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Al G20 di Roma l’intesa Usa-Ue che rottama i dazi di Trump

·6 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 31 ott. (askanews) - Stati Uniti e Unione europea fianco a fianco, per la prima volta a un G20, con una conferenza stampa congiunta che ha sancito il ritorno a un percorso negoziale "di pace" sugli scambi commerciali, dopo anni di dispute combattute a colpi di sanzioni e rappresaglie. Il tutto è andato in scena al vertice di Roma, con protagonisti il presidente Usa Joe Biden e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen che si sono presentati, assieme e sorridenti, davanti alle telecamere convocate alla Nuvola.

Lo "show" ha rispettato una sorta di coreografia formale, che prevedeva prima l'annuncio del ritiro dei dazi da parte di Biden e successivamente la risposta di Von der Leyen, con la parallela sospensione delle rappresaglie.

Una decisione che per Washington significa rottamare un altro retaggio dell'era Trump, che negli anni scorsi aveva assestato pesanti colpi al multilateralismo con il suo tipico schema negoziale (che pure era risultato spesso efficace contro molti pronostici): imporre aggressivamente dazi, anche pesanti, sui beni importati dall'Ue, e ancor più su quelli dalla Cina. E poi, dopo aver assestato il colpo, avviare trattative (vere o fittizie) su un terreno che ormai era già conflittuale.

Quanto è lontana l'immagine dei due policy maker sorridenti, che si stringono la mano, da quella celebre di Trump e Merkel che, braccia incrociate, si guadano a muso duro durante un G7 del 2018.

Ma il messaggio lanciato dall'inquilino della Casa Bianca sembra spingersi oltre il semplice ritorno al multilateralismo. Quando Biden dice che "solo le democrazie possono trovare soluzioni valide" alle sfide globali, sembra rivolgersi (con una frecciata) al grande assente del vertice di Roma, il presidente cinese Xi Jinping.

"Usa e Unione Europea negli ultimi nove mesi si sono riuniti per affrontare sfide importanti, cercando le cose che ci uniscono", ha detto.

E dopo che Joe ha fatto la sua parte è toccato a Ursula. "Grazie presidente Biden per il suo annuncio - ha detto -. E sono lieta di annunciare che anche la Commissione europea proporrà di sospendere i dazi che avevamo introdotto" in risposta alle misure Usa, sollevando il caso di fronte all'Organizzazione mondiale del commercio.

I dazi in questione risalivano a metà 2018 e prevedevano una imposizione del 25% sull'acciaio di produzione europea e del 10% sull'alluminio, adducendo problemi di sicurezza nazionale. La mossa era stata contestata ovviamente dall'Ue, che dopo una serie di tentativi, infruttuosi, di dirimere amichevolmente la disputa, aveva fatto ricorso al Wto e adottato misure di rappresaglia multimiliardarie sulle esportazioni Usa.

Una parte di queste rappresaglie, tuttavia, era stata sospesa come gesto di buona volontà nei confronti della nuova amministrazione Usa.

L'accordo rappresenta un chiaro gesto distensivo tra i due giganti economici, dopo che il catastrofico ritiro Usa dall'Afghanistan nelle scorse settimane aveva messo in difficoltà anche i paesi più filoatlantisti dell'Ue. Per non parlare del caso sui sommergibili atomici all'Australia, "ai danni" di una commessa fatta saltare a Parigi che aveva innescato uno scontro diplomatico Usa-Francia (e proprio in occasione di questo G20 di Roma, Biden e il presidente francese, Emmanuel Macron, hanno compiuto un primo passo di riavvicinamento con una bilaterale, dove l'inquilino della Casa Bianca ha riconosciuto che gli Usa sono stati un po' "maldestri").

Al di là dei sorrisi coreografici e della retorica ottimista da vertici internazionali, c'è anche la visione del quadro più pragmatica di colui che supervisiona sui negoziati commerciali per l'Ue (oltre che sui conti pubblici), il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis. L'accordo è un "passo avanti", ha detto, su un percorso che però durerà "anni", dato che bisognerà affrontare ben 232 tra dazi e sanzioni su varie categorie di beni.

Perché anche prima di Trump, Usa e Ue non è che non avessero contenziosi sul commercio. Il confronto, però, era più felpato e condotto in maniera ortodossa.

Che ora ci sia stato un cambio di passo è evidente da altri capitoli visti in questi mesi: a giugno l'intesa per mettere fine al conflitto pluriennale sulle rispettive sovvenzioni a Boeing e Airbus. A settembre il primo incontro del nuovo consiglio congiunto sul commercio e tecnologia.

E secondo l'eurocommissario all'Economia, Paolo Gentiloni, l'intesa è importante non solo per i dazi in sé "ma perché ci si mette insieme anche per rendere le nostre imprese adeguate alla sfida ambientale".

Questo accordo non è propriamente di un risultato del G20 a trazione italiana, il negoziato è stato condotto dalle delegazioni Usa e Ue in altre sedi. Ma è un fatto che le parti abbiano scelto il vertice di Roma per presentare l'intesa e ci tenevano così tanto che gli "sherpa", i tecnici che materialmente portano avanti le discussioni, hanno dovuto lavorare tutta la notte affinché Biden e Von der Leyen potessero presentarsi con l'accordo in tasca.

I risultati sul campo economico e finanziario portati a casa dalla presidenza italiana però sono diversi. A cominciare dalla intesa sulla tassazione internazionale e delle multinazionali, "un risultato straordinario", ha rivendicato il presidente del Consiglio Mario Draghi nella conferenza stampa finale del vertice, dopo che già ieri l'intesa era stata appoggiata dai leader. Ma molti leader hanno riconosciuto la portata storica di questa intesa. Ora si punta a renderla operativa a partire dal 2023.

Poi c'è il via libera alla Task Force congiunta Finanze-Salute su lotta e prevenzione delle pandemie e delle crisi sanitarie internazionali, che era stata preparata dal vertice dei ministri organizzato subito prima, venerdì, di quello dei leader.

E poi c'è questo nuovo impegno a far salire a 100 miliardi di dollari l'anno il supporto delle economie più grandi ai paesi vulnerabili. A cui si aggiunge un mandato al Fondo monetario internazionale a stabilire un nuovo "Trust" su resilienza e sostenibilità che avrà il compito di assicurare finanziamenti di lungo termine per aiutare i paesi a basso reddito, in particolare quelli africani, a ridurre gli squilibri sulle bilance dei pagamenti, a intervenire a loro volta sul cambiamento climatico e sui rischi sanitari legati alle pandemie.

Guardando alla congiuntura, i leader del G20 rilevano come la ripresa globale sia proseguita "ad un ritmo solido quest'anno, grazie alla diffusione dei vaccini anti Covid e alle continue misure di supporto. Tuttavia - avvertono - la ripresa resta molto divergente tra paesi e soggetta a rischi al ribasso, in particolare per la possibile diffusione di nuove varianti del virus e per la dinamica diseguale di vaccinazioni".

"Restiamo determinati a usare tutti gli strumenti disponibili per tutto il tempo necessario per intervenire sulle conseguenze della pandemia, in particolare su quelli che hanno subito le maggiori ricadute, come giovani, donne e lavoratori a basse qualifiche ". E "Continueremo a sostenere la ripresa, evitando qualunque rimozione prematura delle misure di supporto, preservando al tempo stesso la stabilità finanziaria e la sostenibilità di lungo termine", dicono ancora i leader. (di Roberto Vozzi)

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