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Aisa-Federchimica:garanzia benessere animale guida scelte acquisto

Image from askanews web site
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Roma, 2 mag. (askanews) - Sempre più consumatori oggi ritengono la garanzia del benessere degli animali da allevamento un elemento fondamentale nelle scelte di acquisto, oltre che un aspetto da considerare nella definizione della propria dieta. E' quanto emerso dal sondaggio che Aisa - Federchimica, l'associazione nazionale imprese salute animale, ha realizzato, in collaborazione con SWG, per comprendere quali siano oggi le scelte alimentari degli italiani e le loro considerazioni sul binomio allevamenti e benessere animale.

I risultati sono stati presentati oggi nel corso del webinar "Benessere animale, per mangiare e vivere meglio". Quando si parla di dieta gli italiani sembrano non avere dubbi: vince l'equilibrio della dieta mediterranea. Il 57% degli intervistati infatti conferma come un'alimentazione composta in egual misura da alimenti di origine animale e non sia quella più seguita. Alimenti di origine animale che, stando a quanto emerge dal sondaggio, sono tra i preferiti dalla fascia di popolazione tra i 18 e 34 anni (18% del campione) che ne ha dichiarato un consumo fino a 4 volte a settimana, facendo così di carne e latticini la propria principale fonte di alimentazione.

Se quindi i prodotti di origine animale ricoprono un posto importante sulle tavole degli italiani, sono interessanti i driver di scelta nel momento dell'acquisto che emergono dal sondaggio. Oltre 6 italiani su 10 dichiarano di controllare quanto viene riportato in etichetta dal produttore e di acquistare anche secondo le modalità con cui l'animale è stato allevato. Un'attenzione che si fa particolarmente puntuale tra chi afferma di consumare prodotti di origine animale poco o per nulla (70%). Sono quindi gli italiani che seguono una dieta particolarmente povera di carne e latticini a fare più attenzione al fatto che il prodotto da acquistare provenga da un animale allevato a terra o all'aperto.

Non manca il driver del prezzo: a farla da padrone è la qualità, meno di 3 italiani su 10 infatti sono guidati all'acquisto dal prezzo più basso, scegliendo sempre o spesso il prodotto col costo inferiore. Qualità che viene ricercata da ben il 71% del campione che si sincera sempre che il prodotto sia 100% Made in Italy, un'eccellenza che tutto il mondo riconosce al nostro Paese (ne è convinto l'85% dei rispondenti) ma che, ne sono sicuri 9 italiani su 10, non è sufficientemente tutelata dalle istituzioni che dovrebbero fare di più per preservarla da imitazioni di bassa qualità (83%).

"Con l'aggravarsi della crisi economica - ha detto Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia - c'è un allarmante aumento della disuguaglianza alimentare, un fenomeno da contrastare. L'accesso ad alimenti di qualità e sicuri frutto di allevamenti che garantiscono il benessere animale, deve poter essere garantito a tutti. Per questo è importante utilizzare strumenti come la Pac ed il Pnnr per accompagnare i produttori in questo percorso di evoluzione, per garantire standard sempre più elevati e far sì che i costi non ricadano interamente sul consumatore finale".

Che cosa è possibile fare quindi per tutelare maggiormente il benessere animale? Diminuire gli antibiotici è così per il 55% del campione che dichiara una dieta equilibrata, diminuire il numero di animali presenti nel singolo allevamento (42%) e aumentare il monitoraggio della salute psicofisica dell'animale (38%). Nessuna esitazione quando la domanda viene rivolta direttamente al consumatore che si dichiara pronto a pagare un prezzo più alto; il 67% degli italiani non ha dubbi, sì a un prezzo maggiore se sull'etichetta è presente una certificazione relativa alla tutela del benessere in allevamento. Meno semplice cambiare dieta: è d'accordo e pronto a diminuire il consumo di prodotti di origine animale chi già ne consuma poco o per nulla (85%), in confronto a chi invece ne fa l'elemento principale della propria dieta, in questo caso la percentuale crolla al 44%.

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