva per l’Italia, la funzionalità è una delle oltre 50 novità incluse nella Airbnb Winter Release, l’ultimo aggiornamento della piattaforma, insieme alla polizza assicurativa AirCover, un innovativo motore di traduzione e un miglioramento dei filtri di accessibilità. Per favorire e semplificare la ripresa del turismo, i vertici della società hanno inoltre presentato un ‘patto’ per il turismo sostenibile e responsabile, che anticipa la pubblicazione solamente di annunci provvisti di codice identificativo, e la condivisione dei dati degli host alle autorità a fini amministrativi e fiscali.

L’imposta di soggiorno In Italia ci sono oltre 1.100 enti che hanno istituito l’imposta di soggiorno. Il numero è esploso di recente, per un riversato che nel 2019 è stato di 604 milioni di euro, di cui 298 nelle prime 10 destinazioni turistiche e 117 nella sola Roma (elaborazione Fondazione Ifel Anci per la Finanza Locale su dati Siope e Bdap). Ma in base alla legge, quelli che ne avrebbero la facoltà sono quasi 6.000. Unica piattaforma a farlo, Airbnb negli ultimi anni ha attivato protocolli di intesa con 24 fra le principali destinazioni italiane - tra cui Roma, Firenze, Milano, Torino, Napoli e Palermo, semplificando riscossione per milioni di arrivi e un riversato nel 2019 di oltre 22 milioni di euro. In Italia, nel terzo trimestre 2019, 4 città (Roma, Venezia, Milano e Firenze) avevano rappresentato il 26% dei viaggi su Airbnb. Nello stesso trimestre del 2021, però, il ‘peso’ delle stesse città è sceso al 17%.

“Con la dispersione dei flussi turistici post pandemia, e l’aumento del numero degli enti, era chiaro che diventava necessario trovare un’altra soluzione”, ha spiegato Lehane. “Questo strumento è pensato per ovviare all’enorme problema burocratico di dover stipulare convenzioni con ogni singolo comune. La pandemia ha portato a una rivoluzione del turismo, che ora è più disperso, con maggiori opportunità economiche per le comunità locali. Siamo impegnati a rendere più semplice e sostenibile per le amministrazioni, gli host e gli ospiti questa opportunità. Ad oggi abbiamo riversato complessivamente nel mondo oltre 4 miliardi di dollari di imposte locali, ma l’espansione che stiamo lanciando in Italia è senza precedenti”.

A partire dal 1 marzo 2022 Airbnb metterà a disposizione di tutti gli host, dei Comuni ed Enti italiani che hanno istituito l’imposta di soggiorno, la riscossione al momento della prenotazione, attraverso l’uso di strumenti di pagamento digitali. Per gli affitti brevi, inoltre, Airbnb si occuperà anche del riversamento direttamente ai Comuni o Enti che aderiranno al programma. Per rendere possibile il riversamento, è necessario che il Comune o l’Ente si registrino ad un portale dedicato. Ancicomunicare e Airbnb saranno impegnate nei prossimi mesi in una campagna di presentazione del portale di registrazione. I comuni interessati possono contattare Ancicomunicare all’indirizzo assistenza.comunicare@anci.it.

La semplificazione e digitalizzazione dell’imposta di soggiorno è la prima iniziativa di un vero e proprio ‘patto’ per il turismo sostenibile e responsabile annunciato da Airbnb. Si tratta di una serie di proposte per favorire e accelerare la ripresa del settore che includono: registrazione obbligatoria: pubblicazione sulle piattaforme digitali solamente di annunci provvisti di codice identificativo; data sharing: la condivisione dei dati degli host alle autorità a fini amministrativi e fiscali; promozione turistica: iniziative congiunte con gli enti di promozione turistica per rilanciare l’Italia e i suoi territori come destinazione, facendo leva sui trend del turismo post-pandemia (es. Smart working e soggiorni a lungo termine, nomadi digitali). Fra le collaborazioni già avviate il protocollo con il Comune di Milano per la promozione dei contratti di locazione abitativa ad uso transitorio e con il Comune di Firenze per promuovere le Esperienze locali autentiche; buon vicinato: strumenti digitali per garantire la sicurezza e la tranquillità tanto dei residenti quanto degli ospiti.

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