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Albania, l'imprenditore: "Tanta paura, ma domani riapriamo"

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"La paura è stata tanta, la scossa è stata molto forte ma per fortuna la situazione a Durazzo non è catastrofica, ci sono stati più danni a Lezha. Purtroppo, sono implosi degli alberghi sulla costa ed è crollata una palazzina con morti e feriti, ma poteva andare peggio. Le persone sono giustamente in strada perché le scosse continuano e si devono fare i controlli alle case, ma ci sono acqua ed elettricità. Le aziende italiane? Noi non abbiamo avuto danni e domani se tutto va bene riapriamo". E' la testimonianza, con Adnkronos/Labitalia, di Carmine Cipro imprenditore italiano con azienda a Durazzo e presidente di Confimi Albania.  

"Io vivo a Tirana - spiega Cipro - e lavoro a Durazzo, che dista una trentina di chilometri. E questa notte, abitando al dodicesimo piano, la scossa si è sentita eccome. Ho un'azienda metalmeccanica a Durazzo, produciamo cilindri e serrature, con circa 300 dipendenti, di cui l'80% donne e questa mattina, quando abbiamo aperto visto che non avevamo riscontrato danni, è arrivata una scossa di assestamento e le mie dipendenti si sono spaventate. E quindi abbiamo deciso di non aprire, ma non perché avevamo subito danni".  

"Anche perché - aggiunge - il nostro stabilimento è stato costruito a regola d'arte e secondo le norme sismiche. L'Albania è un paese povero e questa attenzione spesso, purtroppo, non c'è". A Durazzo, ricorda Cipro, "ci sono tante aziende italiane: non ho parlato con tutti, ma non ho sentito di particolari danni".