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Aldai-Federmanager: puntare su merito e intelligenza collettiva

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Milano, 18 giu. (askanews) - Puntare sul merito e sulle competenze anche di giovani e donne per dare un futuro al Paese. E' tra le parole d'ordine di Bruno Villani, presidente di Aldai-Federmanager, associazione che rappresenta circa oltre 15 mila dirigenti d'impresa della Lombardia e che il 14 giugno si riunita per la tradizionale assemblea annuale. Un appuntamento che ha rappresentato l'occasione per fare un punto aggiornato sullo "stato di salute" del sistema Paese con particolare riferimento al ruolo decisivo che i manager possono giocare in una sfida fondamentale per il futuro.

L'Italia, spiega Villani ad ASKANEWS, un paese sempre meno giovane e poco meritocratico, in particolare sul fronte dell'occupazione femminile. E se questo ragionamento valido a livello generale, lo ancor di pi per il settore dei dirigenti d'azienda. "E' un sistema che considera i ruoli manageriali spesso appannaggio degli uomini", ammette Villani che, al contrario, vuole farsi portavoce di una "nuova cultura di impresa basata sulla managerialit" e perci capace di valorizzare merito e competenze, in particolare di giovani e donne. Perch anche puntando sui giovani manager, "possiamo contribuire a dare un apporto di valore" al Paese. Stesso discorso per quanto riguarda l'occupazione femminile. Non si tratta soltanto di "dare pari opportunit di lavoro e salario" alle donne, ma anche "promuovere misure di welfare in grado di conciliare famiglia e lavoro, previdenza e smart working". Perch questa, puntualizza il presidente di Aldai-Federmanager, " una questione di civilt prima ancora che di crescita economica". Una strada che Villani ha imboccato con decisione fin dall'inizio del suo mandato. Le donne iscritte a Aldai-Federmanager hanno registrato un'impennata del 7,5% dal 2018 al 2019. Pi o meno lo stesso trend registrato nelle iscrizione dei dirigenti d'azienda di et inferiore ai 44 anni, in crescita di quasi il 6%. Numeri incoraggianti ma che a Villani appaiono ancora insufficienti: "Questo non basta, sono tassi ancora molto bassi, c' ancora molto da fare".Perch, al di l di questi " incrementi che comunque ci danno fiducia", restano molti i fattori di criticit, come il fenomeno della fuga dei cervelli: "Per formare un laureato servono decine, se non centinaia, di migliaia di euro. Poi per finiamo con regalare le nostre competenze migliori ai nosti competitori pi agguerriti".

La svolta non pu arrivare da un settore o da una categoria. Serve quella che Villani definisce "intelligenza collettiva", ossia uno sforzo di visione comune frutto della sinergia messa in campo da tutti i protagonisti della crescita: aziende, manager, enti, istituzioni, associazioni, universit e, naturalmente, la politica. Abbiamo bisogno di costruire un' ecosistema basato sulla fiducia reciproca. Affinch funzioni necessario che ci sia visione, regole, trasparenza e obiettivi che devono essere chiari e condivisi. "Condividiamo tutti insieme una visione sistemica - l'appello del numero uno di Aldai-Federmanager - uniti dall'obiettivo di far crescere il paese. Mettiamo insieme tutte le persone che hanno a cuore l'interesse del Paese per un'azione comune. Facciamo una cabina di regia". Con i manager, assicura Villani, che possono giocare un ruolo di primo piano: "Il manager analizza la situazione, traccia un'analisi dei rischi, ma poi decide e, assumendosi le proprie responsabilit, traduce la teoria in pratica". Come dire che proprio dal mondo dei manager pu arrivare quello scatto necessario per "passare dalle parole ai fatti".

Ma in questo contesto, "la politica pu fare molto". Perch anche in politica, come nel mondo dell'impresa, " fondamentale avere le persone giuste al posto giusto". Ma anche necessario "combattere i personalismi" soprattutto in questa fase di "crescita molto bassa" in cui "sarebbe meglio evitare dichiarazioni spot". La bussola, dice Villani, rappresentata dalle parole di Papa Francesco: "La buona politica non degli altri, ma in capo a ognuno di noi, ciascuno con le proprie competenze e capacit". Perch evidente, mette in chiaro il presidente di Aldai-Federmanager, che "non si pu fare l'interesse generale senza pensare al bene comune".