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Alanis Morissette ha raccontato gli abusi subiti a 15 anni, dando un messaggio potentissimo

·2 minuto per la lettura

Oggi la cantante canadese Alanis Morrisette ha 47 anni e, per la prima volta, ha deciso di parlare pubblicamente degli abusi subiti quando aveva 15 anni. Lo ha fatto nel documentario sulla sua carriera, Jagged, girato dalla pluripremiata documentarista Alison Klayman per HBO. Nel film, come ha fatto sapere il Washington Post dopo la visione in anteprima, la cantante ha deciso di aprirsi sul suo passato, raccontando di essere stata vittima di abusi da parte di diversi uomini quando aveva 15 anni ed era all'inizio della sua carriera musicale.

Come riporta Insider, il processo di Morrissette per elaborare i fatti è durato diversi anni: "Mi ci sono voluti anni di terapia anche solo per ammettere che c’era stato qualche tipo di vittimizzazione da parte mia. Dicevo sempre che ero consenziente, ma poi mi veniva ricordato ‘ehi, avevi 15 anni, non sei consenziente a 15 anni’". Questa non è la prima volta che Alanis Morrissette racconta delle violenze diffuse nel mondo della musica. Già nel 2020 aveva spiegato al Sunday Times: "Quasi ogni donna nell'industria musicale è stata aggredita, molestata, violentata. È onnipresente, anche più nella musica che nei film. È così normalizzato".

Questa cultura dell'abuso è denunciata da Morrissette in Jagged dove ribadisce che quando una donna denuncia una violenza spesso non viene creduta, ancora di più se tra i fatti e il racconto trascorre diverso tempo. La cantante spiega che, nel suo caso, ha dovuto impiegare molti anni di terapia per capire in prima persona di essere stata una vittima e di aver poi scelto di non denunciare per salvaguardare la sua famiglia: "Il fatto di non aver dato informazioni specifiche sulla mia esperienza da adolescente riguardava quasi esclusivamente il desiderio di proteggere: proteggere i miei genitori, proteggere i miei fratelli, proteggere i futuri partner".

Nel documentario, Morrissette dà poi una risposta definitiva a tutte le persone che non credono alle denunce di abuso: "Molte persone dicono 'perché quella donna ha aspettato 30 anni? E io sono tipo fanculo. [Le donne] non aspettano 30 anni. [Se sono costrette a farlo è perché] nessuno le stava ascoltando o il loro sostentamento è stato minacciato o la loro famiglia è stata minacciata . Tutta la faccenda del 'perché le donne aspettano?' Le donne non aspettano. La nostra cultura non ascolta".

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